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BRISBANE | PRIMI PASSI IN CITTA’ NELLA ZONA DEL CBD

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8 Maggio 2019

La luce calda, la famosa golden hour. Il riverbero aranciato sulle soavi onde del fiume cittadino. Le acque torbide e popolate di verdeggianti abitanti mi rammentano il Mekong. E la sensazione, seppur diversa da quella assaporata nella mia amata Asia, è molto simile nell’intensa positività che mi pervade.

Lo stomaco si fa sentire, che ore sono? Non mangiamo dal mattino e il calo di glicemia comincia a dare i primi segni di annebbiamento mentale. Ecco una panchina, proprio di fronte alla sponda. Togliamo i nostri zaini e di colpo ci alleggeriamo di una decina di chili. Ma dove si sono cacciati? Ah…eccoli. Ci si illuminano gli occhi e il brontolio della fame aumenta considerevolmente alla vista dei sandwiches imbottiti al formaggio.

Ci mettiamo comodi, liberiamo i piedi dai sandaletti. La brezza è tiepida, ci saranno sì e no 25 gradi. In che stagione siamo ora? Fammi pensare…fine aprile…pieno autunno, dunque. Non male, no? E pensare che mia mamma mi ha appena scritto che da noi piovono secchiellate di acqua ogni giorno e che ha dovuto rispolverare cappotti e scarponcini. In Italia, ora è primavera inoltrata.

Invece noi siamo qui, comodamente seduti su una delle centinaia di panchine che gremiscono la città. Un panino al ceddar fra le mani, le gambe incrociate, i capelli intrecciati e liberi al vento. Una vista meravigliosa su di un corso d’acqua lontano migliaia di chilometri da casa. Sono le 17 del pomeriggio…stiamo assaporando il nostro primo tramonto a Brisbane. E ci sentiamo leggeri e felici.

 

Brisbane CBD da South Bank

 

Siamo approdati in Australia la notte fra il 26 e il 27 aprile. Dopo un volo di circa 10 ore da Bangkok, con scalo nel meraviglioso aeroporto di Singapore, eccoci finalmente nel nuovo continente.

Le pratiche di controllo all’arrivo sono molto più sbrigative di quanto pensassimo: nessuno ci apre i bagagli o ci interroga sulla natura della merce che trasportiamo. Il controllo passaporto si dimostra il più veloce della storia: una scansione fatta da un macchinario (valida solo per i passaporti elettronici), il cancelletto si apre e la scritta exit di fronte a noi che è la conferma che da questo momento SIAMO DENTRO.

Dopo un primo disappunto da parte mia per il fatto di non aver ricevuto alcun timbro sul passaporto (ragazzi non potete immaginare la delusione…chi viaggia SA quanto sia estasiante sfogliare le pagine e riempirsi gli occhi di tutti quei marchi colorati che rappresentano un po’ una sorta di nostro personale travel diary) non perdiamo tempo e cerchiamo un taxi.

Per arrivare a Mooroka, il sobborgo dove abbiamo prenotato un AirBnB per le prime due settimane di permanenza, servono circa 45 minuti e 55 dollari.

Il primo approccio con un vero citizen australiano lo abbiamo con il taxista che ci ha condotti nella notte corvina in Gaba Tepe Street. Valutazione? 10+. Non ricordo il suo nome, rammento solo che quest uomo è originario della Grecia, che è giunto in Australia 22 anni fa con l’intento di starvi un paio d’anni e che da allora vi è rimasto stabilmente. Ma vi posso assicurare che si è mostrato sin dal principio estremamente gentile e disponibile. Era realmente interessato alla nostra storia e nel corso del breve viaggio abbiamo intavolato una piacevolissima conversazione.

Con il passare dei giorni e l’accumularsi degli incontri con la gente del posto, questa sensazione di estrema ospitalità verrà continuamente confermata.

La prima giornata in Australia va un po’ così: reduci dal jet leg e da 5 giornate di calura, quattro voli e un paio di notti insonni, ci svegliamo che è già pomeriggio inoltrato. E così passiamo le prime ore diurne di questa nuova vita tra il farci una doccia, il disfare i bagagli e raggiungere il primo Woolworths disponibile per riempire un paio di borse con i beni di prima necessità. Nello specifico: pane, marmellata, crema di nocciola, biscotti e tutto il necessario per preparare crepes e pancakes 🙂

Dovremo aspettare l’indomani per immergere i nostri faccini sbalorditi nel pieno della vera atmosfera di quella che è la terza città più grande della terra dei canguri.

IL CENTRO DI BRISBANE: A SPASSO CON IL NASINO ALL’INSÙ

Per la visita di avanscoperta scegliamo di concentrarci sulla zona del CBD (Central Buisness District). La motivazione è semplicemente una: l’indomani Enrico inizierà il college e la sede della scuola è proprio in Albert Street, nel pieno del distretto centrale. Così decidiamo di portarci avanti per valutare tempistiche e percorsi di arrivo.

Dal nostro sobborgo verdeggiante, raggiungiamo il centro città con una ventina di minuti di autobus. Attraversato il Victoria Bridge, subito veniamo travolti dalla vastità degli edifici a decine di piani che compongono questa zona della city. Lo sviluppo in verticale, ogni volta ci lascia sbigottiti.

 

 

Nonostante questo, il traffico per strada è quasi inesistente e le persone passeggiano muovendosi nel tentacolare intrico di strade e passaggi pedonali in maniera silenziosa e molto easy. Nessuno urla o starnazza senza motivo.

Dopo qualche passo decido di fermarmi qualche secondo. Volgo lo sguardo attorno a me, sondo i volti di questi estranei che mi circondano a migliaia, senza accorgersi del mio occhio scrutatore.

 

Valentina Brisbane

 

La popolazione è molto varia, un mix eterogeneo di razze e nazionalità, di cui a primo acchito si denota che un buon 30% del totale è composto da asiatici. Dato che deriva sicuramente dalla vicinanza geografica. Se aguzzi l’udito puoi cogliere una buona varietà di idiomi. L’età media è davvero molto bassa, 30 anni forse.

C’è chi cammina con un coffe to go in una mano e la ventiquattrore nell’altra. Qualcun altro è seduto in compagnia di amici ad uno dei tantissimi e attraenti localini alla moda del quartiere, sorseggiando un centrifugato o una birretta, fra una chiacchiera e l’altra. Altri ancora si spostano in bicicletta o con Limeil monopattino elettrico verde acido che grazie ad un’applicazione sullo smartphone può essere noleggiato da chiunque, con tanto di caschetto, per sfrecciare fra le vie della città. Ancora noto persone che fanno shopping, altre che mangiano noodles o patatine fritte, chi porta in giro il cane, chi al parco i bambini, chi scatta immagini a più non posso e ha scritto in fronte “I’m a tourist”. Accanto a me Enrico, con il volto rilassato e lo zainetto sulle spalle.

Volete sapere cosa ho visto? Beh, in una parola potrei descriverlo così: SORRISI.

Ebbene sì, perché questo è il mood che dilaga in questa grande metropoli che con le nostre, di metropoli, condivide solo i numeri. Oltre 2.000.000 di abitanti. Pace, calma, silenzio. Assoluta mancanza di preoccupazione o musi lunghi.

Naturalmente, non posso pretendere che questa mia primissima impressione si traduca nella mera realtà oggettiva dei fatti. Ma capirete bene che, come incipit di questo libro che dovrà descrivere una nuova vita a 15.000 chilometri  di distanza dal mio nido…beh…non può che invogliarmi a continuare la lettura 🙂

Per cui passiamo un paio d’ore “con il nasino costantemente all’insù”, trotterellando fra negozi, supermarket e bistrót in cui propinano ogni tipo di cibo intercontinentale, con una netta predilezione per l’asian food. Il che…ci piace!

Punto nevralgico del centro è naturalmente Queen Street, una strada pedonale davvero molto bella, vivace e super dinamica, in cui è gradevole passeggiare o sorseggiare uno smoothie mentre si osservano le esibizioni degli artisti di strada. Ordine e pulizia sono una costante, così come la sicurezza. Alberi ed arbusti da giardino conferiscono alla zona un’atmosfera lussureggiante e gradevole.

 

Un artista di strana bravissimo a Brisbane in Albert Street

 

 

In Queen Street si trovano inoltre moltissimi centri commerciali, tra i quali spicca il Myer Centre di cui mi ha colpita soprattutto la food court con una proposta vastissima di cibo adatta a deliziare qualsiasi palato. Per gli amanti dello shopping il divertimento qui è assicurato. Purtroppo non è il mio caso, per cui al momento ragazzi non ho troppe altre info da darvi riguardo allo shopping down under 🙂

Inoltre, ho trovato il caffè ad 1 AUD ragazzi: da 7 Eleven, la nota e diffusissima catena di supermercati trovabili praticamente ovunque. Entri, ti dirigi direttamente alla macchinetta self service. Scegli la bevanda, la misura. Posizioni il bicchiere e con un semplice click ottieni un caffè americano piuttosto buono e davvero cheap. A questi punto…SONO PROPRIO UNA BAMBINA FELICE!

Insomma, il CBD, con le sue oltre 1000 attività commerciali, è il paradiso dei food and drink lovers. 

In questa città si ha la possibilità di immergersi in uno stile di vita urbano all’aperto caratterizzato da un clima subtropicale e da tanta tantissima natura. Sì, perché i parchi che costellano la città…centro compreso…sono decine, forse addirittura centinaia. Di questo, magari, vi parlerò in un prossimo articolo.

Il sunny lifestyle risplende in tutta la city e l’energia che ne deriva può travolgere anche il più scettico dei miscredenti.

Sapete che Brisbane è tra le città al mondo che stanno registrando un maggiore tasso di crescita e sviluppo?

Proprio così. Eppure, lei è anche questo:

Semplice.

Rilassata.

E divertente.

 

 

Troviamo la sede dell’APC, il college di Enrico, e concludiamo il nostro primo breve giretto nel distretto più moderno della città. Ci dirigiamo quindi verso il ponte che attraversa il serpeggiante fiume Brisbane, il quale ci riporta nell’area di South Bank, sulla sponda opposta.

Adocchiamo una panchina nel parco più famoso della città. Non c’è bisogno di cercare per molto, per trovare un luogo tranquillo. Qua, in pieno centro metropolitano, il termine “caos” non ha nemmeno una definizione sul vocabolario.

Ci mettiamo comodi, lo sguardo rivolto verso lo skyline svettante di fronte a noi. I riflessi del sole calante sulle acque del fiume. Il canto degli uccellini tropicali. Una lieve brezza. E addentiamo il nostro primo sandwich al formaggio australiano, ancora increduli di quel nostro QUI E ORA che ha quasi dell’impossibile.

Alla prossima puntata, direttamente da DOWN UNDER 🙂 Cheers

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12 Comments
  1. Rispondi

    Marina

    31 Maggio 2019

    Sono stata a Brisbane un solo giorno, eppure tanto mi è bastato per innamorarmene!

    • Rispondi

      clicmytrip

      1 Giugno 2019

      Si, questo è l’effetto che ha fatto subito anche a noi

  2. Rispondi

    Silvia The Food Traveler

    25 Maggio 2019

    Non conosco Brisbane (e nemmeno l’Australia, per il momento) ma da quello che racconti mi sembra una città molto interessante. La cosa del clima “al contrario” fa sempre un po’ effetto, immagino ci vorrà un po’ ad abituarsi.
    Sono curiosa di saperne di più sul cibo e sulle tradizioni culinarie dell’Australia, quindi vi seguirò sicuramente nella vostra avventura!

    • Rispondi

      clicmytrip

      27 Maggio 2019

      Beh…al momento posso dirti che, come ogni paese di origine anglofona, anche l’Australia non sfugge dal mostro dei FAST FOOD! Ce ne sono ovunque…e la gente sembra apprezzarli parecchio. Tuttavia essendo una città davvero cosmopolita, con un’altissima percentuale di razze e culture differenti, anche la cucina asiatica o quella medio orientale sono molto diffuse, così come lo street food…che io adoro e che dilaga ovunque, complice il fatto che qua fa sempre caldo 🙂

  3. Rispondi

    Maria

    24 Maggio 2019

    Da quello che ho capito resterete lì un bel po’ di tempo. E a quanto pare la città vi ha già conquistato. Vi auguro una buon a permanenza a Brisbane.

    • Rispondi

      clicmytrip

      25 Maggio 2019

      Si, l’idea è quella di restarci un annetto. Poi chissà, il futuro riserva sempre tante sorprese 🙂 Grazie

  4. Rispondi

    Rossana

    15 Maggio 2019

    Il tuo modo di raccontare è davvero travolgente, mi sembrava di essere lì su quella panchina con voi, di sentire il rumore della natura e vedere quella luce dorata…. purtroppo sono seduta ad una scrivania davanti al pc con la mia food box in una grigia e fredda Bergamo.

    Continua a farci sognare.
    Un bacio

    • Rispondi

      clicmytrip

      15 Maggio 2019

      Grazie, grazie davvero <3 Ricorda che quei momenti seduti ad una fredda scrivania sono solo il mezzo per approdare all'esplorazione della meraviglia del mondo :)

  5. Rispondi

    Noemi Ginosa

    10 Maggio 2019

    Ma che bella questa città! Beata te che ci sei andata .. L Australia ancora mi manca ma voglio andarci! Assomiglia un sacco a Boston comunque!

    • Rispondi

      clicmytrip

      10 Maggio 2019

      Si è molto bella! In realtà, ora ci vivo qui 🙂 Mi sono trasferita solo un paio di settimane fa e ho intenzione di farmi un anno in Australia. Se ti venisse voglia di passare da queste parti…fammi sapere!

  6. Rispondi

    Noemi Bengala

    10 Maggio 2019

    Non conosco Brisbane ma il tuo racconto mi ha riportato immediatamente nella mia amata Australia. Mi hai ricordato la bontà del formaggio, il sorriso dell’addetto all’immigration in aeroporto, quella sensazione di sentirmi “safe” che nella mia vita ho provato solo in questo paese e che mi manca da morire.

    • Rispondi

      clicmytrip

      10 Maggio 2019

      Hai proprio ragione, anche per me è accaduta la stessa cosa: non uno sguardo strano, una frase sgarbata…la gente che ti accoglie OVUNQUE con un solare “How are you?”…dalla cassiera del supermercato all’autista dell’autobus. E qui, ogni volta che un passeggero scende dal mezzo di trasporto, saluta e ringrazia l’autista per la corsa! Mi commuove, davvero…non sono più abituata a certi atteggiamenti 🙂 Tu dove sei stata di bello in Australia?

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VALENTINA
BERGAMO

Ciao! Mi chiamo Valentina, sono dell'ariete, ho più o meno 30 anni e sono un'inguaribile sognatrice! Le mie più grandi passioni, anzi, i miei amori, sono l'arte, la fotografia, la letteratura, la poesia e...il mondo! Ma il mondo quello vero,quello autentico, quello fatto di persone, di diversità, di odori, di sapori, di colori, di scorci, di inaspettati incontri...il mondo che ti fa innamorare e che ti fa dimenticare dell'esistenza dell'orologio. Dovete sapere che nella vita di tutti i giorni sono un'ansiosa cronica ossessivo compulsiva nei confronti del tempo: tempo che non c'è, che non basta mai, tempo che scorre, tempo rubato o tempo sprecato. Ma...quando sono nel MONDO, questo mondo VERO, il tempo non esiste, tutto si dilata e mi avvolge e l'unico ritmo che scandisce le mie giornate è quello del mio cuore che batte, che si sente vivo, che si emoziona e che si sente...a casa. Il mio sogno più grande? Vivere non viaggiando...ma VIVENDO questo mondo. Sempre. Costantemente. Sapete? I sogni...sono sogni perché prima o poi si avverano. Altrimenti si chiamerebbero utopie :)

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