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San Pellegrino Terme: un weekend fra spa di lusso e hotel retrò

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5 Aprile 2020

San Pellegrino terme, la culla dello stile liberty italiano. Una cittadina della Val Brembana che custodisce un prezioso patrimonio storico, artistico e culturale.
Meta perfetta per chi vuole trascorrere un weekend fra spa e rigenerazione spirituale e per gli amanti della natura incorrotta.
Non solo dunque complessi termali o architetture dal fastoso passato, ma anche tante opportunità per appassionati di escursionismo, mountain biking e cucina montana.

In questo articolo ve la racconto, cercando di dipingerla così come è impressa nella diapositiva del mio cuore.

A San Pellegrino Terme per un weekend fra spa di lusso e hotel retrò che vi trasporteranno in un’atmosfera fiabesca

Sicuramente molti di voi conosceranno la ben nota e tanto amata signorina tutta curve e spumeggiante protagonista delle tavole di molti italiani e del mondo intero. Vivendo in Australia, ho imparato a divertirmi osservando le espressioni stupite dei locali quando raccontiamo di avere una casetta in montagna situata proprio a due passi dalla fabbrica dove viene prodotta l’acqua San Pellegrino.

È vero dunque che questa città deve la sua fama alla preziosa acqua sorgiva della sua terra, ma ciò non riguarda solo le gustose bibite divenute ormai un prodotto cult ovunque nel globo. Anche il centro termale stesso conferisce valore e notorietà alla città, attraendo ogni giorno flotte di visitatori  per le proprietà benefiche e terapeutiche delle sorgenti o semplicemente per la prospettiva di qualche momento di totale relax.

Ma procediamo con ordine.

San Pellegrino Terme e la sua storia

La cittadina sorse dalla fusione in un unico nucleo di alcuni insediamenti rurali.

Da molti secoli si era a conoscenza delle straordinarie qualità delle sue acque, ma il primo complesso termale venne fondato solo nel 1840. Da qui il paese iniziò un rapido e continuo processo di espansione e sviluppo.

San Pellegrino divenne difatti una meta di villeggiatura molto ambita e questo contribuì, già ad inizio ‘900 in piena stagione della Belle Époque, all’edificazione di un’immagine sontuosa ed elegante di questo borgo: edifici lussuosi, viali alberati, fontane e giardini, in cui a spopolare è lo Stile Liberty.

San Pellegrino Terme: culla dello Stile Liberty nella Belle Époque

Il Grand Hotel

L’antico Grand Hotel, costruito nel 1905 sul progetto dell’architetto Romolo Squadrelli, si affaccia per oltre 120 metri sul Brembo. All’epoca era una delle più grandi strutture alberghiere di tutta Europa, impreziosito da una facciata ornata con sculture classiche e trionfi di maestria.

Sette piani e già provvisto di ascensori, elettricità, acqua calda e telefono in ognuna delle 250 stanze: un esempio di grande innovazione e lungimiranza.

Come una raffinata gentildonna d’altri tempi, nonostante i segni indiscussi dell’età ormai avanzata, si erge fiero e dignitoso suscitando stupore e ammirazione nel visitatore d’oggi come nell’ospite di allora.

Se chiudo gli occhi riesco ad immaginare la regina Margherita di Savoia fare il suo ingresso nell’ampio salone centrale e percorrere lo scalone sotto gli sguardi ammirati di tutti. O ancora mi pare di udire le soavi melodie provenire dalla sala del relax, componimenti del grande Pietro Mascagni che qui soggiornò qualche decade fa.

Purtroppo l’edificio venne costretto a chiudere in battenti nel 1979, incapace di reggere il confronto con il rapido evolversi dei tempi, ed oggi versa in uno stato di decadente abbandono.

Restiamo tutti in attesa di una soluzione che gli possa conferire nuovamente il meritato ruolo di grandezza.

L’antico Casinò

E ancora il Casinò, di un anno appena precedente, anch’esso figlio di Squadrelli, dotato di un ingresso scenografico caratterizzato dallo scalone monumentale e da moltissimi ambienti di estrema eleganza.

Quest’ultimo in particolare venne chiuso e riaperto più volte nel corso dei decenni, alternandone l’uso ad ambiente dedito al gioco d’azzardo e la valorizzazione delle attività termali finché, nel 1946, chiuse definitivamente.

All’epoca contribuì a conferire a San Pellegrino quell’incanto fiabesco tipico di un mondo popolato da reali e principesse, artisti e misteriosi mercanti.

Oggi costituisce un’impagabile testimonianza di storia e di stile e i suoi spazi vengono utilizzati per ospitare manifestazioni culturali e artistiche, eventi, funzioni e congressi.

Rammento ancora con calore quando, in età adolescenziale, mi esibivo nei miei saggi di danza classica sul palcoscenico di questo luogo…un’emozione ineguagliabile.

Più recentemente, una porzione della struttura è stata acquistata da una grande compagnia e riconvertita a spazio per accogliere l’innovativo complesso termale. Il fine ultimo di tale progetto è quello di permettere agli ospiti della spa di poter fruire della bellezza di questi ambienti, esempio unico dello Stile Liberty italiano.

Il casinò di San Pellegrino Terme in Val Brembana

Non avevo fotografie del casinò…così ho pensato di disotterrare le mie doti artistiche e realizzare un bozzetto 🙂

 

Le Vecchie Terme di San Pellegrino

Dovete sapere che le attività legate alle rigeneranti acque sorgive di questa terra risalgono a tempi molto lontani.

Le Vecchie Terme hanno costituito la spinta primaria alla crescita e al grande sviluppo di questa città.

Le proprietà benefiche delle fonti sono note già dai tempi medievali, ma risale al 1901 l’apertura dello Stabilimento dei Bagni e della Sala Bibite.

Si trattava di un ampio ambiente abbellito di affreschi e decori a tema mitologico, per riallacciarsi nell’aspetto così come nella funzione a alle grandiose terme dell’antichità romana.

Queste acque sono state sfruttate nei decenni da moltissimi specialisti in campo medico per garantire cure e terapie a pazienti affetti dai disturbi più svariati.

Ma lo stabilimento non era solo un luogo nel quale potersi curare: i pazienti potevano allietarsi passeggiando nel giardino, sorseggiare un caffè presso uno dei punti di ristoro o intrattenersi nella lussuosa sala da ballo.

Cosa fare a San Pellegrino Terme?

Se è vero che negli anni la cittadina ha perso molto in termini di numeri e di turismo, lo stesso non può dirsi del suo fascino e dell’ampia e variegata offerta di attività e attrazioni che può offrire al visitatore odierno.

D’altronde siamo in Val Brembana, una magica terra contrassegnata da una natura incontaminata che qui è protagonista assoluta.

 

Escursionismo e trekking

Per gli amanti dell’escursionismo e del trekking montano, molte sono le opzioni disponibili.

Ambite raggiungere la vetta su cui si erge dominante sulla vallata la grande croce in ferro? Allora imboccate il percorso per il Monte Zucco

A circa 1000 metri di altitudine troverete invece Sussia, un piccolo borgo montano raggiungibile da San Pellegrino in un’ora di cammino.

Passando presso il Ronco troverete invece una piacevole area di pascolo montano dove liberare la mente e rilassare il corpo osservando le peculiarità  naturali del verde paesaggio attorno a voi.

Trekking ed escursionismo in Val Brembana

Mentre affronto uno dei molti percorsi di trekking sui sentieri delle Orobie Bergamasche

 

La Ciclovia della Val Brembana

E se alla passeggiata privilegiate il biking, anche in questo caso San Pellegrino non vi lascerà a bocca asciutta.

Avete mai sentito parlare della Ciclovia della Valle Brembana?

Mi riferisco ad una lunga pista ciclo-pedonale che da Zogno giunge sino a Piazza Brembana, attraversando borghi, fiumi e paesaggi montani per oltre 21 chilometri.

La particolarità di questo percorso risiede nel fatto che in alcuni tratti la pista si inoltra nelle vecchie gallerie che un tempo permettevano ai treni di attraversare le montagne.

Le ex ferrovie vennero inaugurate nel 1906 e servivano per il trasporto di merci e persone da Bergamo a San Pellegrino Terme. Nei successivi vent’anni il tratto venne prolungato fino a Piazza Brembana e rimase in uso sino al 1966, quando il trenino venne sostituito dagli autobus.

Diverse sono le opportunità di sosta durante il percorso, a partire dal Museo Della Valle del comune di Zogno sino agli svariati punti di ristoro alimentari dove potervi deliziare con uno spuntino autoctono (un consiglio spassionato? Degustate i famosi prodotti caseari della zona!).

QC Terme: una spa di lusso fra passato e modernità

Qui potrete rilassarvi all’interno di una cornice unica, fra sontuosi affreschi ed lussuosi saloni. Come è espresso sul sito ufficiale: “Un gioiello del passato che ora guarda al futuro”.

A QC Terme le acque delle falde naturali vengono riscaldate a 36° e portate ad una temperatura più gradevole, proprio come era in voga presso gli antichi abitanti della nostra capitale.

Il percorso benessere nel quale potrete cimentarvi è composto da trenta diverse pratiche intervallate da moltissime sale relax, nelle abbandonarvi alla lettura, al riposo o semplicemente al silenzio.

Ciliegina sulla torta: le stupefacenti viste panoramiche sul paesaggio circostante.

Potrete selezionare due diverse forme di ingresso: quella giornaliera oppure quella serale (valida dalle 18:00 alle 23:00). Entrambe includono nel biglietto l’aperitime: un momento particolare in cui ai vari ospiti viene offerto un elegante aperitivo…in accappatoio! Un’idea sicuramente originale ?

Per ogni informazione aggiornata rivolgetevi al sito ufficiale QC Terme San Pellegrino.

 

Le terme di San Pellegrino dall'esterno

Il complesso termale di San Pellegrino. Fotografia di Giovanni Marcello

Dulcis in fundo: l’offerta gastronomica che non vi deluderà

Dopo una piacevole passeggiata sul Brembo e fra i vicoletti della cittadina, perché non riscaldare membra e spirito concedendovi un’invitante tazza di cioccolata fumante accompagnata, perché no, dalla patisserie francais negli accoglienti locali di Bigio?

In questo hotel dal 1934 si preparano dolci casalinghi e piatti sfiziosi di grande qualità.

Mi raccomando, se incappate in questo posto, non dimenticatevi di assaggiare i biscotti di Bigio: dolci e friabili, le deliziose mezzelune vanigliate sono ottime compagne di tè e caffè!

Durante la stagione calda, invece, il tramontar del sole costituirà uno scenario perfetto per sorseggiare uno spritz servito con una view indimenticabile sul Grand Hotel illuminato dai bagliori dorati del cielo di fine giornata. Lungo Viale Papa Giovanni XXIII scoverete molti posticini adatti per godere di momento.

Per quanto riguarda pranzi e cene…beh, che ve lo scrivo a fare? Amici, siamo in Val Brembana, la patria del Branzi, del formai de mut e della polenta. Davvero credete che esista un locale in questo luogo in cui non possiate deliziarvi il palato con pietanze degne del banchetto di un Dio?

L’Acqua San Pellegrino: dalle Alpi al mondo intero

Un cenno particolare va rivolto sicuramente a LEI, la regina indiscutibile della città.

Ovunque nel mondo è conosciuta e apprezzata.

Un’acqua minerale naturale che è figlia della Val Brembana e che deve a questa terra il suo carattere amabile e il suo gusto inconfondibile.

Un lungo viaggio, quello di queste acque, che prosegue per oltre trent’anni prima di emergere dal suolo e dissetare le genti di ogni dove. Un gusto unico, che deve tutto al contatto con il suolo, con le rocce, con i sali minerali e gli oligoelementi inondanti queste falde.

Un ciclo di nascita continuo, dovuto ogni anno allo scioglimento delle nevi e alle piogge che si insinuano fra terra e roccia, purificandosi e arricchendosi nello svolgersi di molti anni, sino a regalarci lei: un’acqua unica al mondo.

Nel 1899 la società delle Terme di San Pellegrino imbottigliò la prima confezione e da quel momento lo sviluppo sempre maggiore del brand lo ha portato ad imporsi come uno dei principali simboli dell’italianità del mondo.

E fonda le sue radici proprio qui, amici…a casa nostra. Dobbiamo esserne super proud, non trovate?

Il 1961 è l’anno di nascita dello stabilimento, dove oltre 400 persone lavorano 24 ore al giorno per garantire l’efficace approvvigionamento di acqua ad oltre 120 nazioni.

Una fonte, un marchio di qualità, un grande orgoglio. Un’icona unica nel mondo.

Acqua-San-Pellegrino

 

Come arrivare a San Pellegrino Terme

Raggiungere San Pellegrino e la Val Brembana è molto semplice.

Dall’autostrada, chi proviene da Milano deve imboccare l’uscita Dalmine, mentre per chi arriva da Venezia l’uscita corretta è quella di Bergamo. In entrambi i casi seguire poi le indicazioni per la Val Brembana lungo la SS470.

Giunti a Villa d’Almé, il percorso si fa in seguito molto facile e praticamente sempre dritto.

Se volete raggiungere la Val Brembana con i mezzi pubblici, tenete presente che i treni si fermano alla stazione di Bergamo. Da qui dovrete poi salire su di un autobus in direzione della destinazione in valle da voi scelta.

San Pellegrino Terme: link e informazioni utili

Conclusioni e riflessioni

Forse non molti di voi conosceranno questa valle ed è probabile, se non certo, che esistano tantissimi altri luoghi al mondo e nel nostro Bel Paese di maggior attrattiva e opportunità.

Tuttavia per me non è del tutto così: la Val Brembana, San Pellegrino e tutti i piccoli borghi di questa terra straordinaria rappresentano un rifugio speciale.

Qui e in nessun altro luogo ho potuto costruire quel nido di tranquillità, edificato con l’amore e la genuinità, con il ritorno ad un legame primordiale con la Madre Terra e con le mie – le nostre – radici.

Forse è la verità: di altri posti meritevoli ne esistono all’infinito…

Ma è altrettanto inconfutabile che qui, in questa valle, potrete trascorrere momenti memorabili ed ineguagliabili, in un contesto che non è ancora (o non più) assaltato da quella macchina dagli enormi contrasti chiamata turismo.

E in un periodo arduo e sfidante come quello attuale, in cui il nostro amato paese sta affrontando la battaglia delle battaglie…ancor di più mi sento di consigliarvi un viaggio…futuro o mentale…nella mia amata Val Brembana.

Una stanzetta minuscola e nascosta di quell’eclettico palazzo che chiamiamo casa.

Un po’ come una mamma che per una vita intera ci ha accuditi e si è presa cura di noi…e che adesso ha bisogno delle nostre attenzioni. Lettori, amici…italiani: è giunto il momento di sdebitarci!

Ricambiamo tutto l’amore che la nostra terra, la patria della biodiversità più incredibile del pianeta, ha riservato a noi fino ad oggi.

RENDIAMO GRAZIE ALLA NOSTRA TERRA.

#visititaly

#visitvalbrembana

La gratitudine è non solo la più grande delle virtù, ma la madre di tutte le altre.

Cicerone

 

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VALENTINA
BERGAMO

Ciao! Mi chiamo Valentina, sono dell'ariete, ho più o meno 30 anni e sono un'inguaribile sognatrice! Le mie più grandi passioni, anzi, i miei amori, sono l'arte, la fotografia, la letteratura, la poesia e...il mondo! Ma il mondo quello vero,quello autentico, quello fatto di persone, di diversità, di odori, di sapori, di colori, di scorci, di inaspettati incontri...il mondo che ti fa innamorare e che ti fa dimenticare dell'esistenza dell'orologio. Dovete sapere che nella vita di tutti i giorni sono un'ansiosa cronica ossessivo compulsiva nei confronti del tempo: tempo che non c'è, che non basta mai, tempo che scorre, tempo rubato o tempo sprecato. Ma...quando sono nel MONDO, questo mondo VERO, il tempo non esiste, tutto si dilata e mi avvolge e l'unico ritmo che scandisce le mie giornate è quello del mio cuore che batte, che si sente vivo, che si emoziona e che si sente...a casa. Il mio sogno più grande? Vivere non viaggiando...ma VIVENDO questo mondo. Sempre. Costantemente. Sapete? I sogni...sono sogni perché prima o poi si avverano. Altrimenti si chiamerebbero utopie :)

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— Milan Kundera

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