Vista del muro del pianto dai tetti del quartiere ebraico
ISRAELE

GERUSALEMME | VAGABONDARE TRA I TETTI DEL QUARTIERE EBRAICO

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22 Novembre 2018

Non so voi, ma io ho sempre sognato di poter esplorare il mondo muovendomi saltellando fra i tetti e i comignoli delle case. Come facevano gli Aristogatti. O come quando i supereroi della Marvel si rincorrono da uno skyline all’altro.

Credo di avere una naturale propensione per i tetti, in effetti. Sì, ne sono certa. Sapete, quando scelgo un ostello o una guesthouse, mi piace sbirciare le immagini del posto e se la struttura dispone di una terrazza….boom! Ho fatto centro! Prenoto senza pensarci due volte.

Sarà che quel tipo di prospettiva mi piace da impazzire: tu, una minuscola gocciolina in questo oceano che si chiama mondo, che osservi a 360 gradi la meraviglia che ti circonda e ovunque volgi lo sguardo non vedi altro che un orizzonte infinito…Una linea sfumata, laggiù, ai confini del visibile…Quel limite che marca un territorio nuovo, ancora inesplorato, un mondo lontano fatto di diversità, di nuovi incontri, di storie straordinarie e ancora da scoprire.

Sapete, questo è uno dei motivi per cui mi sono follemente innamorata del Medio Oriente. Le terrazze panoramiche…e i datteri naturalmente:)

Spesso nel mondo orientale e di cultura araba le abitazioni si sviluppano  su 2 o 3 piani e sono completamente chiuse verso l’esterno. Si strutturano attorno ad un giardino o cortiletto centrale, un po’ come accadeva nell’antica domus romana. Questo perché la vita delle donne, le principali interpreti della scena domestica, deve svolgersi lontana da occhi indiscreti, secondo i dettami della religione musulmana.

In molte abitazioni, la parte superiore si conclude infine con una terrazza: uno spazio all’aperto, celato agli sguardi altrui e al contempo proiettato totalmente verso il mondo. Quel mondo sovente precluso, proibito, a cui ti volgi se non di rado, e il più delle volte attraverso un velo.

Qualche tempo fa ho visto un bellissimo film intitolato “Cosa dirà la gente” in cui Nisha, la protagonista – una giovane donna pakistana – è costretta a vivere in casa con la madre e le zie dividendosi tra preghiere e faccende quotidiane. L’unica sua distrazione: quando si reca in terrazza per distendere i panni puliti al sole, si sofferma qualche minuto adagiata sulla balaustra ad osservare gli aquiloni che in lontananza solcano i cieli della sua città, immaginando volti e storie di coloro che vivono in quei luoghi mai visti. Una visione che le permette di tenere accesa la scintilla della speranza, il sogno di una vita diversa, la percezione di un futuro alternativo.

I tetti, ed il mondo infinito proiettato attorno ad essi, mi fanno altrettanto sognare.

Potrete ben capire come possa essermi emozionata quando, un po’ per caso, ci siamo come catapultate nell’altra Gerusalemme: quella a tre metri sopra il suolo e ad un paio di centimetri dal paradiso. La Gerusalemme del silenzio. La Gerusalemme dei bambini che sorridono e poi fuggono. La Gerusalemme degli sguardi verso il basso e dei cuori gentili. La Gerusalemme dei portoni decorati e dei gatti curiosi.

É il nostro quarto giorno in Israele, il secondo presso la città sacra. Io e Rossana abbiamo già visitato tutti i principali siti di interesse e siamo immerse nel souk musulmano della città vecchia, pronte finalmente ad esperire la parte più bella di ogni nostro viaggio: quella in cui spegniamo Google Maps e ci lasciamo guidare dall’istinto, dalla magia del posto, dal richiamo delle immagini nel mirino ottico.

Vaghiamo per un’oretta (o forse due) in questo labirinto di viuzze gremito di gente intenta a contrattare la merce migliore: qualche metro di stoffa, 2 o 3 grammi di curcuma, un paio di porzioni di halva. Osservare lo svolgersi della vita in un luogo così diverso dal contesto in cui sei nata e cresciuta è a dir poco travolgente. Ti senti come proiettata sulla scena di un film e a tratti fatichi a renderti conto che…SI, SEI DAVVERO TU E QUELLA NON è UNA PUNTATA DI NATIONAL GEOGRAPHIC MA è LA TUA VITA <3

La via che porta ai tetti di Gerusalemme

Raggiungiamo una piccola bottega di tessuti e stampe antiche, il proprietario ci ferma con la scusa di offrirci un thè e di mostrarci delle vecchie fotografie della città da lui stesso scattate un paio di decenni prima. La gente qua è gentile e pacata, i mercanti ti invitano a dare uno sguardo alla merce esposta ma non sono mai troppo insistenti. Tra gli israeliani e i venditori nei souk marocchini giace un abisso!

Non vogliamo acquistare nulla per il momento e prima di andarcene il bottegaio ci regala un prezioso consiglio: fuori dal negozio, voltate a sinistra, poco più avanti prendete una stretta scalinata addossata ad una parete e percorretela sino in cima…potrete godere della vista panoramica migliore di tutta la città!

Naturalmente seguiamo le indicazioni, come sempre curiose fino al midollo ed estremamente fiduciose. Percorriamo una ventina di scoordinati scalini e…bingo! Approdiamo in un luogo letteralmente MERAVIGLIOSO.

Lo scenario si presenta come una sorta di terrazza immensa che collega tra loro tramite un semplice quanto complesso sistema di rampe, gradini e muretti le coperture superiori degli edifici del mercato sottostante. Di turisti nemmeno l’ombra. Qua e là si vedono sbucare da una parte o dall’altra giovani studenti con il copricapo kippah e i payot, i tradizionali riccioli laterali degli ebrei ortodossi.

La parte alta della Gerusalemme vecchia, il cuore più sacro e pulsante della città, quel cuore che batte in un modo intenso ma del tutto silenzioso, è il loro mondo: quello degli haredi, fedeli ad una forma molto conservatrice di ebraismo ortodosso. La vita di queste persone ruota attorno alla preghiera e allo studio dei testi sacri. Osservano uno stile di vita umile e poco vistoso, per questo indossano abiti coprenti e in tutto il quartiere cartelli scritti in ebraico e tradotti in inglese invitano i turisti a non avvicinarsi se non con vestiti consoni al rispetto della loro tradizione.

Arriviamo in questa zona mistica durante lo shabbat, la festa ebraica del riposo, celebrata ogni sabato, e non tardiamo a capirlo: i bimbi sfuggono agli obbiettivi delle nostre reflex coprendosi il volto con le mani e ripetendo continuamente “shabbat! shabbat!”. In seguito scopriremo che durante questa festività ogni atteggiamento poco pudico o anche solo eccessivo è considerato come una sorta di affronto. Addirittura gesti impensabili come mostrare uno smartphone, accendersi una sigaretta o porsi alla guida di un’automobile sono considerati irrispettosi da questa gente.

L’atmosfera ci pare quasi surreale…ci sentiamo nel luogo migliore al mondo!

Poco distante una piccola rampa ci porta in una zona ancor più sopraelevata e qui giunte scopriamo che il nostro caro bottegaio aveva completamente ragione! La vista del Monte del Tempio è senza eguali: la cupola dorata svetta sull’intera città cosparsa da una leggera foschia che le conferisce un’aurea di grande misticismo. Imponente, sacrale, rilucente sotto ai raggi del solo del mezzodì: resteresti delle ore in quel luogo, in silenzio, in contemplazione, solo tu, il tuo io, e quella meraviglia chiamata MONDO.

Decidiamo di pranzare accovacciate su quel suolo…fantasticando su quale sia la scena del souk che si svolge proprio sotto ai nostri piedi penzolanti: un macellaio, una merceria, una bottega di frutta e verdura o un mercante di utensili antichi… Sotto, la frenesia della vita; sopra, la pacatezza di un’armonia quasi onirica.

A Tel Aviv, prima di partire, la mattina abbiamo fatto tappa al Carmel Market e abbiamo acquistato olive in una quantità industriale e qualche fetta di pita speziato, il pane senza lievito tipico di Israele. E così…felici e in sintonia con l’intero l’universo…ci concediamo il nostro pic nic sui tetti di una città fantastica dagli oltre 4000 anni di storia.

Il nostro pic nic sui tetti di Gerusalemme

Trascorriamo tutto il pomeriggio gironzolando senza meta tra le viuzze che collegano questa zona della città e scopriamo con piacevole stupore che vi si cela un intero mondo. La sensazione è quella di trovarsi in un luogo quasi immaginario, come l’invenzione scaturita dalla penna di uno scrittore. L’aura di misticismo e sacralità è pienamente percettibile e ti pervade dalla testa ai piedi.

Passeggiando diveniamo spettatrici della vita di questa gente. Una vita di semplicità, di umiltà, di rispetto e intensa fede. Incontriamo bimbe che in allegria ritornano a casa dopo il “catechismo” dello shabbat, giovani studenti universitari che dialogano in una piazzetta con un rabbino, famiglie gioiose che si riuniscono per trascorrere insieme il giorno del riposo. In tutti questi volti leggiamo una profonda pace interiore, un animo gentile e affabile. Non ci sentiamo mai a disagio, né di troppo. Non interloquiamo con nessuno, ma gli scambi di sguardi cordiali e di sorrisi con chiunque ci fanno sentire le benvenute.

Arriviamo casualmente ad una balconata da cui si gode di una vista esclusiva sul muro del pianto e finalmente possiamo assaporare questa scena senza intralci, senza il caos prodotto dalle centinaia di turisti, dagli accalcamenti e…diciamocelo…senza quello strano senso di imminente allerta che purtroppo, oggi giorno, si percepisce in luoghi come questi.

Il momento è assolutamente appagante, l’aria è permeata dal rumore del vento e si sentono come ovattati i suoni in lontananza dei canti e delle preghiere.

Come spesso accade, gli incontri casuali, non pianificati, si dimostrano quelli più soddisfacenti. Non avevamo pianificato questo tour di Gerusalemme da una prospettiva differente, non lo abbiamo cercato, è lui che ci ha trovate. Il mio consiglio, non smetterò mai di ripeterlo, è quello di lasciarsi andare completamente sino ad immergersi con ogni cellula del proprio corpo nei luoghi che ci circondano.

Tutto è vivo e tutto ci parla: i muri delle case, gli scorci dietro gli angoli, gli animali che ci osservano da lontano, le persone, l’aria che sfiora le nostre membra, la memoria del passato intrisa in ogni zolla di terra. Serve solo un buon udito per poter ascoltare ed un animo incline per entrarvi in connessione…

Io che ammiro il Monte del Tempio

CONSIGLI

  • per visitare questa meravigliosa città, affidatevi ad una guida solo per un tour dei siti noti per l’importanza storico-religiosa. Per tutto il resto, il mio consiglio è quello di lasciarvi trasportare dall’istinto e immergervi nell’atmosfera senza tempo dei suoi quartieri
  • il viaggio in un paese lontano non può prescindere dalla sperimentazione del cibo tipico: mangiate l’hummus! Fatene indigestione…lo troverete spettacolare. E concedetevi una dolce merenda assaggiando i dolcetti locali a base di miele, frutta secca, formaggio dolce che troverete in molti banchetti del souk

INFORMAZIONI PRATICHE

  • Israele è un paese molto piccolo, grande più o meno quanto la nostra Lombardia. Vi consiglio di inserire la visita di Gerusalemme fra quella di Tel Aviv e l’escursione a Masada e al Mar Morto –> da Gerusalemme potrete partire nel pieno della notte e in meno di un paio d’ore raggiungere il monte Masada per ammirare l’alba su questi scenari mozzafiato
  • alloggiate se potete nel cuore della città vecchia, ci sono molti ostelli carini e suggestivi
  • Israele in generale non è un paese economico, non troverete nulla a meno di 30/35 euro a notte (parlo di ostelli, per quanto riguarda gli hotel il prezzo sale decisamente)
  • per il tour guidato dei siti di interesse della città noi abbiamo scelto Abraham Tour: i gestori di questo ostello (sito sia a Gerusalemme che a Tel Aviv) organizzano ogni giorno moltissimi tour di gruppo a prezzi davvero competitivi e le guide sono competenti. Naturalmente sono tour di gruppo e i partecipanti possono essere anche MOLTI. Vi consiglio di prenotare con parecchi giorni di anticipo
  • per muovervi da Gerusalemme a Tel Aviv potete utilizzare i bus pubblici che partono con frequenza dalle stazioni centrali (circa 40 Shekel = 10 euro). In alternativa avvaletevi del taxi condiviso: ne troverete a decine ai bordi delle strade: sono taxi con 10-12 posti che raccolgono tutte le persone che vogliono raggiungere la medesima destinazione. Viaggerete per lo più con gente del posto ma la spesa sarà minima e l’esperienza davvero bella!
  • il tasso di cambio al momento è all’incirca 1 euro = 4 shekel

Noi sul taxi condiviso a Gerusalemme

CURIOSITA’

Il Muro del Pianto è una muraglia di cinta dell’antica cittadella che risale all’epoca del Secondo Tempio. Si tratta di tutto ciò che rimane dell’antico tempio distrutto nel I secolo d.c.  Secondo le credenze islamiche, nel 620, Maometto intraprese un viaggio spirituale a Gerusalemme, a dorso di un cavallo alato, al-Buraq. Arrivato nella Città Sacra, avrebbe legato il suo cavallo a questo muro, divenuto proprio per questo un sito sacro per i credenti. Gli ebrei vi si avvicinano e infilano dei piccolo foglietti contenenti delle preghiere nelle fessure della parete. Le regole per pregare sono quelle dell’ebraismo ortodosso: uomini e donne devono restare separati e solo gli uomini possono indossare i tefillin (gli astucci neri contenenti rotoli di pergamena su cui sono iscritti versetti della Torah), gli scialli di preghiera e le kippah, e intonare dei canti di preghiera.

 

 

 

 

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25 Comments
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    Raffi

    31 Dicembre 2018

    Bellissimo il tuo post, ma bellissime le foto che sono da sole un racconto. Anzi, un film. Grazie davvero, Hai saputo trasportarmi in quei luoghi in modo stupendo e inaspettato.

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      clicmytrip

      1 Gennaio 2019

      Ti ringrazio moltissimo…credo che le immagini possano parlare molto più delle parole in certi casi…

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    Anna

    28 Dicembre 2018

    L’ho sognato anch’io questo modo di muoversi come in un cartone animato, tra l’altro chi fa parkour ci si avvicina, ma io non ho queste capacità 😉 Complimenti per le foto e il resoconto di viaggio, mi è sembrato di riviverlo con voi!

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      clicmytrip

      28 Dicembre 2018

      Ti ringrazio moltissimo 🙂

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    Elena

    28 Dicembre 2018

    Hai fatto un bellissimo viaggio…Anche io ho visitato Israele qualche anno fa, e mi sono ritrovata tantissimo nelle tue fotografie e nelle tue parole. Le immagini che ritraggono gli ebrei ortodossi sono da brivido…forse anche perchè, su di me, hanno sempre fatto uno strano effetto… Aspetto i tuoi prossimi racconti!

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      clicmytrip

      28 Dicembre 2018

      Si…forse fino ad ora sono il “popolo” che mi ha colpito maggiormente…si sente, è palpabile…non so come dirlo…che sono circondati da una profonda fede…grazie per il tuo commento 🙂

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    Paola

    28 Dicembre 2018

    Israele è stato uno dei miei viaggi più amati, ma Gerusalemme è stato il posto che mi è piaciuto meno. Non ho trovato l’apertura di cui parli nel quartiere ebraico ortodosso né la gentilezza dei venditori nel mercato della città vecchia. Molto però dipende dal momento in cui visiti questo Stato, Gerusalemme riflette subito i contrasti che ci sono nel suo territorio. Curiosamente nello stesso periodo ho avuto un’accoglienza strepitosa in Palestina!

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      clicmytrip

      28 Dicembre 2018

      Ciao Paola! Grazie del tuo commento 🙂 Che strano, pensa che io invece mi sono sentita proprio in questo modo…addirittura ci sono stati offerti dei dolcetti da un ristoratore del mercato (zona musulmana) in chiusura la sera mentre noi cercavamo disperatamente riparo dalla pioggia incessante…e uno studente ebreo si è fermato a chiacchierare con noi per più di un’ora chiedendoci di parlargli dell’Italia… Nel quartiere ortodosso le persone sono molto riservate, ma non hanno mai mancato di riservarci un sorriso o uno sguardo gentile nonché un saluto. Concordo però sul fatto che il momento in cui si approda in uno stato così sottoposto a contrasti e rivendicazioni sia di fatto influente anche sul modo di accettare l'”altro” da parte dei suoi abitanti. Purtroppo io invece in Palestina non ci sono stata ma conto in un futuro di farlo perché mi attira davvero moltissimo!!

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    Nicoletta Ricci

    28 Dicembre 2018

    Non avrei mai detto che questi luoghi fossero così belli…sembra di essere nel bel mezzo di una favola con la differenza che la favola é realtà.
    Stupendo veramente

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      clicmytrip

      28 Dicembre 2018

      Si…ti sembra quasi di essere immerso in un mondo altro, proprio come quello descritto nei libri!

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    Sabrina Barbante

    29 Novembre 2018

    A parte la bellezza dello scorcio di gerusalemme che ci hai raccontato, devo dire che il tuo modo di fare ritratti è primi piani è maestrale; già solo questi volti raccontano storie.

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      clicmytrip

      5 Dicembre 2018

      Sabrina…ti ringrazio infinitamente!! La fotografia per me è una parte imprescindibile di ogni viaggio…e adoro catturare soprattutto le immagini della gente…grazie di cuore…

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    Raffaella

    29 Novembre 2018

    Mi sono gettata senza esitazione nella lettura di questo tuo post perché unisce due elementi che mi affascinano tantissimo: da un lato Gerusalemme e dall’altro la vista dall’alto. A Gerusalemme non ci sono mai stata ma è nella parte alta della mia wish list dei viaggi e ne ho letto tantissimo. Per la visuale dall’alto invece ho una vera e propria fissa: terrazze panoramiche, cucuzzoli delle montagne, cupole o torri sono immancabili in ogni mio viaggio.

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      clicmytrip

      29 Novembre 2018

      allora abbiamo decisamente qualcosa in comune…anche io non posso farne a meno! Ed è uno dei motivi per cui adoro il Medio Oriente

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    Simona

    29 Novembre 2018

    Dalle tue parole traspare tutta l’emozione che hai provato. Gerusalemme è sulla mia wishlist, uno di quei posti che davvero vorrei visitare prima di morire e che sono certa mi toccherebbe dentro. Complimenti anche per le foto, non solo belle a livello tecnico, ma stupende per gli attimi e i dettagli che hai colto. Davvero un articolo sentito, complimenti!

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      clicmytrip

      29 Novembre 2018

      ti ringrazio tantissimo…per me è commovente anche sapere di riuscire a trasmettere le mie emozioni…credo che la condivisione sia fondamentale. Grazie mille!

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    anna di

    28 Novembre 2018

    Gerusalemme è uno di quei posti che ho sempre sognato, ma per mille motivi non ci sono mai andata. ora leggendo questo bellissimo racconto e vedendo le foto, ho sognato un po’ anche io e il mio viaggio in Israele è sempre piu vicino.

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      clicmytrip

      29 Novembre 2018

      Non esitare, perché non ne resterai delusa!

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    Stefania

    28 Novembre 2018

    Quanti ricordi dopo aver letto il tuo articolo!
    Vedo che anche tu come me sei un’appassionata del Medio Oriente come me!
    Sono stata in Israele due mesi questa estate, e ci tornerei volentieri anche subito! 😊

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      clicmytrip

      29 Novembre 2018

      Io adoro il Medio Oriente…non so spiegare il perché ma sento un legame viscerale con questi luoghi. Sono stata anche in Asia, in Sud America…o amato questi luoghi e li ho assaporati…ma come mi sento in Medio Oriente…non mi sento da nessun’altra parte <3

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    Julia

    28 Novembre 2018

    Ho letto con molto entusiasmo il tuo articolo e mi è venuta voglia di partire! Concordo anche sulla bellezza dei tetti e della diversa prospettiva che si ha.

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    Veronica

    27 Novembre 2018

    Ho letto questo articolo tutto d’un fiato e mi è venuta ancora più voglia di partire per questo paese. Ho già organizzato la mia visita a Tel Aviv con una giornata a Gerusalemme e non vedo l’ora arrivi in giorno in cui sarò li per vivere tutte le emozioni che mi hai fatto provare con questo tuo racconto.

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      clicmytrip

      27 Novembre 2018

      Che bello che hai già prenotato!! Vedrai che ne resterai estasiata! Se può interessarti, ho un posticino meraviglioso da consigliarti per dormire a Tel Aviv…a Jaffa per l’esattezza (il cuore più pulsante della città) e soprattutto un localino strepitoso in cui far colazione…le migliori colazioni della mia vita!! Non scherzo!

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    Francesca

    27 Novembre 2018

    Che viaggio spettacolare e che foto strpitose! Mi hai fatto venire i brividi, complimenti davvero. Israele è un posto unico al mondo in cui mi piacerebbe tantissimo andare.

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      clicmytrip

      27 Novembre 2018

      Grazieeee….grazie mille! Non è stato così difficile cogliere immagini da brivido in realtà…perchè tutto lì è come magico credimi!

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