Letteratura di viaggio consigli i Viaggi di Jupiter
Letteratura di viaggio

I viaggi di Jupiter: il giro del mondo in motocicletta

on
1 Aprile 2020

La letteratura di viaggio è un ottimo alleato quando siamo costretti a restare fermi in un posto per molto tempo.
Il libro che vi suggerisco oggi è “I viaggi di Jupiter”, un diario emozionante che racconta la vera storia di Ted Simon che nel 1973 compì un vero e proprio giro del mondo con la sua motocicletta! Un’impresa che ha dell’incredibile e che vi farà sognare.

Un libro emozionante tratto da una storia vera! Letteratura di viaggio: “I viaggi di Jupiter” e il giro del mondo in motocicletta di Ted Simon

Ho acquistato questo libro non per me stessa, ma per regalarlo ad una persona cara.

Spesso, quando si tratta di cercare un regalo, mi dirigo in libreria, in quel mondo che per me rappresenta un caldo rifugio da una vita a volte troppo ordinaria e senza eccitanti svolte.

Volevo donare ad Enrico, per il suo compleanno, qualcosa che potesse farlo avvicinare alle mie passioni più grandi, senza con ciò trascinarlo nel mio universo con uno strattone scioccante.

Mi serviva una mediazione, un dolce accompagnamento.

I viaggi di Jupiter è stato definito dalla rivista The rider “la bibbia di ogni motociclista che si rispetti”.

Detto questo, avevo la soluzione in pugno: il centauro del mio cuore non avrebbe potuto non apprezzare un racconto del giro del mondo compiuto da un uomo in sella alla sua moto!

Perché un viaggio, appartiene solo e soltanto al viaggiatore stesso

Il viaggio continuava come sempre, con questo intimo legame fra azione e riflessione. […] Il filo che collegava tutti questi eventi casuali era il viaggio. Per me aveva un significato e un’esistenza a sé: era l’ordito su cui erano tessute le esperienze di ogni giornata successiva. Per tre anni avevo continuato a tessere un unico arazzo. Ricordavo ancora tutti i posti dove ero stato, dove avevo dormito e cosa avevo fatto ogni singolo giorno da quando il viaggio era iniziato […] Non era forse inopportuno, da parte di un essere umano, tentare di racchiudere il mondo in quel modo? Poiché tale era la mia intenzione. La circonferenza che stavo descrivendo intorno alla Terra poteva essere capricciosa e bizzarra, ma era comunque una circonferenza. Le sue estremità si sarebbero incontrate, e io avrei racchiuso il mondo. Avrei tracciato il mio percorso sulla superficie della terra, che alla fine sarebbe appartenuta a me, come non avrebbe potuto appartenere a nessun altro.

Correva l’anno 1973 quando Ted Simon, giornalista del <<Daily Express>>, si mise in sella alla sua Triumph Tiger 100 per partire alla volta del Nord Africa.

Un libro – un’impresa – che, al solo parlare di numeri, non può non apparire sbalorditiva e insuperabile.

4: gli anni impiegati per questo viaggio nel mondo.

5: i continenti visitati.

45: le nazioni attraversate, confine dopo confine.

500: i centimetri cubici del motore della Triumph, la fedele compagna di viaggio che di paese in paese, guasto dopo guasto, ha condotto l’autore in questa romanzesca esplorazione.

103 000: i chilometri percorsi fra autostrade, deserti, scogliere, montagne, risaie, foreste.

Quasi 50: gli anni trascorsi dall’inizio di un’impresa che parrebbe epica e incredibile anche ai giorni nostri.

E infine…1: un solo uomo, un solo viaggiatore. Una corsa in solitaria, quella di Ted Simon per le strade del mondo intero. Un tragitto intersecato da molti incontri, in molte soste, ma mai da un compagno. 

Un’eccezione, in realtà, c’è: in Sud America, per qualche giorno, l’autore condivide il viaggio con altre due persone: Bruno ed Antoine.

I due uomini, caratterizzati da un marcato accento francese, viaggiano su un vecchio furgoncino Renault diretti in Messico. L’autore li conosce a La Quiaca, una cittadina di confine in Bolivia: egualmente eccitati dall’aver conquistato una nuova frontiera, dai viaggi passati e da quelli futuri, ai tre era parso naturale proseguire il viaggio insieme.

I viaggi di Jupiter libro consigliato

Perché il viaggio è incontro e scambio, ma è soprattutto un viaggio in solitaria dentro se stessi

Ma il viaggio, per Ted Simon, sempre e comunque resta un qualcosa da vivere in solitaria. Piacevole è condividere le pause, i pasti, le storie…ma la strada, quella rimane un territorio che ognuno attraversa a modo suo, quel giardino intimo e privato in cui rintanarsi per esplorare, insieme al mondo esterno, il proprio animo.

Durante le quattro settimane trascorse sulle montagne, si era creata tra noi un’intesa quasi perfetta. Non provavo più il timore di perdere il contatto con le persone intorno a noi. Usando veicoli così nettamente diversi, viaggiavamo quasi sempre soli, e già più volte avevamo dimostrato che nessuno dei due era disposto ad affannarsi per l’altro. Eravamo disposti a correre i nostri rischi, ciascuno a modo suo, e ci riunivamo soltanto per cucinare o accamparci insieme, per comprare le provviste, per dividere il costo di una camera d’albergo – se capitava – e, naturalmente, per conversare.

Dal continente nero il viaggio dell’autore prosegue nelle Americhe sino alla selvaggia Australia, attraversando conflitti e rivoluzioni e incontrando ostacoli che si dimostreranno grandi e preziose opportunità di crescita e metamorfosi: dalla prigione in Brasile sino al ricovero ospedaliero in Malesia, tutto contribuisce a forgiare un uomo che al suo ritorno in patria, 4 anni dopo, sarà del tutto nuovo.

L’ultima tappa del viaggio

Finché in Asia, e soprattutto in India, l’ultima tappa del viaggio, il raggiungimento della consapevolezza, del senso del tutto:

Quelli che vedevano il mio viaggio come qualcosa di fisico o un atto di coraggio tipo la navigazione in solitaria non avevano afferrato il senso. Il coraggio e la resistenza fisica erano poco più che parti dell’equipaggiamento, come la facilità con le lingue o il vaccino contro l’epatite. Lo scopo era la comprensione, e l’unico modo per comprendere il mondo era rendermi vulnerabile nei suoi confronti in modo che potesse cambiarmi. La sfida era restare aperti nei confronti di tutti e di tutto ciò che avrei potuto incontrare. Il premio era il cambiamento, e la possibilità di crescere fino a diventare tanto grande da essere uno col mondo intero. L’unico vero pericolo era la morte per esposizione.

LEGGI ANCHE  Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya

I viaggi di Jupiter: perché vi consiglio questo libro

Consiglio a tutti voi vagabondi di leggere questo libro perché ne resterete estasiati, trasportati in un viaggio che entrerà a far parte della vostra quotidianità. Pagina dopo pagina non potrete staccarvi dal flusso del racconto. Arriverete quasi a percepire il rombare del motore, l’aria sferzarvi il volto, la strada scavalcare l’orizzonte.

Perché è il racconto di un viaggio vero, quello di Ted Simon, un viaggio estraneo a biglietti aerei, ma con il costante contatto del suolo, con la continua fatica del conquistare, con sacrificio e sudore, una nuova affascinante meta.

Solo in questo modo, respirando la polvere della strada, impregnandosi della pioggia del cielo, ardendosi il volto con il sole equatoriale, provando i morsi della fame e le privazioni della povertà…si può conoscere davvero ciò che scorre attorno a noi, ai lati della carreggiata, e oltrepassare la concezione del “diverso”.

Crescendo e divenendo così immensi, dal risultare uno con il mondo intero.

Potete acquistare questo libro su Amazon proprio QUI

Buona lettura!

TAGS
RELATED POSTS

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

VALENTINA
BERGAMO

Ciao! Mi chiamo Valentina, sono dell'ariete, ho più o meno 30 anni e sono un'inguaribile sognatrice! Le mie più grandi passioni, anzi, i miei amori, sono l'arte, la fotografia, la letteratura, la poesia e...il mondo! Ma il mondo quello vero,quello autentico, quello fatto di persone, di diversità, di odori, di sapori, di colori, di scorci, di inaspettati incontri...il mondo che ti fa innamorare e che ti fa dimenticare dell'esistenza dell'orologio. Dovete sapere che nella vita di tutti i giorni sono un'ansiosa cronica ossessivo compulsiva nei confronti del tempo: tempo che non c'è, che non basta mai, tempo che scorre, tempo rubato o tempo sprecato. Ma...quando sono nel MONDO, questo mondo VERO, il tempo non esiste, tutto si dilata e mi avvolge e l'unico ritmo che scandisce le mie giornate è quello del mio cuore che batte, che si sente vivo, che si emoziona e che si sente...a casa. Il mio sogno più grande? Vivere non viaggiando...ma VIVENDO questo mondo. Sempre. Costantemente. Sapete? I sogni...sono sogni perché prima o poi si avverano. Altrimenti si chiamerebbero utopie :)

Iscriviti alla NEWSLETTER per restare aggiornato

sui vagabondaggi per il mondo di CLIC my TRIP

e sulle nostre avventure australiane!

Lo prometto: non intaserò la tua casella di posta elettronica! :)

CI STAI?

 

La tua iscrizione è completata!

There was an error while trying to send your request. Please try again.

CLIC my TRIP will use the information you provide on this form to be in touch with you and to provide updates and marketing.