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Cosa fare a Brisbane: un weekend a North Stradbroke Island

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29 Febbraio 2020

Trascorrere qualche giorno a Straddie (è così che gli australiani chiamano affettuosamente North Stradbroke Island) ci ha rigenerato gli animi, permettendoci di addentrarci in una natura ancora incontaminata e meravigliosa e di entrare in contatto con antiche culture ancestrali.
Tra le molte cose da fare a Brisbane nel weekend, fuggire in questo luogo rappresenta una delle scelte migliori.
Il tutto a solo un’ora di viaggio dalla city!

Una fuga di un paio di giorni? Cosa fare a Brisbane? Un weekend a North Stradbroke island, la seconda isola di sabbia più grande al mondo

Trascorrere un weekend a Straddie (è così che gli australiani chiamano affettuosamente North Stradbroke Island, un’isola nella Moreton Bay a pochi passi da Brisbane) ci ha rigenerato gli animi, permettendoci di addentrarci in una natura ancora incontaminata e meravigliosa e di entrare in contatto con antiche culture dal sapore quasi ancestrale. E tutto questo a poco più di un’ora di viaggio dalla grande città di Brisbane.

Ancora dopo qualche mese ricordo vividamente come la mattina del secondo giorno venni svegliata da un lieve raggio lunare. Mi girai per guardare l’ora sullo smartphone, disturbando con un lieve calcetto Enrico accovacciato accanto a me nel letto a castello dell’ostello. Le cinque e un quarto del mattino. Dai sottili vetri della finestra trapelava il miagolio di un gattino intento in chissà quale impresa notturna. Me lo immaginai nero, con una chiazza bianca attorno ad un occhio e sulla punta della codina all’insù.

Per qualche secondo mi tirai le lenzuola sul capo, con tutta l’intenzione di ricalarmi nel sonno e nel confortevole tepore, ma naturalmente senza alcun successo. Tutto in me fremeva dal desiderio innato di trascinarmi al di fuori di quella stanza, raggiungere la spiaggia e concedermi il lusso così spesso precluso di ammirare la nascita di un nuovo giorno sul maestoso Oceano Pacifico.

Scesi così dal letto, inciampando nelle Salomon sul pavimento, con l’intento di dirigermi ai bagni comuni per rinfrescare il volto con l’acqua gelida del rubinetto e sentirmi così abbastanza lucida da valutare il da farsi.

Tornai in stanza e trovai Enrico e Martin seduti sul bordo del materasso. Entrambi mi osservavano come se non si aspettassero niente di diverso dalla mia apparizione alle cinque del mattino. Enrico sorrideva chiaramente arreso all’idea: aveva già capito tutto. Noi donne siamo tanto dolci e premurose, spesso accondiscendenti, ma quando vogliamo qualcosa…e la vogliamo sul serio…chiunque sa che la scelta migliore è arrendersi con collaborazione 🙂

E così lo strambo terzetto italo-germanico si incamminò per i bui corridoio del Backpackers Manta Lodge attraversando un mondo ancora addormentato.

Passammo per il giardino dell’ostello, dove un lungo filo per il bucato era stato steso fra due alberi un po’ sghembi, interamente ricoperto delle sagome colorate delle mute da surf, e raggiungemmo il passaggio che portava alla spiaggia.

Mi aggirai per qualche minuto fra le dune di sabbia ravvivate dal vento della notte, dune diverse, questa volta, immerse nella luce flebile di un mattino sorgente e nella consapevolezza di un nuovo inizio: nel giro di un paio d’ore, forse meno, quel luogo sarebbe stato popolato da surfisti impavidi e dai bagnanti. Ma ora era lì, imponente nella sua vastità, un paesaggio senza abitanti ma inondato da una carica di vita sensazionale. Ed era mio soltanto.

Con i piedi scalzi sprofondati fra i granelli della fresca sabbia del mattino, mi incamminai solitaria verso la riva. In quel momento eravamo in tre su quella spiaggia, ma ognuno di noi stava vivendo la SUA spiaggia. Mentre un’onda vaporosa si avvicinava dal largo, una figura zampettante, con un corpicino bianco e brillante, si affrettò verso l’acqua e un gabbiano pimpante sbucò alla mia destra superando me, il bagnasciuga e tuffandosi radente fra le onde per addentare un pesciolino sventurato.

E fu così che, mentre un gabbiano si gustava compiaciuto la sua tradizionale colazione mattutina, vidi spuntare dall’orizzonte i primi raggi del nuovo sole, pensando emozionata a quanta magia potesse celarsi dietro alle cose più semplici e scontate della vita.

Weekend a North Stradbroke Island: come arrivare da Brisbane

Da qualche tempo viviamo a Moorooka, un sobborgo residenziale di Brisbane a pochi minuti d’auto dal centro città.

North Stradbroke Island è posizionata a 30 km a sud-est di Brisbane. Si tratta della seconda isola più grande al mondo: 38 chilometri di lunghezza e 11 di lunghezza.

Fondamentalmente esistono due modi per raggiungere l’isola:

Traghetto –> raggiungete Cleveland (circa tre quarti d’ora di strada dal centro di Brisbane, perfettamente collegata dal servizio di trasporti pubblico, potete leggere l’articolo molto utile Go Card: tutto quello che dovete sapere sui trasporti nel Queensland) e da lì troverete i ferries  che vi condurranno a Dunwich. Vi è anche la possibilità di imbarcare l’automobile o il motociclo. Il tempo di percorrenza è di 40/45 minuti. Sul sito ufficiale trovate il listino prezzi ed anche la timetable con le partenze giornaliere.

Taxi Boat –> molto più veloci (impiegano circa 20/25 minuti) partono sempre da Cleveland e possono trasportare solo persone.

Noi scegliamo di utilizzare un Uber che ci porta da Moorooka a Cleveland, dove poi acquistiamo i biglietti per un Taxi Boat (20 dollari a persona andata e ritorno) che in poco meno di mezzora ci conduce a Dunwich.

Ferry North Stradbroke Island

In viaggio verso North Stradbroke Island

North Stradbroke Island e un MUST: 4×4 adventure!

Fra le attrattive maggiori di questa isola, soprattutto per i due maschietti, vi è la possibilità di noleggiare un mezzo a quattro ruote motrici e lanciarsi in un’avventura on the road sulle infinite spiagge di Straddie,

Purtroppo noi cadiamo male e al momento della prenotazione tutti i mezzi disponibili sono già stati affittati. Inizialmente ci sconsoliamo, ma poi troviamo una soluzione: una giornata in 4×4 sull’isola…con un driver!

Così prenotiamo per 80 dollari a testa un’escursione di 6 ore con una guida locale che ci conduce con la ferocissima Toyota blablabla alla scoperta dell’isola. Ci appoggiamo all’agenzia locale Straddie Kingfisher Tours.

Dave ci aspetta allo sbarco del ferry appoggiato al pick up, i piedi scalzi, le braccia conserte, uno sguardo fiero, genuino e quasi divertito.

Sbrigate le presentazioni, partiamo per l’avventura! Dave ci conduce guidando (sempre e rigorosamente senza scarpe…fantastico!) fra strette stradine sterrate (o forse sarebbe meglio dire “insabbiate”) lambite da fronde selvatiche e maestosi eucalipti.

Abbiamo subito la sensazione che la natura, qui, faccia da padrona…un’impressione che spesso si ripresenterà esplorando questo paese straordinario.

Brown Lake: il lago d’acqua dolce dell’isola

La prima tappa è l’affascinante Brown Lake: pensate un po’, un lago naturale d’acqua piovana nel bel mezzo di un’isola oceanica composta esclusivamente da sabbia!

Si tratta di un luogo che riveste una grande importanza da sempre per la popolazione aborigina dei Quandamooka e che tutt’oggi è circondato da un’aurea di leggende e magici rituali.

Le popolazioni Quandamooka hanno vissuto per millenni sull’isola (gli scienziati asseriscono che vi risiedono da almeno 25000 anni!). Si definiscono il popolo della sabbia e dell’acqua nonché i custodi di questa terra. Loro ritengono che il Brown Lake, come tutti i laghi di Straddie, sia abitato da un serpente spirituale chiamato Yuri Kabool in grado di muoversi da un lago all’altro senza alcun impedimento.

Il Brown Lake è in grado di conservarsi grazie ad uno spesso strato di fogliame depositato sul fondo, che impedisce all’acqua piovana di drenare. Il colore brunastro delle acque è dovuto al tannino di cui sono intrise, una sostanza proveniente dalle foglie degli alberi circostanti (soprattutto Paperbarks e Tea-tree).

North Stradbroke Island Brown Lake

Il Brown Lake

In questo luogo incantato, ci concediamo uno sfizioso break mattutino a base di pane e marmellata fatti in casa dalla cara moglie di Dave e del caratteristico Billy Tea. Questo termine si riferisce in particolare alle grandi lattine che in passato venivano utilizzate per trasportare carne bollita di manzo sulle navi dirette verso l’Australia o nell’esplorazione dell’entroterra. In seguito l’uso venne modificato e vennero utilizzate soprattutto per far bollire l’acqua sul fuoco e preparare così un caffè o il famoso Billy Tea.

Mentre sorseggiamo la calda bevanda, Dave ci racconta le storie del luogo e ci mostra le tracce degli artigli dei koala visibili sulle piante di eucalipto attorno a noi.

L’atmosfera è magica, lo scenario pazzesco, le emozioni intense.

Guida sfrenata sulle spiagge di North Stradbroke Island

Proseguiamo poi pronti a calarci nella parte più divertente ed adrenalinica di questa giornata: la corsa sulla spiaggia.

Difficile descrivere a parole le sensazioni di estrema libertà provate sul momento: immaginate una distesa SCONFINATA di sabbia bianca che lambisce un oceano impetuoso. Immaginate ancora questo spazio deserto, selvaggio, che si perde a vista d’occhio di fronte a voi. E immaginate di cavalcare queste dune grandiose a 100 chilometri orari con un pickup, assaporando l’aria fresca sulla pelle del vostro volto e sentendo i capelli disperdersi al vento.

Come potrei riassumere tutto questo? Semplice: LIBERTÀ.

 

Quindi, se approdate a Straddie, questo è un must che non potete assolutamente escludere dal vostro programma. Sia che decidiate di noleggiare un mezzo o che scegliate l’opzione “tour con driver” come abbiamo fatto noi, non potete perdervi questa esperienza unica.

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Inoltre, potrete anche decidere di campeggiare sulla spiaggia per la notte e sperimentare così un’immersione totale in questo paradiso tropicale. Ricordatevi però che è obbligatorio richiedere ed acquistare un permesso speciale per poter fare tutto ciò (la licenza è inclusa se invece vi rivolgete a un driver).

Il villaggio di pescatori di Amity Point

Conclusa la corsa sulla spiaggia, raggiungiamo il piccolo villaggio di Amity Point. Situato nella parte nord-ovest dell’isola, da questo paesino sul mare si possono godere tramonti incredibili sulla baia antistante.

Il luogo ideale per chi vuole trascorrere piacevoli momenti di relax ammirando le aquile che nidificano sui tetti delle case, i koala che sovente si avvistano sugli alberi, i pellicani in volo o i delfini che ogni giorno giungono sino nei pressi del molo per giocare con gli abitanti e ottenere qualche sfizioso spuntino.

Le pareti rocciose su entrambi i lati della baia brulicano inoltre di vivace vita marina, rendendo lo snorkeling qui un’esperienza davvero memorabile.

Restiamo circa un’oretta ad Amity, lasciandoci cullare dall’atmosfera tranquilla e soave di questo piccolo borghetto di pescatori. Osserviamo i delfini che si avvicinano giocosi alla riva, sbucando dalle onde e reimmergendosi poco dopo, quasi a volersi burlare dell’obbiettivo della mia Nikon che cerca non senza difficoltà di immortalare questi animali fantastici.

Ci sentiamo leggeri, appagati. L’aria è intrisa di salsedine e la vita colorata di serenità.

 

Point Lookout e la Gorge Walk

Torniamo poi a cavallo del nostro mezzo indomabile e raggiungiamo Point Loockout, la comunità forse più nota e frequentata dell’isola.

Qui ci attende un gustoso picnic all’aria aperta, impreziosito dalla vista dei canguri che indifferenti alla presenza umana brucano l’erbetta verde tutt’attorno.

È vero, si sa… in Australia la popolazione dei marsupiali è praticamente il doppio di quella umana! Tuttavia, non è così immediato avvistarli, soprattutto se si è nei pressi delle grandi città, ed in ogni caso… non appena vi scorgono… generalmente puff! si dileguano in un battito di ciglia!

I canguri di Straddie, invece, sono diversi: gli abitanti dell’isola amano definirli pets, alla stregua di ogni altro animale domestico sono infatti così abituati alla presenza dell’uomo che convivono con estrema naturalezza con i residenti e non di rado si possono avvistare canguri sdraiati all’ombra dei patii delle case o intenti a pasteggiare nei giardini o ancora appisolati sotto le panchine dei parchi.

Con la pancia piena e il cuore anche, salutiamo il nostro amico Dave, ringraziandolo per la splendida giornata trascorsa insieme, e ci dirigiamo verso la bellissima e panoramica Gorge Walk: situata a Point Lookout, questa passeggiata panoramica ci lascia a bocca aperta. Molto semplice da percorrere, prevede moltissimi punti da cui è possibile avvistare alcuni degli esemplari più straordinari della fauna marina locale: delfini, tartarughe, mante e nella stagione appropriata… anche le balene!

E pensate un po’ che fortuna: questo è proprio il momento perfetto!

Ci attardiamo qualche ora in quest’area, passeggiando su e giù per le scogliere o fermandoci accovacciati su qualche fazzoletto di erba soffice ad osservare l’oceano di fronte a noi. Anche noi fatichiamo a credervi quando dopo solo pochi minuti scorgiamo la prima megattera balzare elegantemente fuori dall’acqua: un’enorme sagoma nera e bianca danzante sulla superficie del mare. Un “oooohhhhh” involontario fuoriesce dalla bocca di tutti direttamente da quel turbinio di emozioni e stupore che invade i nostri animi.

E così per le ore successive restiamo incollati di fronte a questo schermo naturale, incapaci di distogliere lo sguardo dalle decine – forse centinaia – di bellissimi e maestosi cetacei che sfilano di fronte ai nostri occhi.

Uno spettacolo che resterà inciso nel disco della nostra memoria per un lasso di tempo molto vicino a quelle dell’eternità.

 

Un tramonto emozionante dalla spiaggia

Con l’avvicinarsi dell’ora del tramonto, decidiamo di incamminarci a piedi verso l’ostello, posizionato a circa 3 chilometri dal punto in cui ci troviamo. Percorriamo il tragitto direttamente sulla spiaggia, affondando i piedi nella sabbia soffice e nelle acque fresche della riva.

Il sole sta per tramontare e tutto attorno il paesaggio si inonda di una luce calda e aranciata. Ci fermiamo per qualche minuto o forse di più, gli occhi puntati su quel grande cerchio purpureo che rappresenta…in fondo…la vita intera. 

Spesso tendiamo a far coincidere la meraviglia con la rarità, a indicare come le più belle le cose rare e per questo più preziose. Ma quanta magia risiede in un evento che ogni giorno da migliaia di anni, ininterrottamente, si verifica nelle nostre esistenze? Un tramonto, per sempre e in ogni dove, sarà in grado di togliere il fiato anche ai cuori più impietriti. Così come una nascita, un arcobaleno o il firmamento nel cielo.

Non per altro ci insegnano che la bellezza risiede sempre negli occhi di chi guarda…e di chi sa guardare.

Tramonto North Stradbroke Island

Lo spettacolo del tramonto sulla spiaggia

Cenare a North Stradbroke Island da Chillers Cafe

Per la cena scegliamo un posticino che si dimostra fin da subito in perfetta sintonia con le mie corde: il Chillers Cafe è caratterizzato infatti da un taglio a metà fra l’informale, l’esotico e la nouvelle cuisine. Per cena scegliamo una pizza che, seppur molto diversa dagli standard a cui noi del Bel Paese siamo avvezzi, si dimostra molto gustosa.

Attorno a noi il clima è perfetto, colorato, vivace e quieto al contempo.

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Per questo decidiamo di tornarci anche il giorno successivo per la nostra colazione e la scelta si dimostrerà del tutto azzeccata. Da Chillers infatti ogni giorno vengono sfornati pane fresco di ogni tipo, torte e pasticceria francese, nonché proposti piatti della tipica breakfast australiana: dalle uova strapazzate al bacon (poveri maialini!) allo smash avocado che tanto adoro.

Il kayak fra le mangrovie e i creeks di acqua dolce

Dopo il suggestivo risveglio all’alba di cui vi ho parlato in premessa e la colazione energetica da Chillers, è arrivato il momento del kayak fra le mangrovie!

Mark, un residente dell’isola di origine aborigena, ci attende alle 8:30 a Dunwich per trasportarci nel punto di partenza del nostro tour. Il cielo a quest’ora è piuttosto nuvoloso e decidiamo di evitare la crema solare: MAI FARE QUESTE C…..E RAGAZZI! E l’entità della gravità della stupidata raddoppia quando la sottoscritta in questione è reduce da oltre 8 anni di lavoro nell’ambito della cosmetica (sì, avete ufficialmente il permesso di insultarmi).

Regola numero 1 per l’Australia (ma valida in generale): NON farsi ingannare dalla nuvole che popolano il cielo perché i raggi dannosi del sole si nascondono ovunque e sono sempre pronti a sferrare attacchi mortali!

Detto questo, torniamo a noi: scegliamo il nostro kayak e con la go pro alla mano ci lanciamo all’avventura.

Seguiamo Mark e il suo bimbo e ci addentriamo fra le fronde vegetali del mare spingendoci sino al relitto di un antico vascello ora abitato da muschi, alberi e nidi di gabbiani.

Noto come Stradbroke Island Galeon, potrebbe risalire ad un naufragio del XV-XVI secolo, anche se ancora non esistono prove esaustive. La storia orale di Stradbroke racconta che a naufragare fu una nave da spedizione spagnola che esplorava i confini del proprio dominio nel Pacifico. Abbandonati a seguito di una grave tempesta, i sopravvissuti al naufragio furono aiutati dagli aborigeni dell’isola e, incapaci di tornare in Spagna o a Manila, nel tempo vennero completamente assorbiti dalla popolazione autoctona. Certe credenze riterrebbero che alcune famiglie di North Stradbroke Island siano discendenti dirette dei marinai naufragati.

Il viaggio fra le mangrovie di Straddie ci porta sino a Myora Springs, un sito in cui scorre una sorgente d’acqua dolce che si innesta nell’Oceano, molto caro sia alle tribù aborigene che alla fauna selvatica dell’isola che qui si reca per abbeverarsi.

North Stradbroke Island Creek

Camminando fra i ruscelli di acqua dolce e le mangrovie

Nella foresta che circonda questa sorgente scorgiamo razze danzanti, gamberi, felci di bungwal nonché coltivazioni di ostriche, cardi e buccini.

Smontiamo dalla canoa e immergiamo i piedi nelle fresche e basse acque di questo luogo, ascoltando le risa dei bimbi aborigeni che giocano attorno a noi e il canto variegato degli uccellini.

Dovete sapere che un’altra attività molto in voga sull’isola è quella del bird watchingStraddie infatti ospita oltre 260 specie di uccelli, essendo essa collocata in un punto di sosta strategico sulle rotte migratorie.

Approfittiamo di un po’ di tempo in questo luogo straordinario, camminando nel creek e imprimendo nelle nostre menti tutta la bellezza circostante.

 

Beach time su North Stradbroke Island presso Frenchman’s Beach

Torniamo quindi verso Point Loockout per raggiungere una spiaggia molto affascinante collocata alla base di un’insenatura della baia.

Frenchman’s Beach ha un carattere selvaggio e impetuoso, bellissima e al contempo temibile, con la sua collocazione ad Est che la rende scevra dalla protezione delle grandi onde dell’oceano. Una spiaggia che si estende per circa mezzo chilometro e che è circondata da scogliere a picco densamente vegetate, raggiungibile da una ripida scalinata che parte dalla strada principale alla sommità. 

Lo scenario al nostro arrivo è pazzesco. L’idea è quella di stenderci per qualche ora al tepore del sole invernale del Queensland, ma l’attrattiva dell’esplorazione di questo luogo è troppo forte perché possiamo resistere. Siamo gli unici visitatori e ci sentiamo per un momento proprio come i quattro esploratori francesi che per primi approdarono su questo lembo di terra decine di anni fa, circondati da un paesaggio incontaminato, unico e intriso di sorprese: calette nascoste, grotte che si aprono nelle pareti rocciose, centinaia di piccoli e rapidi granchietti che zampettano sulla superficie sabbiosa.

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Un luogo che merita davvero una visita, ma che va approcciato con buon senso. Ovunque infatti cartelli comunali intimano di non immergersi nelle acque di questa spiaggia, presso la quale sembra che in passato più di una persona abbia perso la vita. Inoltre, prestate attenzione al livello della marea se decidete di avventurarvi un po’ più in là: poco dopo esser risaliti da Frenchman’s Beach, osservandola dall’alto della strada, ci rendiamo conto con un briciolo di tremore che laddove poco fa stavamo passeggiando fra lembi di sabbia e scogliere ora non vi è altro che….acqua.

Weeekend North Stradbroke Island

Una spiaggia paradisiaca

Il pranzo a Point Loockout da Blue Room

Risaliti da questo sito suggestivo, decidiamo di concederci un pranzetto sfizioso presso Blue Room, un localino grazioso di Point Loockout dotato anche di un minimarket annesso specializzato in healthy food e cibo biologico.

Ed è così che ci gustiamo il nostro ultimo pasto su Straddie a base di avocado, pan tostato e crema di legumi con un finale di brownie al cioccolato biologico, silenziosi, sorridendo in volto e nel cuore, e osservando la linea dell’orizzonte sull’oceano intersecata di quando in quando da un leggiadro balzo di qualche balenottora impaziente di raggiungere il Nord per la stagione degli amori.

Perché l’amore…in ogni dove e in ogni specie…resta sempre il motore che sa muovere ogni cosa.

Blue Room Point Loockout

Il nostro pranzetto gustoso con tanto di dessert!

COSA VEDERE A BRISBANE| WEEKEND A NORTH STRADBROKE ISLAND: 12 COSE DA FARE ASSOLUTAMENTE

  1. Avventura in 4×4 con auto a noleggio o driver (noi ci siamo rivolti a Straddie Kingfsher Tours)
  2. Visita il Brown Lake e il Blue Lake: laghi di acqua dolce piovana di grande importanza per le culture aborigene dell’isola
  3. Amity Point: il villaggio dei pescatori dove avvistare koala, delfini, pellicani e le aquile dell’isola
  4. Passeggiare sulla Gorge Walk di Point Loockout
  5. Osservare la migrazione delle megattere da giugno ad ottobre
  6. Ammirare il tramonto e l’alba dalle spiagge bellissime dell’isola
  7. Scoprire le antiche culture aborigene che da millenni popolano queste terre
  8. Fare kayak fra le mangrovie e antichi relitti (noi ci siamo rivolti a Straddie Adventures)
  9. Osservare la fauna locale
  10. Fare snorkeling fra i meravigliosi fondali marini che pullulano di vita
  11. Surfare fra le onde dell’Oceano
  12. Surfare fra le dune (ebbene sì, perché sfegatati amanti del surf quali sono… gli australiani hanno trovato il modo di cavalcare anche le onde di sabbia! E quale posto migliore per cimentarsi in questa divertente attività se non la seconda isola sabbiosa più grande al mondo?)

COSA VEDERE A BRISBANE| WEEKEND A NORTH STRADBROKE ISLAND: DOVE MANGIARE E DOVE DORMIRE SULL’ISOLA

Di seguito vi elenco i posti in cui noi stessi abbiamo alloggiato o pasteggiato 🙂

  • Manta Lodge & Scuba Center: un ostello molto bello e posizionato direttamente su una spiaggia meravigliosa
  • Chillers Cafè a Point Loockout: molto vicino all’ostello e ottimo per cene, pranzi e colazioni a un prezzo onesto
  • Blue Room nel centro di Point Loockout: favoloso per colazioni con torte fatte in casa deliziose e pranzi dal cibo squisito e oltretutto salutare

Cheers!

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VALENTINA
BERGAMO

Ciao! Mi chiamo Valentina, sono dell'ariete, ho più o meno 30 anni e sono un'inguaribile sognatrice! Le mie più grandi passioni, anzi, i miei amori, sono l'arte, la fotografia, la letteratura, la poesia e...il mondo! Ma il mondo quello vero,quello autentico, quello fatto di persone, di diversità, di odori, di sapori, di colori, di scorci, di inaspettati incontri...il mondo che ti fa innamorare e che ti fa dimenticare dell'esistenza dell'orologio. Dovete sapere che nella vita di tutti i giorni sono un'ansiosa cronica ossessivo compulsiva nei confronti del tempo: tempo che non c'è, che non basta mai, tempo che scorre, tempo rubato o tempo sprecato. Ma...quando sono nel MONDO, questo mondo VERO, il tempo non esiste, tutto si dilata e mi avvolge e l'unico ritmo che scandisce le mie giornate è quello del mio cuore che batte, che si sente vivo, che si emoziona e che si sente...a casa. Il mio sogno più grande? Vivere non viaggiando...ma VIVENDO questo mondo. Sempre. Costantemente. Sapete? I sogni...sono sogni perché prima o poi si avverano. Altrimenti si chiamerebbero utopie :)

citazioni di viaggio

Non si considerava un turista bensì un viaggiatore, e spiegava che si tratta in parte di una differenza temporale. Dopo poche settimane, o pochi mesi, il turista si affretta a tornare a casa; il viaggiatore, che non appartiene ad alcun luogo in particolare, si sposta lentamente da un punto all’altro della terra, per anni.

— Paul Bowles

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