Cosa fare a Porto in 4 giorni
Portogallo

Cosa vedere a Porto in 4 giorni | Giorno 2: fino all’Oceano

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22 Agosto 2019

Dopo la premessa sul nostro viaggio a Porto di 4 giorni e il racconto del primo giorno di viaggio (trovate l’articolo QUI) vi descrivo ora l’itinerario seguito durante il secondo giorno di permanenza in questa meravigliosa città, fornendovi suggerimenti su cosa fare a Porto per assicurarvi un viaggio indimenticabile.

Cosa fare a Porto? Il secondo giorno dai giardini romantici arriviamo al faro sull’oceano

Palacio de Cristal

Cerchiamo qualche consiglio sul web e decidiamo così di visitare questo posto. Facciamo il pieno di energie con una colazione a base di pastel de nata (quanto mi mancano!! Prometto un post sul cibo di Porto presto!) e lungo il percorso facciamo una breve deviazione per la Casa da Mùsica: un’architettura strepitosa firmata dal grande Rem Koolhaas, nella quale vi hanno sede tre differenti orchestre.

Non ne visitiamo l’interno in quanto è possibile farlo solo tramite tour guidati che hanno una frequenza oraria prestabilita (e che non sono nemmeno troppo economici, devo ammettere) ma restiamo molto colpite dall’immensità delle facciate dell’edificio, le quali paiono costruirne la tridimensionalità muovendosi come note musicali nello spazio, in perfetta armonia con il tema.

Porto Casa de Mùsica

Casa de Mùsica

 

Raggiungiamo dunque il Palacio de Cristal e devo essere sincera: di primo acchito ne restiamo del tutto deluse. Dall’esterno ci rendiamo subito conto che vi sono dei lavori in corso, probabilmente di restauro della struttura (so che sono necessari per la salvaguardia delle costruzioni, ma quanto odiooo il loro deturparne la bellezza!). Non possiamo accedere così al palazzo, che ammiriamo (parolone) solo dall’esterno, non restandone per nulla impressionate: una struttura circolare a cupola che mi ricorda una navicella spaziale aliena atterrata in un contesto a lei del tutto estraneo.

Scopriremo in seguito che questo padiglione venne costruito nel 1956 in sostituzione dell’antico palacio in vetro e cristallo (sicuramente quello originale doveva essere molto più affascinante).

Ma come spesso accade, dopo il temporale sorge l’arcobaleno…ed è così che proseguendo un po’ imbronciate fra i giardini circostanti l’edificio, ci imbattiamo in quella che ci pare una visione edenica: i Giardini Romantici, una zona verdeggiante affacciata sul Douro, un posto incantevole da cui si può godere di una vista privilegiata sulla città e sulla foce del fiume sull’Oceano.

Passeggiamo rincorrendo i pavoni variopinti fra giardini all’italiana, orti botanici, roseti, piante medicinali e boschetti quasi fatati. Questo luogo incantato è perfetto se volete trascorrere un paio d’ore in armonia con la natura, meditando o semplicemente leggendo un libro seduti su una panchina o distesi su di un prato.

Ah dimenticavo: l’ingresso è totalmente libero.

 

Un viaggio con il Vecchio Tram verso l’Oceano

Dai giardini imbocchiamo una serie di vicoletti acciottolati che zigzagando in discesa ci riportano sulla riva del fiume. La passeggiata è molto gradevole: avvolte dal silenzio rotto solo dal cinguettio degli uccellini e dal miagolio di qualche gatto, osserviamo esempi meno noti ma non privi di fascino di azulejos e decorazioni originali sulle facciate delle vecchie abitazioni.

Giunte sul Douro, saliamo sul vecchio tram numero numero 1. Il viaggio dura circa venti minuti e per qualche momento ci sentiamo come proiettate nel passato, assistendo ai magici scenari del lungo fiume da questa antica linea storica risalente alla fine dell’800 (anche se le carrozze usate oggi sono quelle degli anni ’20 e ’30 del secolo successivo).

Qualche informazione e un paio di consigli: il costo del biglietto è di 5 euro (andata e ritorno) e si paga direttamente sul tram (la linea Infante-Pasejo Alegre non è infatti inclusa nei biglietti/abbonamenti canonici). Se non volete perdervi il panorama, vi consiglio di scegliervi un posto a sedere sulla sinistra 🙂  Esistono altre due linee storiche in città, che attraversano tutti i luoghi emblematici: la linea 18 (fra Massarelos e Carmo) e la 22 (che effettua una sorta di percorso circolare nel centro storico).

 

L’arrivo sull’Atlantico e la vista dal faro

Giunte al capolinea, ci ritroviamo sulla sinistra un’area verdeggiante – i Jardim du Pasejo Alegre – da cui parte una lunga passeggiata che ci conduce al faro.

Potrei descrivervi a parole la sensazione provata di fronte all’immensità dell’oceano, ma non sarebbero all’altezza.

Non vi sono edifici, non vi sono parchi o giardini, non vi sono locali alla moda né negozietti. Questo percorso a Foz do Douro, lungo poco meno di un chilometro, è formato solo dal cemento della passerella, dalle onde del mare, dal canto dei gabbiani e dalla brezza che mi scompiglia i capelli e inonda i miei sensi del profumo di salsedine.

Giunte al faro, ci fermiamo. Siamo sole, non c’è nessun altro. Ovunque volgiamo lo sguardo veniamo accolte da una distesa infinita di acqua. Il canto delle onde penetra la nostra pelle. Mi appoggio alla parete del faro e per un po’ socchiudo gli occhi. Non so quanto tempo passa, la mia mente si svuota totalmente e il mio corpo si rigenera.

Vengo risvegliata da un raggio radente del sole, da quel sole caldo che in un paio d’ore calerà dietro l’orizzonte. Mi giro per guardare l’orologio: sono quasi le 16. Oggi non abbiamo ancora pranzato. Guardo la mia sorellina tutta intenta a scattare immagini e a condividerle con gli amici. C’è solo serenità sul suo volto, e questo mi riempie il cuore di gioia.

Ci scambiamo uno sguardo, non c’è bisogno di parlare. Sorridiamo e ci apprestiamo a tornare verso la spiaggia. Passeggiamo sul lungomare dorato, assaporando con i piedi i granelli di sabbia umidi e freschi in questa stagione. Raggiungiamo un localino affacciato sul mare, su Praia do Carneiro, semplice, quasi anonimo. Ordiniamo una birra e 3 porzioni di sardine e restiamo un altro po’ di fronte all’oceano, saziate dal cibo ma riempite totalmente dalla meraviglia della natura di fronte a noi.

 

Dopo il tramonto torniamo verso il centro per goderci una cenetta a base di pesce fresco sulle balconate della Ribeira.

Una cenetta a Porto con vista sulla Ribeira

 

CONSIGLI E INFORMAZIONI PRATICHE
  • Il periodo migliore: vi consiglio la primavera o l’autunno. Porto è una città sul mare, vero, ma ha anche molto altro da offrire e vi assicuro che gironzolare in su e in giù per la città con 40 gradi all’ombra non dev’essere molto semplice. Noi ci siamo state a fine marzo e le temperature erano gradevoli e già attorno ai 28/30 gradi
  • Dove dormire: noi abbiamo sfruttato Air BNB, una piattaforma che ormai è divenuta la mia migliore compagna di viaggio. Siamo stati ospiti in una guesthouse meravigliosa situata nel quartiere di Bonfim, ricavata all’interno di un’antica e tradizionale casa portoghese in legno a più piani, decorata con le tipiche piastrelle in ceramica.

La particolarità è che qui troverete anche una cucina/ristorante per SOLI VEGETARIANI (naturalmente l’ho adorata!) e le pareti delle stanze sono dipinte con riproduzioni di opere d’arte: nella nostra avevamo Van Gogh, Frida Khalo e Gustave Klimt! Il bagno è condiviso ma sempre pulito e la cucina è molto accogliente. Proprio di fronte si trova la fermata della metro e in pochi minuti sarete in centro. In alternativa passeggiando per circa una mezzora potrete comunque raggiungere la zona principale della città. Costo? Beh, 40 euro a notte…per camera!! Quindi circa 13 euro a persona 🙂 Viaggiare budget…SI PUÒ! Sempre!

  • Dove mangiare: mangerete divinamente praticamente ovunque e spendendo poco (intendo che al massimo per una cena di pesce sul Douro nella Ribeira abbiamo speso 20 euro a persona!). Ma prometto, presto, un post specifico sulla cucina portoghese.
  • Distanza dall’aeroporto: davvero irrisoria. Dall’aeroporto di Porto potrete prendere la metro e arrivare direttamente in città prendendo la Linea E e impiegandoci circa mezzora. Per tutte le altre informazioni ecco il link della Metro di Porto
Mappa Porto itinerario giorno 2

L’itinerario seguito durante il secondo giorno a Porto

Leggi gli altri articoli relativi a COSA VEDERE A PORTO IN 4 GIORNI:

BOA VIAGEM!

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VALENTINA
BERGAMO

Mi chiamo Valentina e sono qui perché voglio farvi conoscere i miei sogni. Per farlo vorrei partire da una frase, per raccontare una storia: "...siamo quello che sentiamo e percepiamo. Se siamo arrabbiati siamo la rabbia. Se siamo innamorati siamo l'amore. Se guardiamo un innevato picco di montagna siamo la montagna. Mentre sogniamo siamo il sogno". É una frase di Tich Naith Han, monaco buddista tutt'ora vivente. Una persona straordinaria ed ordinaria nel medesimo tempo. Ribelle nell'animo, arrestato e torturato più volte, distante da qualsiasi forma di vita ed espressione che non si chiami amore. É addirittura stato controcorrente rispetto ad alcune forme di Buddhismo tradizionale, ma il suo messaggio d'identità e rispetto è più che mai attuale. "...mi piace molto ascoltare la pioggia, è un suono bellissimo" (da "Quando bevi il tè', stai bevendo le nuvole") e piace molto anche a me. Non posso e non desidero di certo paragonarmi a lui, ma l'arte, la bellezza, la fotografia, la letteratura e la poesia sono il mio sogno. Attraverso queste espressioni del Pensiero e dello Spirito sento di riuscire a cogliere DAVVERO l'anima del mondo. Ma il mondo quello VERO, quello autentico, quello fatto di persone, di diversità, di odori, di sapori, di colori, di scorci, di inaspettati incontri. Come dice Tich Naith Han, sento distintamente di appartenere a questo sogno, e vorrei spartirne una piccola fetta con tutti voi.

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Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.

— Jack Kerouac

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