TURCHIA

La Istanbul alternativa: dai tetti del Gran Bazar al magico tramonto di Üsküdar

on
9 Novembre 2019
Istanbul alternativa tramonto bosforo

Il MIO luogo magico a Istanbul

Il racconto della nostra giornata fantastica esplorando una Istanbul alternativa tutta da scoprire

“C’è una cosa che dovete sapere di Istanbul…”

Erkan, seduto sullo sgabellino traballante della pescheria di Ayvalik, sorseggia pensieroso il suo Türk Kahvesi. Lo sguardo errante sull’orizzonte in lontananza, dove il sole calante si congiunge al Mediterraneo in un abbraccio dalle sfumature color rubino.

Noi, di fronte a lui, assaporiamo il momento, avvolti dall’olezzo di pesce e dal  baccano dei venditori che ripongono la mercanzia nei carretti. Circondati da seppie flaccide e polpi violacei che ancora si contorcono nelle vaschette colorate. Ci sentiamo leggeri.

“Istanbul è unica al mondo: solo qui, infatti, avrete la possibilità di svegliarvi la mattina e far colazione in Europa…per decidere poi di attraversare il Bosforo e in meno di mezzora concedervi un pranzo nel continente vicino: l’Asia. E tutto questo senza mai uscire dalla città”.

Incuriositi da quell’affermazione, ci guardiamo e sorridiamo, assaporando con ogni nostro senso l’avventura nella quale ci saremmo immersi da lì a poche ore.

LA NOSTRA ISTANBUL

Il primo giorno nella grande e maestosa capitale dell’antico impero ottomano, decidiamo di trascorrerlo semplicemente vivendone la vivace atmosfera. Lasciamo all’indomani i grandi protagonisti della storia: la Moschea Blu, Santa Sofia, la Torre di Galata. Loro non scapperanno, così come le orde di turisti che ogni giorno ne invadono ogni anfratto.

Oggi, vogliamo SENTIRE: il vociare dei barcaioli sulla banchina, il profumo del gelsomino nelle botteghe, il dolce sapore di miele e pistacchi dei baklava, il turchese acceso delle decorazioni islamiche sulle pareti delle moschee, la liscezza dei drappi in seta venduti nel bazar.

I LUOGHI ALTERNATIVI DI ISTANBUL: I TETTI DEL GRAN BAZAR

Il Gran Bazar di Istanbul è fra i mercati coperti più grandi ed antichi al mondo, con 61 strade e oltre 4000 negozi. Un labirinto nel quale ad ogni svolta ti ritrovi in volto la magia. Una città nella città, con tanto di piazzette, vicoli e fontane mosaicate.

L’originale struttura lignea è oggi sostituita dalla fedele ricostruzione in pietra, passaggio obbligato dovuto ai numerosi incendi a cui questo luogo dovette sopravvivere nel corso dei secoli.

Subito sentiamo che il modo migliore per approcciare questo posto…è quello di perdersi nella sua caotica perfezione. Così ci addentriamo sempre più a fondo in quello che è il cuore pulsante della città, ricolmi di stupita meraviglia, ad ogni passo sempre di più.

Il martellare cadenzato in sottofondo ci conduce al settore degli artigiani dei metalli, dove gli occhietti di Enrico si crogiolano nella bellezza delle antiche scimitarre appartenute a chissà quale glorioso guerriero.

Un paio di vicoletti dopo, ecco la sezione dei vasari, attorniati dalle loro coloratissime otri e dalle eleganti çaydanlık, le tradizionali teiere turche. E così non posso esimermi dall’aggiungere un pezzo di questa bellezza alla mia orgogliosa collezione di manufatti dal mondo!

Una vecchia signora ci supera spingendo un carretto di melograni grandi come noci di cocco. Erkan la chiama a sé “Provatene uno” ci dice “sono eccezionali!”. E in effetti sono davvero gustosi, con la loro polpa rossa agrodolce e i semini scoppiettanti.

Seguendo la nostra fida guida, ci dirigiamo poi verso un’aera perimetrale e da lì imbocchiamo un anfratto dall’aspetto sospetto, da cui percorriamo una scalinata decadente che ci conduce ad un piano superiore.

Stiamo per imbatterci nel primo dei magici luoghi della nostra Istanbul alternativa.

Avete presente quella sensazione che si prova quando si sta su una spiaggia affollata, dove la gente rumorosa chiacchiera, ride, ascolta musica, e poi ad un certo punto entrate in mare, immergendo completamente il capo nell’acqua? Tutto si fa lontano, ovattato, il mondo esterno sembra scomparire. Ecco, questo è ciò che abbiamo provato lasciandoci alle spalle le botteghe del bazar e raggiungendo il piano soprastante. Un silenzio interrotto solo dal garrire dei gabbiani in lontananza.

I corridoi, affascinanti nella loro decadente trascuratezza, parrebbero disabitati se non fosse per un gattino accoccolato su di un asse lignea che al nostro passaggio solleva pigramente il muso e per l’artigiano che imperterrito prosegue nella lavorazione di un manufatto in ottone.

Erkan mi guarda, nei suoi occhi la consapevolezza che mi sta dando ciò che più bramo: LA DIVERSITÀ. Ormai, dopo 12 giorni trascorsi insieme vagando per le meravigliose terre turche…un pochettino il mio animo l’ha capito 🙂

Con la mano ci fa segno di seguirlo e imbocchiamo una porticina che ci permette di raggiungere la sommità dell’edificio. Senza proferire parola, traiamo un bel respiro, volgiamo lo sguardo a 360 gradi attorno a noi e constatiamo con entusiasmo di essere giunti SUL TETTO DEL GRAN BAZAR!

Di fronte a noi Istanbul si staglia in tutta la sua magnificenza: lei, regina di un passato glorioso; lei, signora di un mondo fra due mondi, così vicini…così distanti.

Osservo i pennacchi della Moschea di Yeni Cami, sullo sfondo il Bosforo, in primo piano i tetti delle abitazioni musulmane. Fra me e quel mondo…stormi di gabbiani che leggeri fluttuano lasciandosi trasportare dalle correnti d’aria del cielo.

Qualche anno dopo, riproverò quella sensazione straordinaria raggiungendo i tetti del souk dell’antica cittadella di Gerusalemme sui quali si sviluppano i tradizionali quartieri degli ebrei ortodossi (trovate QUI l’articolo a riguardo).

Prosegue su questo filone il resto della nostra giornata nell’antica Costantinopoli, trascinati in un turbinio di colori, profumi, sguardi, gesti, impressioni.

ISTANBUL ALTERNATIVA: IL PRANZO SUL BOSFORO A BASE DI PANINO AL PESCE!

La pausa pranzo si colora di street food al profumo di salsedine: lasciatoci alle spalle il Gran Bazar, raggiungiamo la sponda del Bosforo adiacente al mercato delle spezie (anche detto Bazar Egiziano) laddove lo stretto viene attraversato dal Ponte di Galata.

Attratti dal vociare della folla accalcata sulla banchina, ci avviciniamo. Di fronte a noi, ormeggiati, alcuni pescherecci dai quali vivaci venditori distribuiscono panini ripieni di insalata, cipolle e filetti di pesce appena pescato. Beh, non possiamo trattenerci dal tuffarci in questo ennesimo esperimento culinario e ne ordiniamo subito un paio! Scopriremo poi che si tratta di un MUST da non perdersi durante un viaggio ad Istanbul 🙂

La piazza presso il Ponte di Galata ad Eminonu

La piazza presso il Ponte di Galata ad Eminonu

Scoviamo un posticino sui gradoni dell’arena antistante. Seduti l’uno accanto all’altro, il nostro sandwich fra le mani, la torre di Galata che si staglia sulla sponda opposta del Bosforo. Come nel nucleo di un termitaio in cui centinaia di persone gironzolano attorno a noi, come in un video in loop in cui tutto scorre e tu non si sa come ti ritrovi immobile, nel mezzo di quel movimento frenetico che pare non avere né fine né inizio. Concentrati sul presente, su nostro qui e ora, addentiamo il nostro balik ekmek pensando a quanto sia incredibile tutto ciò che ci circonda.

DALL’EUROPA ALL’ASIA ATTRAVERSANDO IL BOSFORO CON IL BATTELLO PUBBLICO

Mai fu così immediato e semplice raggiungere un altro continente come in quel momento!

Seguendo Erkan, convogliamo verso la fermata del ferry che ci trasporterà sulla sponda opposta della città, nella vicina Asia. Acquistiamo il biglietto direttamente sul molo per poche lire. Salutiamo Erkan, che rivedremo l’indomani, e ci imbarchiamo sul traghetto pubblico.

Non mi soffermerò troppo nel descrivervi la traversata: osservare Istanbul che scorre tutt’attorno a noi, con le sue guglie, i minareti, i palazzi, le abitazioni che si inerpicano sui colli…beh, tutto questo è semplicemente travolgente.

Abbiamo una meta ben precisa, un luogo di cui avevo scovato qualche rara immagine sul web prima della partenza e che mi ero ripromessa avrei dovuto raggiungere. Non è facile, in quanto non si tratta di un sito storico o turistico e le informazioni a riguardo sono quasi inesistenti.

Le fotografie in Google mi mostrano un luogo di gran fascino in cui potersi distendere su dei tappeti orientali e concedersi una vista magica sul Bosforo al tramonto.

ISTANBUL ALTERNATIVA: LA SCOPERTA DI ÜSKÜDAR E DEI QUARTIERI TRADIZIONALI

Attracchiamo ad Üsküdar, in un’area che di primo impatto ci pare molto anonima e di poco interesse. Ma ci rendiamo conto presto, come spesso accade in queste occasioni, che ci sbagliamo.

Passeggiando ricalcando i confini del fiume, ci catapultiamo in un mondo autentico popolato da pescatori, donne bellissime celate nei loro veli variopinti, piccole moschee dai decori umili e preziosi.

In assoluto, una delle passeggiate più emozionanti di sempre: un momento intriso di calore, un luogo che ci seduce proprio per il suo essere anonimo, intimo, privato, nascosto. Come una donna bellissima che con abiti sobri e senza un filo di trucco passeggia su di una strada secondaria, lontana da occhi indiscreti. Inosservata ai più, ammalia chiunque abbia la fortuna di incrociarne il passo.

“Vieni, signora! Voglio farti vedere qualcosa di speciale”.

Accanto a me dal nulla sbuca un ragazzino, avrà si e no 8 o 9 anni. Mi sorprende prendendomi la mano. Guardo Enrico, sorride fiducioso, prima con gli occhi che con le labbra.

E sarà per via dello sguardo innocente che incontro sul suo volto, per l’espressione di supplica o per un innato senso dell’istinto, che mi ritrovo a seguire un perfetto sconosciuto lungo una stradina secondaria della Istanbul asiatica.

Attraversiamo un’antica porta in pietra e uno storico quartiere islamico. Un paio di passi ancora ed ecco che sbuchiamo nuovamente sul Bosforo.

Il cuore si ferma per un attimo, quella frazione di secondo che basta a portare l’adrenalina alle stelle. Riprendo a respirare, attorno a me il profumo di cozze e pide appena sfornate. Mi chino, levandomi le scarpe, poggiando i piedi nudi sul velluto morbido dei grandi tappeti persiani color porpora. Per qualche minuto rimango lì, senza proferire parola, ammirando la Torre di Leandro che elegante emerge dalle acque del Bosforo. I gabbiani volano attorno al sua pennacchio, come i pianeti con le stelle, attratti da una forza magnetica sconosciuta e a cui è impossibile sottrarsi.

Il sole, ormai basso all’orizzonte, si staglia di fronte a noi, colorando le acque di un rosa dalle sfumature pescate. Mi volto, Enrico è dietro di me, perso nell’esperire lo spettacolo di quell’incantevole vista.

Si accorge, mi guarda, sorride. Cammino verso di lui, lo abbraccio, non sto più nella pelle dall’emozione: “Enrico, è proprio lui! È questo il posto magico…l’abbiamo trovato!”

Istanbul: Un luogo magico affacciato sul Bosforo

Un luogo magico affacciato sul Bosforo

ISTANBUL: INFORMAZIONI PRATICHE

  • Quando andare: in genere i mesi migliori per il bel tempo a Istanbul sono Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre e Ottobre. In media, i mesi più caldi vanno da Giugno ad Agosto. Io consiglio la primavera o l’autunno, così da potervi godere al meglio tutte le meraviglie che la città ha da offrire senza esser messi a dura prova dal caldo eccessivo.
  • La moneta turca è la lira turca e al momento il cambio è 1 lira = 0.16 euro (da verificare sempre al momento naturalmente)
  • Documenti necessari: per i cittadini italiani è sufficiente la carta d’identità con validità residua di almeno 6 mesi. IMPORTANTE: non sono ammesse le carte di identità con timbro di rinnovo o proroga
  • Durata del volo: dall’Italia raggiungerete Istanbul in meno di 3 ore e si possono trovare biglietti anche ad ottimi prezzi (70/100 euro andata e ritorno)
  • Elettricità: le prese di corrente sono a 220 volt e sono diverse da quelle italiane, munitevi di un adattatore
  • Parliamo di costi: la Turchia è un paese straordinario e molto economico. Potete trovare sistemazioni per la notte a 15/20 euro per camera doppia e pranzare o cenare con 5 euro (e non parlo solo di street food)
  • Sicurezza in Turchia: nemmeno volevo inserire questo paragrafo, considerando quanto mi fanno arrabbiare certi pregiudizi che, complici i media, continuano a dilagare nella nostra società, mettendo in ginocchio un paese la cui economia versa già di per sé in condizioni molto critiche. Sfatiamo tuttavia un mito: VIAGGIARE IN TURCHIA E SOPRATTUTTO NEI LUOGHI DI MAGGIOR INTERESSE TURISTICO È COMPLETAMENTE SICURO! Sarete sottoposti a maggior rischio in una grande capitale europea (Roma e Milano incluse) che non ad Istanbul. Non precludetevi un viaggio in questa terra magnifica solo PER SENTITO DIRE da qualcuno che nemmeno si è preso il disturbo di informarsi sul serio.
  • Consigli su possibili estensioni: beh…da non perdervi sicuramente la Cappadocia, un paesaggio dalla formazione vulcanica UNICO AL MONDO. Date un’occhiata all’articolo Visitare la Cappadocia | Dalla mongolfiera al trekking esplorativo

VIVERE UNA ISTANBUL AUTENTICA ED ALTERNATIVA CON ERKAN, LA NOSTRA GUIDA STRAORDINARIA

Vi è piaciuto l’articolo con il nostro racconto sulla Istanbul alternativa? Se volete vivere un’esperienza autentica, scrivetemi e vi metterò in contatto con Erkan. Con lui, oggi un grande amico, abbiamo vissuto un tour magico attraversando questa terra che molto spesso viene dimenticata ma che rappresenta un luogo unico e costellato da siti e bellezze straordinarie.

Non esitate 🙂 scrivetemi QUI

Nel mentre vi lascio il link al sito ufficiale della città

Ed ora…non vi resta che approfondire l’argomento (trovando anche INFO PIÙ PRATICHE 😉 ) leggendo l’articolo Istanbul: 10 cose da non perdere per vivere un’esperienza autentica

 

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VALENTINA
BERGAMO

Ciao! Mi chiamo Valentina, sono dell'ariete, ho più o meno 30 anni e sono un'inguaribile sognatrice! Le mie più grandi passioni, anzi, i miei amori, sono l'arte, la fotografia, la letteratura, la poesia e...il mondo! Ma il mondo quello vero,quello autentico, quello fatto di persone, di diversità, di odori, di sapori, di colori, di scorci, di inaspettati incontri...il mondo che ti fa innamorare e che ti fa dimenticare dell'esistenza dell'orologio. Dovete sapere che nella vita di tutti i giorni sono un'ansiosa cronica ossessivo compulsiva nei confronti del tempo: tempo che non c'è, che non basta mai, tempo che scorre, tempo rubato o tempo sprecato. Ma...quando sono nel MONDO, questo mondo VERO, il tempo non esiste, tutto si dilata e mi avvolge e l'unico ritmo che scandisce le mie giornate è quello del mio cuore che batte, che si sente vivo, che si emoziona e che si sente...a casa. Il mio sogno più grande? Vivere non viaggiando...ma VIVENDO questo mondo. Sempre. Costantemente. Sapete? I sogni...sono sogni perché prima o poi si avverano. Altrimenti si chiamerebbero utopie :)

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