CAMBOGIA

Cambogia: l’incontro con gli elefanti dell’Elephant Valley Project

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22 Ottobre 2019

In Cambogia abbiamo visitato il santuario degli elefanti nel Mondulkiri

Un’altra tappa emozionante del nostro viaggio solidale in Cambogia: la visita al progetto di recupero e protezione degli elefanti

Un altro sobbalzo e il segnalibro mi cade per l’ennesima volta sul pavimento. Mi chino a raccoglierlo, facendo attenzione a non svegliare Enrico che è appisolato nel sedile accanto al mio. Ma come fa a dormire con tutto questo baccano?

La strada che stiamo percorrendo è un continuo alternarsi di buche e ciottoli che impongono all’autista del nostro Ford Transit di zigzagare in una sorta di corsa ad ostacoli livello expert. Lo osservo dallo specchietto retrovisore: gli occhi sorridono, puntati sulla strada, ma è come se stessero guardando altro. Chissà quante volte ha percorso quel tragitto che a me sembra tanto impervio?

Accanto a me mamma e papà stanno cambiando i pantaloncini alla bimba che ha fatto i suoi bisogni proprio sul pulmino. Nuda dalla vita in giù, ritta in piedi sulle gambe del babbo, mi osserva incuriosita tenendo una manina in bocca. Penso alle bimbe della mia amica, sempre ben pulite, circondate da giocattoli, vestitini graziosi, abituate ai cartoni della Pay TV e alla scuola di danza del sabato. Quanto amore e bellezza in entrambe queste realtà così diverse…. Ci sono età in cui le differenze ancora non esistono; età in cui ancora l’incontro, quello vero, è naturale e possibile.

L’anziana signora sul sedile di fronte è al telefono da oltre un’ora, impegnata in una conversazione concitata.

L’uomo di lato, con i piedi scalzi e segnati dalla terra poggiati sul bracciolo, sta gustando un involtino di foglia di banano ripieno di una dolce crema di ceci.

Ormai dovrebbe mancare poco meno di un’ora al nostro arrivo a Sem Monorom, nel Mondulkiri, dove l’indomani ci aspetta un’esperienza incredibile all’interno dell’Elephant Valley Project.

Ritorno con lo sguardo sul mio libro di Tiziano “Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia” e riconnetto il pensiero a quel non troppo lontano 1975 in cui qui, su queste stesse strade, oltre un terzo del popolo cambogiano venne terribilmente assassinato in nome di una folle epurazione della stirpe Khmer.

Sul minibus per il Mondulkiri

Il viaggio sul minibus verso Sem Monorom

MONDULKIRI: L’ARRIVO A SEM MONOROM E AL NATURE LODGE

Arriviamo a Sem Monorom, il capoluogo e distretto della regione del Mondulkiri, un’affascinante villaggio situato nel punto in cui le colline che danno il nome alla provincia si incontrano.

Sem Monorom è soprannominata la “Svizzera cambogiana” in quanto questa città è posta a 900 metri sul livello del mare. Un altro tratto distintivo di questo luogo è la terra dal colore rosso intenso.

Sem Monorom

Sem Monorom

Fermiamo un tuk tuk e diamo l’indirizzo del nostro eco lodge. Decidiamo di indossare i piumini, qua le temperature sono decisamente più basse rispetto alla capitale Phnom Penh che abbiamo appena lasciato.

Attraversiamo per 10 minuti il paesaggio selvaggio di questa regione, una realtà cambogiana con tratti un poco differenti: qua siamo sul confine del Vietnam, circondati da altipiani ricoperti da una giungla fitta e rigogliosa, verde e fango ovunque, le strade in asfalto – già molto rare nel resto del paese – praticamente non esistono.

Imbocchiamo una stretta stradina che serpeggia fra un paio di baracche in legno, dalle quali gruppetti di bimbi al nostro passaggio sbucano e salutano con allegria.

Arriviamo all’ingresso dell’eco villaggio.

Subito ne restiamo colpiti: un sentiero affiancato da fitta vegetazione ci conduce all’edifico principale, una grande struttura in legno aperta sulla natura circostante. Tavoli, amache, cuscini e aree relax ovunque: sembra proprio il luogo perfetto dove staccare la spina, leggere un buon libro sorseggiando un the caldo ed ascoltando la pioggia che spesso, in quest’area e in questa stagione, sorprende e…devo dire…piacevolmente.

Una ragazza del posto che incontriamo dietro al bancone del bar ci aiuta a sbrigare le operazioni di check-in, in un inglese molto elementare ma condito da un grande sorriso.

Due giovanotti ci accompagnano al nostro bungalow e le sorprese non sono finite: tutto attorno a noi scorrazzano liberi e sereni gli animali del villaggio: mucche, vitellini, cavalli che si avvicinano alla ricerca di coccole e carezze.

Immaginate di risiedere in una palafitta lignea, in uno spiazzo erboso circondato dalla giungla, di essere sdraiati sull’amaca della terrazza e di accarezzare il muso di un puledrino che si avvicina alla ricerca di un po’ di tenerezza. Non è fantastico? Ecco, questo è esattamente il contesto nel quale abbiamo trascorso i nostri quasi 3 giorni di permanenza nel Mondulkiri.

Il nostro alloggio, al prezzo di soli 13 euro a notte, è semplice e meraviglioso, con una vista spettacolare e un bagno privato posizionato direttamente nella natura circostante.

Nature Lodge Mondulkiri

Il nostro bungalow

Per la cena, il ristorante del villaggio, gestito da una famiglia del luogo, propone piatti tipici deliziosi (ancora oggi ricordiamo i noodles mangiati qua come i migliori di tutta la nostra esperienza cambogiana) a prezzi insignificanti.

Ceniamo sotto il tetto ligneo della struttura principale, sorseggiando una Angkor sdraiati su dei comodi cuscinoni colorati, con una gattina siamese accoccolata sulle gambe, mentre la pioggia all’esterno cade dolcemente sulle fronde permeando l’atmosfera della magica musica di questo mondo che rapisce ogni giorno di più i nostri cuori.

COSA OFFRE IL NATURE LODGE

Il Nature Lodge è situato a 2 chilometri dal centro di Sem Monorom (raggiungibile con una passeggiata di 20 minuti) e si sviluppa su 7 ettari di paesaggio naturale totalmente incontaminato caratterizzato da alberi nativi e molte piante da frutta che la famiglia stessa ha piantato con lo scopo di contribuire alla riforestazione dell’area.

Il villaggio offre anche un servizio di organizzazione di escursioni ed attività nella regione del Mondulkiri. Riferitevi alla famiglia  che lo gestisce se volete regalarvi esperienze formidabili ed autentiche. Tra queste:

  • Elephant Sanctuary Experience
  • Trekking nei paesaggi selvaggi alla scoperta delle rotte segrete e meno battute, che solo i locali conoscono
  • Visita alle cascate
  • Incontro con il popolo delle tribù Bunong e visita alle comunità che vivono in queste zone dai tempi dell’antico impero Khmer
  • Escursioni di birds watching con guide locali

Nature Lodge Attività

ELEPHANT VALLEY PROJECT: L’UNICO VERO CENTRO DI RECUPERO DEGLI ELEFANTI IN CAMBOGIA

La mattina seguente sveglia di buon ora e partiamo con il tuk tuk (prenotato dalla reception del Nature Lodge) per raggiungere il punto di incontro da dove ci aspettano i 4×4 che ci condurranno presso il sito del santuario degli elefanti.

Ci ritroviamo presso l’Hefalump Cafe nel centro di Sem Monorom, un localino delizioso che fa anche da ostello, dove compiliamo i moduli di adesione al progetto e ne approfittiamo per un’ottima colazione a base di cinamon roll e the caldo, mentre osserviamo la vita del villaggio che scorre di fronte a noi.

Una volta riunito tutto il gruppo, è giunta l’ora di partire!! I nostri mezzi sono pronti: Toyota 4×4 che ci porteranno, solcando strade in cui l’argilla fangosa arriva a metà della portiera, sino al luogo da cui ci addentreremo nella giungla per raggiungere gli elefanti ed osservarli nel loro ambiente naturale.

ELEPHAN VALLEY PROJECT: ALCUNE PREMESSE IMPORTANTI
  • Questa escursione NON prevede assolutamente alcun contatto diretto con l’animale: agli elefanti non piace, contrariamente a quanti molti pensano, essere continuamente accarezzati da gruppi di umani rumorosi. Inoltre, se deciderete di vivere questa esperienza con Elephant Valley Project, tenete ben presente che questa esclude (sempre per il motivo appena citato) il “bagnetto con l’elefante” (proposto da molti altri “finti” progetti di salvaguardia che sfruttano attività di questo tipo per far abboccare i turisti e svuotare un po’ dei loro portafogli)
  • Naturalmente (non avrei voluto specificarlo ma meglio esserne sicuri) le cavalcate sul dorso dell’animale SONO BANDITE in questo pianeta: agli elefanti NON piace trasportare umani tutto il giorno. Punto.
  • A dire la verità, non è propriamente detto che non possiate avere un contatto molto molto diretto con questi animali straordinari durante l’esperienza: infatti, è possibile che l’animale DI SUA SPONTANEA VOLONTÀ sia incuriosito da voi e si avvicini per conoscervi meglio 🙂 magari accarezzandovi con la sua lunga e tenera proboscide. MA…questo accade solo se è l’animale stesso a sceglierlo, voi non dovrete avvicinarvi per accarezzarlo contro la sua volontà (anche perché potrebbe essere al contempo piuttosto pericoloso)
IL PROGETTO: RECUPERO, SALVAGUARDIA E PROTEZIONE DEGLI ELEFANTI

Iniziamo con un po’ di numeri:

  • 300 000 –> gli ettari di foresta protetta
  • 2000 –> le famiglie locali supportate
  • 1500 –> gli ettari di foresta a disposizione per gli elefanti ospitati dal progetto
  • 10 –> gli elefanti salvati, recuperati, curati e ospitati nell’area protetta
  • 1 –> la persona che PUÒ davvero fare la differenza…cioè TU.

Ho preso questi dati direttamente dal sito ufficiale dell’Elephant Valley Project perché credo che siano davvero impattanti.

Elephant Valley Project è IL PRIMO UNICO VERO SANTUARIO in Cambogia dove elefanti che prima vivevano in condizioni di cattività anche molto estreme vengono salvati, recuperati e protetti.

L’obbiettivo di questo luogo è quello di diffondere sempre più questo modello di santuario in tutto il sud-est asiatico.

La loro filosofia mira a riunire in un unico progetto alcuni aspetti importanti: la cura degli animali, il sostegno alle famiglie locali bisognose e la preservazione dell’ambiente naturale. Direi una bomba, che dite?

È il più grande santuario di tutta l’Asia e ospita solo 10 elefanti: questo significa che qui ogni elefante ha molto più spazio per vivere in libertà e allo stesso tempo in protezione rispetto a qualsiasi altro luogo simile del continente.

I soldi raccolti non vengono utilizzato solo per gli animali: oltre 50% del totale dei fondi supporta infatti altre cause di sostegno esterne. Tra queste la copertura sanitaria alla popolazione, l’istruzione gratuita ai bambini in età scolare (che il governo cambogiano attualmente NON garantisce), il sostegno alimentare nonché opportunità lavorative e di crescita per le popolazioni locali.

Inoltre, in collaborazione con la Wildlife Conservation Society e il Ministero dell’Ambiente, l’Elephant Valley Project sostiene anche il finanziamento di squadre di rangers che lavorano ininterrottamente per proteggere le foreste locali, habitat naturale di molte specie autoctone.

Cosa ne dite, vi basta perché possiate scegliere di investire il vostro tempo e il vostro denaro in un’esperienza a stretta vicinanza con gli elefanti con Elephant Valley Project?

Ma vediamo nel dettaglio come in cosa questo consiste 🙂

LA TUA GIORNATA CON IL PROGETTO

Una cosa è certa e te la garantisco: sarà un’esperienza unica!

Vi racconto come è stata la nostra 🙂

La giornata inizia con un briefing tenuto da uno dei volontari del centro, che ci racconta un po’ di storia del progetto (lingua inglese, naturalmente).

Ci addentriamo poi nella fitta giungla della valle, seguendo percorsi molto belli che ci conducono a scovare i luoghi in cui vivono questi animali straordinari. Capiamo di essere vicini, quando iniziamo a sentire i primi barriti in lontananza e le emozioni, credetemi, sono da brivido… Il cuore inizia a battere per l’eccitazione, finché poco oltre ad un grande albero troncato scorgiamola prima enorme sagoma bruna che lentamente e pigramente ciondola alla ricerca di qualche ramo di bamboo.

Una volta raggiunti gli elefanti, iniziamo a seguirli silenziosamente e da una distanza rispettosa (circa una decina di metri, a volte meno, a volte più) osservandoli nel loro habitat e nel loro vivere quotidiano.

Nel mentre, le guide ci forniscono moltissime informazioni interessanti relative a questi animali e, cosa che personalmente mi è piaciuta moltissimo, ci raccontano la storia personale di ognuno di loro. Una storia che, naturalmente, non ha mai un passato roseo (i racconti a tratti mi fanno rabbrividire e stento a trattenere le lacrime) ma pur sempre un epilogo positivo 🙂

Tra tutte, mi impressiona molto la storia di Mae Nang, un’elefantessa di 65 anni che per decenni è stata sfruttata dai suoi precedenti proprietari per lavori di estremo sforzo fisico. Cieca dall’occhio destro, mostra ancora i segni del sovraccarico a cui il suo corpo è stato terribilmente sottoposto. Ancora, dopo oltre 6 anni di ospitalità e cure all’interno del progetto, resta molto diffidente e si spaventava per qualsiasi cosa.

Dopo una prima escursione in mattinata di circa 3-4 chilometri, raggiungiamo l’head quarter del centro: una struttura meravigliosa nel cuore della giungla, dove ci aspetta un delizioso pranzo in stile khmer a buffet, preparato dalle mogli dei mahout, condito da una vista mozzafiato sulla natura.

Qui ci rilassiamo per un paio d’ore, prima di intraprendere la seconda parte della nostra giornata.

Nel pomeriggio si ha la possibilità di scegliere se continuare con un secondo trekking per raggiungere altre aree della foresta ed osservare altri gruppi di elefanti, oppure collaborare ad alcune attività di volontariato all’interno del centro, aiutando, per esempio, nella costruzione di piccole infrastrutture (ponticelli, recinzioni ecc).

Noi continuiamo il trekking alla ricerca dei nostri teneri amici: infangati fino alle ginocchia, accaldati e appiccicosi dall’umido clima tropicale della giungla, infradiciati dalla pioggia che ci coglie continuamente nella stagione dei monsoni, ma felici e grati di poter vivere questa esperienza sensazionale e di contribuire, nel nostro piccolo, a sostenere un progetto di tale semplice grandezza.

ELEPHANT VALLEY PROJECT: LE POSSIBILI ESCURSIONI

Quella descritta nel paragrafo precedente è l’escursione che noi abbiamo scelto e che corrisponde ad un’intera giornata trascorsa con gli animali insieme ai responsabili del progetto.

L’Elephant Valley Project, tuttavia, propone anche altre soluzioni molto interessanti.

Vi riassumo le principali con i relativi costi (da verificare comunque sempre sul sito ufficiale):

  • Day Visit: una giornata con 8 km di trekking totale nella giungla osservando gli elefanti e pranzo incluso presso il lodge nella giungla –> 90 dollari
  • Day Visit con volontariato: una giornata di trekking con gli elefanti la mattina ed esperienza di volontariato dopo il pranzo –> 60 dollari
  • Una o due notti nella giungla: aggiunge alle esperienze di trekking con gli animali e al volontariato anche il pernottamento nella struttura del progetto, completamente eco sostenibile ed immersa nella meravigliosa giungla cambogiana –> per notte dai 140 ai 160 dollari inclusi tutti i pasti

Elephant Valley Project Cambogia

COSA FARE NEL MONDULKIRI: ALTRE POSSIBILI ATTIVITÀ

VISITA AI VILLAGGI PHNONG

Antichi villaggi abitati da cacciatori, allevatori ed agricoltori, presso cui poter esperire l’autenticità della vita in questa regione.

Il consiglio è quello di trascorrere una notte in soluzione homestay, ospitati da una famiglia del luogo, per un’esperienza ancora più profonda.

Queste tribù sono di religione animista e riservano un grandissimo rispetto per la terra e per la natura, un’occasione unica, anche in Cambogia, per avvicinarsi ad una cultura tribale e approcciare uno stile di vita di un’umiltà sorprendente.

LE CASCATE

Ad un’ora di cammino dalla città di Sem Monorom è situata una cascata, un luogo apprezzato moltissimo anche dalle famiglie locali che spesso vi si recano per un picnic e per approfittare della frescura nei periodi più afosi.

Un po’ più distanti, invece, si trovano le cascate di Bou Sra: noleggiate un motorino e percorrete i 32 chilometri che vi separano da questo luogo, attraversando meravigliosi paesaggi. Anche qui, come nelle precedenti, ci si può rinfrescare concedendosi un bagno nelle acque rigeneranti

CAMBOGIA E MONDULKIRI: INFORMAZIONI UTILI

  • Dove alloggiare: potreste optare per 1 o 2 notti presso la struttura immersa nella giungla legata all’Elephant Valley Project (da decidere in base all’opzione di visita al progetto selezionata) oppure in alternativa (o in aggiunta) vi consiglio assolutamente il Nature Lodge dove abbiamo pernottato noi…bellissimo e super cheap (noi abbiamo speso 13 euro a notte a testa!). Se non l’avete ancora fatto…guardatevi il video sul canale You Tube per farvi un idea (lo trovate QUI)
  • Ecco il sito web ufficiale dell’Elephant Valley Project 
  • Dove mangiare: se alloggiate al Nature Lodge, riferitevi al ristorante interno dell’eco villaggio…si mangia divinamente! Inoltre vi consiglio anche l’Hefalump Cafe nel centro di Sem Monorm: molto carino, semplice e informale, con un delizioso cortiletto/giardino sul retro, cibo ottimo e personale super friendly.
  • Quando visitare il Mondulkiri: la Cambogia si visita normalmente nel periodo che va da novembre a febbraio, quando le temperature non sono eccessive e vige la stagione secca.

Tuttavia, la stagione delle piogge (quando ci siamo stati noi ad agosto eravamo nel pieno del periodo monsonico) conferisce a questi luoghi un fascino imperdibile dal mio punto di vista: la vegetazione è rigogliosa come non mai, il colore verde delle risaie e delle fronde della giungla vi riempirà gli occhi di meraviglia, i bacini d’acqua sono in piena e la vita nei villaggi galleggianti prospera vivace.

Non sempre, ciò che per i più è la scelta sbagliata, lo rappresenta davvero 😉

  • Trasporti: per raggiungere Sem Monorom noi abbiamo utilizzato un minubus locale con posti prenotati. Da Phnom Penh ne partono ogni giorno. Il costo del nostro biglietto era 22 euro a testa (andata e ritorno) e lo abbiamo acquistato (prenotandolo però tramite email precedentemente dall’Italia) presso l’agenzia di Phnom Penh “Palm Tour”. Ecco i riferimenti:

1B St. 278 Phnom Penh

Tel. +855 23 726291 – cell. 016 821168 / 069 821168 / 0977222432

sales@palmtours.biz | Palm-tours@hotmail.com

 

 

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VALENTINA
BERGAMO

Ciao! Mi chiamo Valentina, sono dell'ariete, ho più o meno 30 anni e sono un'inguaribile sognatrice! Le mie più grandi passioni, anzi, i miei amori, sono l'arte, la fotografia, la letteratura, la poesia e...il mondo! Ma il mondo quello vero,quello autentico, quello fatto di persone, di diversità, di odori, di sapori, di colori, di scorci, di inaspettati incontri...il mondo che ti fa innamorare e che ti fa dimenticare dell'esistenza dell'orologio. Dovete sapere che nella vita di tutti i giorni sono un'ansiosa cronica ossessivo compulsiva nei confronti del tempo: tempo che non c'è, che non basta mai, tempo che scorre, tempo rubato o tempo sprecato. Ma...quando sono nel MONDO, questo mondo VERO, il tempo non esiste, tutto si dilata e mi avvolge e l'unico ritmo che scandisce le mie giornate è quello del mio cuore che batte, che si sente vivo, che si emoziona e che si sente...a casa. Il mio sogno più grande? Vivere non viaggiando...ma VIVENDO questo mondo. Sempre. Costantemente. Sapete? I sogni...sono sogni perché prima o poi si avverano. Altrimenti si chiamerebbero utopie :)

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