PORTOGALLO

COSA VEDERE A PORTO IN 4 GIORNI | GIORNO 4: LE CANTINE

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2 Settembre 2019

Porto: cosa vedere giorno per giorno

Cosa Vedere a Porto

Panorama del Douro e della Ribeira da Vila Nova de Gaia

Giorno 4: fra street art e azulejos alla scoperta di Vila Nova de Gaia, la Porto del vino

Come anticipato negli articoli precedenti, il nostro itinerario a Porto di 4 giorni prevedere 3 giornate dedicate alla città più una giornata fuori porta a Guimarães, una cittadina medievale a poco più di un’ora di treno, di cui vi parlerò in un articolo a seguire perché merita davvero molto.

Noi abbiamo trascorso a Porto i giorni 1, 2 e 4, preferendo mantenere l’ultimo giorno per la città e godere così di un’ultima cenetta al lume di candela con vista sulla Ribeira e un buon bicchiere di Porto a riscaldare i nostro cuori (e non solo :))

PORTO: COSA VEDERE GIORNO 4

Mercado do Bolhao

Iniziamo il nostro ultimo giorno, fra un misto di malinconia e tristezza, e decidiamo di visitare il mercato più famoso della città. Ubicato in una zona piuttosto centrale (vicino all’Avenida dos Aliados), venne inaugurato nel 1914 ed è uno dei luoghi più emblematici della città. Al suo interno vi troverete soprattutto fiori, frutta, verdura, pesce e carne, ma non mancano anche altri prodotti tipici.

Purtroppo noi siamo molto sfortunate in quanto al nostro arrivo…scopriamo con ENORME DELUSIONE che il mercato è temporaneamente chiuso per lavori di ristrutturazione dell’edificio. Le attività sono state infatti spostate in una costruzione moderna poco lontana, ma vi assicuro che questa non ha nulla a che vedere con l’atmosfera magica e nostalgica di cui, ne sono certa, questo antico mercato è permeato.

Anche se noi non abbiamo potuto esperirlo, ho deciso comunque di inserire questo luogo nell’articolo perché sono certa che ne valga assolutamente la pena. Solo osservandone l’esterno, siamo rimaste affascinate da questo edificio neoclassico, imponente ed elegante nei suoi due piani che circondano una piazza centrale a cielo aperto.

Il mercato si trova in Rua Formosa 4000-214 ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 17, mentre il sabato chiude alle ore 13

Confeitaria do Bolhao

Non ci lasciamo sconfortare dalla mala sorte, è l’ultimo giorno e vogliamo godere di ogni attimo. Siamo in marzo ma il sole è alto nel cielo e le temperature sono davvero sfidanti. Oggi dobbiamo camminare parecchio, il piano è quello di raggiungere Vila Nova de Gaia attraversando a piedi la parte vecchia della città. Decidiamo quindi di fare un pieno di energia prima di buttarci a capofitta nella nostra missione.

Proprio di fronte al Mercado, notiamo una pasticceria dall’insegna storica, che ha tutta l’aria di essere un posticino speciale. Non sbagliamo: la Confeitaria do Bolhao risale all’anno 1896 e nel tempo è diventata il punto di ristoro di riferimento per i visitatori del mercato, che qui si fermavano per la colazione prima di buttarsi nelle compere quotidiane.

Rimasta chiusa ed abbandonata per dieci anni, venne acquistata nel 1995 dall’attuale proprietario che decise di ristrutturarla mantenendo ogni decoro ed arredo originale. Oggi è frequentata moltissimo dalla gente del posto così come dai visitatori di passaggio, che come noi vi accedono per deliziarsi con un pastel de nata o una limonata della casa…ricette assolutamente originali!

Passeggiando nella Porto vecchia fra azulejos e street art

Partiamo dunque per raggiungere l’altra sponda del fiume. L’obbiettivo della giornata? La visita a Vila Nova de Gaia, nota per le numerose cantine dove viene ancora oggi prodotto il Porto.

Dal mercato raggiungiamo la stazione São Bento in Piazza Almeida Garret, un altro luogo iconico. Questo piccolo capolavoro architettonico risalente all’inizio del secolo scorso, incarna esemplarmente la perfezione nell’arte decorativa degli azulejos. Qui, infatti, potrete vederne fino allo sfinimento, anche se, ve lo garantisco, non sarà affatto semplice stancarvi nell’osservare la bellezza di questi decori.

All’interno del grande salone d’ingresso troverete azulejos praticamente ovunque (ce ne sono oltre 20 000!) raffiguranti episodi salienti della storia del Portogallo. Come noi, resterete con la testa rivolta all’insù…e la mascella all’ingiù :)…per parecchio tempo.

 

Prima di proseguire verso il fume decidiamo di fare un giretto in Rua das Flores: una strada pedonale che parte dalla piazza antistante alla stazione e serpeggia fra edifici risalenti al 1500 (la maggior parte della quale ovviamente ristrutturati) e molto frequentata dai turisti in quanto colma di negozietti tipici e di localini alla moda. Quello che mi attrae, soprattutto, è la presenza cospicua degli artisti di strada, che da sempre hanno su di me un richiamo molto forte.

Questa via fu nei secoli fu il luogo prediletto per le abitazioni degli aristocratici: vi si possono vedere, infatti, moltissimi palazzi contrassegnati da stemmi e decorati con eleganti balconate.

 

Da qui proseguiamo verso il Douro seguendo un percorso che, fra vicoletti in discesa zigzaganti e punti panoramici nascosti ed improvvisi, ci porterà sino al ponte Dom Luis.

Tornate verso la stazione imbocchiamo la strada in salita che ci conduce alla Cattedrale della città, dalla cui terrazza ubicata direttamente sulle antiche mura si può godere di una vista meravigliosa.

Continuiamo poi in discesa fino a raggiungere l’imboccatura del ponte Dom Luis, che attraversiamo per approdare sull’altra sponda.

 

Vila Nova de Gaia e le cantine del Porto

Credo di non avervelo ancora detto, ma io considero Porto “la città delle tante città”. È un po’ come se includesse al suo interno tanti mondi diversi, a loro modo unici e particolari, e fra di loro del tutto armonici.

A Porto, lo abbiamo visto, trovate la Ribeira, il centro storico dall’atmosfera retrò, ma anche Foz do Douro, affacciato sull’immensità dell’Oceano, e ancora il quartiere più moderno ed occidentale, dominato dalla Casa della Musica.

E poi a Porto trovate lei: Vila Nova de Gaia. A prima vista potrebbe sembrare una parte della città, ma in realtà costituisce un comune a se stante.

Concluso il tragitto sul ponte, intraprendiamo un percorso a gradinate e viuzze acciottolate che dai Jardim do Morro ci conduce sul lungo fiume, passeggiando fra abitazioni caratteristiche e meravigliosi esempi di street art (in alternativa potrete prendere la teleferica che vi porterà in pochi minuti direttamente nella piazza principale di Vila Nova de Gaia).

Proprio qui si stagliano, una dietro all’altra, le cantine più famose della zona, dove da più di un secolo si invecchia il vino fortificato più famoso del mondo: il Porto.

A questo punto la mia nonna ha già gli occhi a cuoricini 🙂 Da questo momento, il resto della nostra ultima giornata in città lo trascorriamo fra la visita alla cantina (dove per 20 euro a persona, in circa un’oretta, una guida ci spiega come avviene il processo di realizzazione del vino: dalla raccolta alla produzione, degustazioni incluse), una passeggiata sul lungo fiume e una cenetta speciale con degustazione del Porto, condita dalla musica dei violinisti di strada e da una vista alternativa e spettacolare della Ribeira e del Dom Luis illuminati in notturno.

 

E quindi, eccomi qui, al volgere al termine della mia fuga portoghese.

Sorseggio il mio calice di Porto ascoltando il suono dei rabelos ciondolanti sulle acque del Douro. Mi sento bene, svuotata e ricolma allo stesso tempo. Questo è l’effetto che più di tutti amo dei miei viaggi: mi svuotano dei “mali” della quotidianità, e mi riempiono di una pura e quasi ancestrale meraviglia.

La capacità di incantarsi di fronte ad un cielo denso e illuminato dal sole del tramonto, la sensazione di sentirsi integrata in un’entità unica, una materia universale di cui ogni tua cellula fa parte. Il potere di dimenticarsi dello scorrere del tempo.

Mi volto, vedo mia nonna e Lucrezia intente a godersi un piatto di baccalà fritto. Stanno ridendo per qualcosa che non comprendo, assorta com’ero nei miei pensieri di un attimo prima. Forse, penso, la nonna è un po’ brilla 🙂 Il bicchiere di Lucrezia è ripulito e manca poco pure al mio, qualcun altro dev’essere passato 🙂

E mentre osservo questa scena e assaporo la sensazione di pienezza che mi pervade, mi rivolgo a me stessa e all’Universo e penso: ma quanto è bello poter osservare il sorriso e la spensieratezza delle persone che ami?

I viaggi…il mondo…hanno molti poteri…ma questo è, fra tutti, quello che amo in assoluto di più: farci ritrovare i veri NOI STESSI.

Come recita un proverbio indiano:

Viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso.

Cenetta con Porto sul Douro

Mi godo l’ultima serata con un bel bicchiere di Porto e una cenetta panoramica sul Douro

CONSIGLI E INFORMAZIONI PRATICHE
  • Il periodo migliore: vi consiglio la primavera o l’autunno. Porto è una città sul mare, vero, ma ha anche molto altro da offrire e vi assicuro che gironzolare in su e in giù per la città con 40 gradi all’ombra non dev’essere molto semplice. Noi ci siamo state a fine marzo e le temperature erano gradevoli e già attorno ai 28/30 gradi
  • Dove dormire: noi abbiamo sfruttato Air BNB, una piattaforma che ormai è divenuta la mia migliore compagna di viaggio. Siamo stati ospiti in una guesthouse meravigliosa situata nel quartiere di Bonfim, ricavata all’interno di un’antica e tradizionale casa portoghese in legno a più piani, decorata con le tipiche piastrelle in ceramica.

La particolarità è che qui troverete anche una cucina/ristorante per SOLI VEGETARIANI (naturalmente l’ho adorata!) e le pareti delle stanze sono dipinte con riproduzioni di opere d’arte: nella nostra avevamo Van Gogh, Frida Khalo e Gustave Klimt! Il bagno è condiviso ma sempre pulito e la cucina è molto accogliente. Proprio di fronte si trova la fermata della metro e in pochi minuti sarete in centro. In alternativa passeggiando per circa una mezzora potrete comunque raggiungere la zona principale della città. Costo? Beh, 40 euro a notte…per camera!! Quindi circa 13 euro a persona 🙂 Viaggiare budget…SI PUÒ! Sempre!

  • Dove mangiare: mangerete divinamente praticamente ovunque e spendendo poco (intendo che al massimo per una cena di pesce sul Douro nella Ribeira abbiamo speso 20 euro a persona!). Ma prometto, presto, un post specifico sulla cucina portoghese.
  • Distanza dall’aeroporto: davvero irrisoria. Dall’aeroporto di Porto potrete prendere la metro e arrivare direttamente in città prendendo la Linea E e impiegandoci circa mezzora. Per tutte le altre informazioni ecco il link della Metro di Porto
Cosa vedere a Porto itinerario

La prima parte dell’itinerario del nostro quarto giorno a Porto

Cosa vedere a Porto itinerario

La seconda parte dell’itinerario del nostro quarto giorno a Porto

Leggi gli altri articoli relativi a COSA VEDERE A PORTO IN 4 GIORNI:

GIORNO 1: ALLA SCOPERTA DEGLI EDIFICI STORICI E DELLA SPLENDIDA RIBEIRA

GIORNO 2: DAI GIARDINI ROMANTICI AL FARO SULL’OCEANO

GIORNO 3: GUIMARÃES E IL BORGO MEDIEVALE

BOA VIAGEM!

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VALENTINA
BERGAMO

Ciao! Mi chiamo Valentina, sono dell'ariete, ho più o meno 30 anni e sono un'inguaribile sognatrice! Le mie più grandi passioni, anzi, i miei amori, sono l'arte, la fotografia, la letteratura, la poesia e...il mondo! Ma il mondo quello vero,quello autentico, quello fatto di persone, di diversità, di odori, di sapori, di colori, di scorci, di inaspettati incontri...il mondo che ti fa innamorare e che ti fa dimenticare dell'esistenza dell'orologio. Dovete sapere che nella vita di tutti i giorni sono un'ansiosa cronica ossessivo compulsiva nei confronti del tempo: tempo che non c'è, che non basta mai, tempo che scorre, tempo rubato o tempo sprecato. Ma...quando sono nel MONDO, questo mondo VERO, il tempo non esiste, tutto si dilata e mi avvolge e l'unico ritmo che scandisce le mie giornate è quello del mio cuore che batte, che si sente vivo, che si emoziona e che si sente...a casa. Il mio sogno più grande? Vivere non viaggiando...ma VIVENDO questo mondo. Sempre. Costantemente. Sapete? I sogni...sono sogni perché prima o poi si avverano. Altrimenti si chiamerebbero utopie :)

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Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.

— Jack Kerouac
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