Colazione da Puaa a Jaffa
ISRAELE

TEL AVIV | COLAZIONE INDIMENTICABILE A JAFFA DA PUAA

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9 Febbraio 2019

Sono le nove del mattino e apro gli occhi al suono della sveglia del mio smartphone. Qualche secondo di stordimento e poi mi rendo conto, con estremo piacere, di essere sdraiata in un letto dell’Old Jaffa Hostel. Mi sento già estremamente bene. Da quanto sogno un viaggio in Israele?

Mi giro sull’altro fianco e di fronte a me la mia compagna di avventure mi lancia un sorriso con gli occhioni addormentati che sbucano dalle lenzuola. Non c’è bisogno di dirsi nulla: quando i sogni si avverano, le parole diventano d’un tratto irrilevanti.

Dalla finestra a grate alle nostre spalle filtrano i rumori di una cittadella che si sta svegliando, lentamente, senza obblighi né fretta, dopo una festosa nottata fra musica, buon cibo e splendida compagnia. A Jaffa la vita scorre in questo modo: un mondo hipster e molto young in cui la gente vive seguendo le coordinate del proprio benessere. Negozietti di artigianato e mercatini di giorno, pub e ristoranti multiculturali con musica dal vivo  e improvvisata la sera. Età media? 30-35 anni al massimo.

 

 

Jaffa è il cuore pulsante della vita alternativa che tanto piace agli abitanti della più avanguardistica mamma Tel Aviv. A Jaffa le ragazze indossano jeans e piercing all’ombelico, i giovani portano i dread e fumano i drum.

Nella poco distante Gerusalemme, le donne non alzano lo sguardo da terra e gli uomini camminano frettolosamente tenendo ben saldo il proprio Kippah. Un fascino del tutto diverso e contrastante se consideriamo i poco più di 50 chilometri di distanza (per saperne di più leggi il mio articolo Gerusalemme. Vagabondare tra i tetti del quartiere ebraico).

Antico porticciolo israeliano situata sulle rive del Mediterraneo, la cittadella di Jaffa attrae artigiani e galleristi, ristoratori multietnici, designer e stilisti da ogni parte del paese, e del mondo. All’arrivo subito mi ha riportato alla mente il quartiere berlinese Kreuzberg, dove vivono studenti, artisti e una folta comunità turca sempre pronta a servirti un piatto di hummus e qualche falafel. Io, che ho sempre detto che a Kreuzberg, ci vorrei vivere.

 

 

Apriamo gli occhi dunque e siamo subito avvolte da un’atmosfera di easy life che ci fa impazzire. Insieme ci affacciamo, ancora sdraiate nel nostro lettuccio alla francese, alla finestrella: botteghe e negozi sono ancora chiusi, le poche persone per strada non parlano molto e sono immerse in un mood rilassato e positivo.

Come poter chiedere di più?

 

 

Manca solo un piccolo ma importante dettaglio per poter iniziare la giornata in un modo davvero perfetto: una sostanziosa e tipica colazione israeliana. Quello della colazione, è il momento gastronomico che io e Rossana preferiamo di ogni nostro viaggio: dai datteri e budini al latte di riso del Marocco, alle crepes con crema di nocciole accompagnate dal the chai in Oman.

Sappiamo già dove puntare. In realtà la nostra meta per una morning breakfast indimenticabile l’abbiamo scelta già dall’Italia (o forse, lei ha scelto noi, come spesso accade).

Poco distante dal nostro ostello (meno di un centinaio di metri) si trova un localino chiamato Puaa. Lo raggiungiamo passeggiando per le viuzze colorate e colme di street art del quartiere. All’arrivo i camerieri, tutti ragazzi giovani e in perfetto stile open mind, ci accolgono avvisandoci che essendo shabbat il locale aprirà alle 10:00 (i tempi di Jaffa :)) ma ci fanno comunque accomodare ad un tavolino all’interno, dandoci la possibilità di sbirciare il menù nell’attesa.

L’atmosfera è quella di un vero e proprio appartamentino in stile eclettico: sedie di impronta barocca si alternano ad elementi di design moderno e dalla dubbia funzionalità; tavolini e tavoloni con tovagliette a quadri e lampadari multiforme; divani vintage dai colori più disparati; quadri e cornici di ogni tipo; scaffali ricolmi di libri e oggetti più svariati ottimizzati a portafiori situati ad ogni angolo, disposti secondo un apparente caoticità intrisa di una perfezione tutta sua. A completare l’arredo e parte integrante dello stesso e del suo fascino, il tocco underground e anticonformista del personale.

 

Interno di Puaa a Jaffa con il suo arredamento eclettico e singolare

 

Il nome Puaa deriva dal primo fondatore Puaa Ladijensky, che nel 1999 diede vita ad un luogo magico con l’intento di regalare ai suoi concittadini un’oasi di pace in cui fermarsi e trarre un profondo respiro.

Il menù

Il menù subito ci lascia estasiate e l’acquolina non tarda a farsi sentire. I piatti sono semplici e poco pretenziosi, ma tutti cucinati in loco, con ingredienti genuini e nutrienti.

Per la colazione (che definirei più un brunch per come siamo avvezzi noi italiani) le proposte sono molteplici e tutte invitanti.  Ve le elenco:

  • TURKISH BREAKFAST: fagottino di pasta fillo con formaggio e spinaci servito con cetrioli, pomodori, olive e yogurt
  • SABICH BREAKFAST: uovo bollito e melanzane fritte accompagnati da una piccola insalata di pomodori, prezzemolo, patate, cipolle e prezzemolo condita con succo di mango e serviti con il pita, il tipico pane ebraico
  • SHAKSHUKA: questo è il piatto forte di Israele, composto da uova cotte in una miscela di pomodori, peperoni, cipolle, aglio e prezzemolo e servito con pane tipico
  • SEASIDE BREAKFAST: salmone affumicato servito con salsa di arringhe, cetrioli, olive e cipolle e accompagnato da pane tostato con burro fresco
  • KIBBUTZ BREAKFAST: uova al tegame o in frittata accompagnate da una selezione di formaggi locali e da un’insalatina composta da cetrioli, pomodori, prezzemolo e cipolle rosse, il tutto servito con pane tostato e burro
  • BUNDASH: pane challah fritto e zuccherato (tipico pane ebraico dall’alto valore simbolico) accompagnato da macedonia di frutta di stagione, marmellate artigianali e salsa al sesamo di produzione propria

Che ne dite? Non ne sareste rimasti entusiasti anche voi? E vi dirò, che una volta ricevute le portate, l’entusiasmo è schizzato davvero alle stelle!

 

 

Ogni opzione si aggira attorno ad un costo che varia dai 10 ai 16 euro. Noi abbiamo colazionato 🙂 da Puaa per due mattine consecutive e abbiamo provato diverse soluzioni: tutte fantastiche.

Un cenno particolare va fatto soprattutto all’ultima proposta del menù: BUNDASH. Il pane fritto di cui questa scelta è composta potremmo definirlo un’apoteosi di goduria per il palato…da quando siamo tornate da Israele, uno dei motivi più pressanti per far ritorno in questa terra straordinaria, stenterete a crederlo…ma è proprio lui!

Inoltre, non contente, siamo state da Puaa anche una sera a cena, gustando ottimi piatti a base di cavolfiore fritto, riso, lenticchie, zucca e frutta secca. Naturalmente, tutto questo non prima di goderci una passeggiata rilassante gustando un favoloso antipasto a base di un incantevole tramonto sul mare con vista di Old Jaffa e Tel Aviv 🙂

 

Insomma, se decidete di organizzare un viaggio in Israele, tra i tanti must ce ne sono due in particolare che vi suggerisco:

  1. Alloggiare a Jaffa
  2. Fare colazione da Puaa

Svegliandovi in questo posto e iniziando la giornata con una colazione strepitosa, state pur sicuri che tutto poi proseguirà nel migliore dei modi!

 

Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene.

Virginia Wolf

 

INFORMAZIONI UTILI

  • Old Jaffa Hostel –> situato nel mezzo di una vivace mercato vintage, un ostello molto bello e ben curato gestito da personale disponibilissimo e giovane. Noi abbiamo prenotato una stanza privata con bagno annesso e speso relativamente poco se si considerano gli standard di Israele (il corrispettivo di 25 euro a testa per notte). Fiore all’occhiello: la terrazza panoramica all’ultimo piano, presso la quale ci si può rilassare sorseggiando un thè caldo che si può attingere gratuitamente dalla cucina in comune (presso la quale è possibile anche cucinare).
  • Puaa –> il locale apre tutti i giorni alle 9.00 e chiude alle 00.30. Considerando il grande richiamo per turisti e locali, vi consigliamo di riservare un tavolo prenotandolo (soprattutto per la cena) –> telefono 03-6823821.
  • TIPS –> ricordate che in Israele è praticamente altamente consigliato (anche se non obbligatorio) lasciare una mancia pari al 10% dell’importo speso

CONSIGLI

  • Fate un salto da Zielinski & Rozen a Jaffa: si tratta di una bottega/laboratorio poco distante dall’ostello dove vengono prodotti profumi e saponi personalizzati partendo dalle essenze pure…davvero interessante!
  • Non mancate di ordinare almeno un piatto di hummus…Israele è la sua patria e lo troverete davvero divino!

 

 

Buon viaggio in Israele!

 

 

 

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