Thailandia cultura e tradizioni
Asia Thailandia

Thailandia: cultura e tradizioni dalla terra dei sorrisi

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12 Maggio 2020

Quanti di voi, prima di partire alla volta di una nuova e misteriosa meta, si informano a fondo su cultura e tradizioni del luogo? Io cerco di farlo, anche se molto spesso, dalla lontananza fisica e spirituale del mio contesto di provenienza, non riesco ad affondare appieno le radici della mia mente nel cuore pulsante del luogo. Non in quello vero, non in quel nucleo vitale primigenio che irradia vita ed energia in ogni anfratto.

E così accade praticamente sempre che i posti mi colgano impreparata, sorprendendomi di continuo con sviluppi inaspettati. Un po’ come se a modo loro mi parlassero e mi dicessero: “Non puoi conoscere davvero qualcosa se quel qualcosa non lo vivi in prima persona, sperimentandolo sulla tua pelle, percependolo nelle tue membra, assorbendolo dalle tue iridi”.

Per cui, nonostante le svariate letture e ricerche preparatorie che caratterizzano la pre-partenza, mi congedo ogni volta da un luogo con una lista infinita di tematiche da approfondire. Curiosità da sfamare che mi permettono di continuare a viaggiare per molto tempo ancora dopo la fine del viaggio stesso.

Ed è un po’ quello che ho voluto fare dopo la mia breve ma intensa avventura in questa terra. Ho deciso di riportare in un articolo i miei approfondimenti riguardanti la Thailandia: curiosità, usanze e aneddoti che la rendono ancora più affascinante.

Un viaggio con la mente in Thailandia: cultura e tradizioni, curiosità ed usanze di un popolo millenario

 

Il Buddhismo thailandese: la scuola Theravada

Thailandia cultura e tradizioni: il buddhismo thailandese

Un tempietto degli spiriti fuori da un’abitazione thailandese, testimonianza delle influenze che le credenze popolari e gli antichi culti hanno avuto sul buddhismo

Parliamo della religione professata da circa il 95% della popolazione in questo paese.

Il Buddhismo, come tutti sanno, ha in ogni sua forma origine dagli insegnamenti del principe Siddharta Gautama, divenuto in seguito noto come il Buddha (l’illuminato, il risvegliato). Ma chi ha viaggiato in vari paesi asiatici sarà altresí al corrente del fatto che ne esistono varie declinazioni, differibili le une dalle altre in alcuni tratti.

Ricordo ad esempio che quando arrivai in Cambogia ed ebbi un incontro con il monaco direttore di un monastero a Battambang, rimasi sorpresa venendo a conoscenza che i monaci buddhisti cambogiani non potevano praticare le arti marziali (che io invece ritenevo essere una caratteristica primaria di questa forma religiosa).

Il buddhismo thailandese deriva principalmente da tre influenze:

  1. La scuola Thervada, proveniente dallo Sri Lanka.
  2. L’induismo vedico, che ha giocato un forte ruolo, proprio come nella vicina Cambogia, per cui molti riti odierni del buddhismo thailandese conservano tratti tipici di questa influenza.
  3. Per finire, anche la magia popolare e i rituali delle antiche religioni animiste, soprattutto nelle zone rurali, hanno impresso un segno ben visibile negli sviluppi della religiosità thai. Parliamo in particolare di discipline come l’astrologia, la numerologia o l’abitudine a costruire talismani protettivi. L’animismo è facilmente riconoscibile in particolar modo nella pratica diffusissima di edificare dei piccoli tempietti, solitamente collocati all’esterno delle abitazioni, dedicati a dare alloggio agli spiriti protettori del luogo.

Il monaco buddhista thailandese

Il buddhismo thailandese si distingue soprattutto per lo stretto legame con gli organi statali e con le tradizioni locali e per il fatto che i giovani monaci possono rimanere tali…anche solo per poco tempo!

Moltissimi ragazzini thailandesi si dedicano a questa vita monastica sin dalla giovanissima età. I motivi principali che li spingono ad intraprendere questa strada sono legati alla possibilità di accedere ad una forma di istruzione (soprattutto nelle zone rurali, dove questa spesso è l’unica opportunità per andare a scuola). Anche se negli ultimi tempi l’istituzione di un sistema didattico nazionale ha di molto modificato la situazione.

Generalmente un novizio può essere ordinato monaco dopo l’età di 20 anni. Quello che molti non sanno è che la maggior parte dei monaci abbandona il servizio dopo un periodo di 1-3 anni per tornare alla vita secolare, sposarsi e dedicarsi alla famiglia. E oltretutto, il fatto di aver preso parte alla vita monastica li rende un partito molto migliore! Per il matrimonio ma anche come candidati a posizioni di leadership nelle gerarchie governative del villaggio.

Praticamente quasi tutti i maschi della popolazione trascorrono un periodo di vita monastica secondo una linea temporale che si basa sul numero tre: 3 giorni, 3 settimane, 3 mesi o fino a 3 anni. C’è naturalmente poi chi decide di dedicarvisi per tutta la vita

Ma come si svolge una preghiera buddhista thailandese?

Come si svolge la preghiera buddhista

Fedeli in preghiera all’interno del Wat Bowonniwet

In sé la preghiera costituisce un atto personale e unico per ogni fedele. Si tratta di un dialogo spirituale che aiuta la concentrazione mentale ed emotiva.

Tuttavia esiste una sorta di procedura da seguire.

Innanzitutto, si deve accendere una candela che va poi posizionata fra le altre di fronte alla statua del Buddha. A seguire si ripongono dei fiori nell’acqua di una bacinella, prima di procedere con l’accensione dei bastoncini di incenso. Questi saranno sempre tre (un numero che ricompare spesso nel buddhismo), a rappresentazione della Triplice Gemma: il Buddha, il Dhamma (il suo insegnamento) e lo Sangha (l’ordine dei monaci).

Il fedele si dispone dunque in posizione inginocchiata, con i piedi rivolti verso il retro per non offendere la divinità.

Inizia così a recitare nell’intimità della sua mente alcune frasi in lingua antica tratte dalle Sacre Scritture. A seguire, sempre mantenendo i bastoncini fra le mani, prosegue con la preghiera vera e propria che assumerà un aspetto più personale, riferendosi alla famiglia, alla salute o insomma a tutto ciò che può riguardare la quotidianità della persona.

Al termine di ciò, il fedele posa l’incenso all’interno di un contenitore ricolmo di sabbia e si accomiata eseguendo per tre volte il classico inchino nel quale le mani giunte sulla fronte arrivano a sfiorare il suolo.

Detto questo, ora tutti sappiamo a cosa servono quei bellissimi oggettini che spesso si trovano in vendita ai banchetti posizionati all’esterno dei templi! 🙂

A cosa servono i fiori?

Thailandia cultura e tradizioni: a cosa servono i fiori in Thailandia?

I fiori adornano una statua del Buddha all’interno del Golden Mount

I fiori hanno un significato molto importante in quanto legati alle cerimonie di culto religiose.

Spesso i fedeli che si recano al tempio portano delle ghirlande di fiori, generalmente gelsomini, con le quali adornano le statue di Buddha.

I fiori, inoltre, vengono utilizzati in abbondanza in moltissime cerimonie (ad esempio durante i matrimoni) e altresì rappresentano un addobbo molto comune per le case e le automobili. Anche Sunan (la mia guida a Bangkok) sullo specchietto retrovisore del suo tuk-tuk aveva una piccola ghirlanda di gelsomini :): la cosiddetta phuang malai (una sorta di amuleto che protegge dagli spiriti cattivi).

Il fatto è che spesso ai fiori viene attribuito un valore di portafortuna (e qui torniamo alle influenze sul buddhismo thailandese da parte del folklore locale)

A Bangkok esiste un mercato dei fiori meraviglioso aperto tutti i giorni che vi consiglio tantissimo: il Pak Khlong Talat. È il più grande ed antico mercato dei fiori della città. I fiori che vi si vendono vengono coltivati per la maggior parte nelle zone limitrofe o nel nord della nazione, specialmente a Chiang Mai o Chiang Rai . Se ne trovano di tutti i tipi: gelsomini, rose, orchidee, frangipani.

I templi thailandesi

I templi thailandesi

Il Wat Intharawihan a Bangkok

Sono generalmente caratterizzati da imponenti stupa dorati, architetture che simboleggiano il percorso spirituale per raggiungere uno stato di risveglio ed illuminazione. Di solito vengono adibiti ad ospitare importanti reliquie del Buddha.

Generalmente i complessi religiosi che includono i templi vengono detti wat e includono anche altre strutture, come le abitazioni dei monaci, scuole, librerie.

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A cosa servono le campane nei templi?

A cosa servono le campane nei templi?

Le campane del Golden Mount

Si dice che il loro tintinnio al vento assolva a funzioni protettive ed evocative delle divinità, con lo scopo di allontanare le forze del male e di avvicinare quelle del bene. Inoltre, il suono della campana schiarisce la mente e per questo viene utilizzata come ausilio nella meditazione, per richiamare un profondo stato di rilassamento.

E credetemi…esse sanno assolvere appieno questo loro compito!

Le diverse posizioni del Buddha nei templi thailandesi

Le diverse posizioni del Buddha nei templi thailandesi

Il Buddha Bhumisparsa

Con il termina asana si intende la posizione del corpo in cui il Buddha è rappresentato, mentre con mudra ci riferiamo alla postura delle mani.

Esistono fondamentalmente quattro mudra principali:

  1. Il Buddha in piedi (Abhaya mudra) con una mano alzata, a simboleggiare protezione per i fedeli
  2. Il Buddha seduto (Bhumisparsa) con la mano sinistra sul grembo e la destra poggiata al pavimento, che rappresenta un episodio importantissimo della vita del Buddha (la meditazione sotto l’albero, quando venne tentato da satana e chiese alla madre terra di sostenerlo nella sua resistenza)
  3. Il Buddha Dhyana, in meditazione, seduto con le mani vicino al grembo, poste l’una sopra l’altra con i palmi rivolti al cielo
  4. Buddha Vitarka, con indice e pollice della mano che si toccano a rievocare il primo importante sermone del Buddha

Sapete come mai spesso i templi custodiscono al loro interno stagni o laghetti?

Come mai i sono gli stagni nei templi buddhisti?

Si tratta di una caratteristica legata ad un’altra forma di donazione: il fedele può mostrare compassione alimentando pesci e tartarughe.

Addirittura presso alcuni wat è possibile acquistare uccellini che vengono preventivamente rinchiusi nelle gabbie così che il benefattore li possa poi liberare (è risaputo che questi, molto spesso, vengono addestrati per far ritorno dal venditore loro proprietario). In Cambogia sono stata spesso spettatrice di questa particolare usanza

Come ci si comporta nei templi buddhisti?

Come ci si comporta nei templi buddhisti?

Vigono alcune semplici ma importanti regole da seguire per evitare di offendere i fedeli e la divinità:

  • Togliere le scarpe prima di entrare nel tempio ed evitare di calpestare la soglia (meglio scavalcarla)
  • NON rivolgere mai i piedi (la parte considerata più impura del corpo) verso la statua del Buddha
  • Evitare scambi sentimentali ed effusioni con partner e amici (anche il semplice sfiorarsi le mani può essere considerato irrispettoso)
  • Mantenete un tono della voce pacato, meglio ancora il silenzio
  • Vestirsi in maniera consona e rispettosa (banditi canotte, minigonne, shorts e via dicendo)
  • Se siete delle donzelle, mantenetevi a debita distanza da monaci e novizi e soprattutto non toccateli perché loro NON possono avere un contatto con le donne. Potrete parlare con loro tranquillamente, sempre con deferenza, ma non toccarli. Googlando ho scoperto in realtà che che il costume secondo cui i monaci non possono toccare le donne viene applicato solo in Thailandia. Il Buddha, nei suoi scritti, fa intendere che una donna potrebbe dimostrarsi una potente distrazione per l’uomo orientato verso la vita meditativa. Tuttavia mai accenna all’impurità o a qualità intrinsecamente negative delle donne stesse.
  • Ricordatevi che le immagini del Buddha non devono mai essere sfruttate in modo improprio quindi evitate di mostrare tatuaggi con questa effige (se ne avete copriteli) o di sfoggiare vestiti o accessori con questo “decoro”

Le processioni mattutine dei monaci per raccogliere le offerte

Si tratta di uno spettacolo molto suggestivo: la processione si svolge tutti i giorni al sorgere del sole, quando i monaci abbandonano i loro alloggi nei wat per inoltrarsi fra le vie delle città e dei villaggi elemosinando le offerte dei fedeli.

Si tratta di solito di beni alimentari e di uso quotidiano, che non vengono consegnati direttamente in mano ai monaci ma riposti in apposite ciotole che gli stessi tengono appese al collo.

La donna thailandese

Thailandia cultura e tradizioni: la condizione della donna

Non esiste un ordinamento monastico femminile, come invece accade in Sri Lanka o in Myanmar. Ci si aspetta dalle donne che partecipino alla vita religiosa in quanto fedeli laiche, impegnandosi nel proprio cammino spirituale intensamente in modo tale da poter rinascere (nella vita successiva) come uomo, che è considerata una condizione di maggior valore.

La Thailandia è stato uno dei primi paesi asiatici a conferire il potere di voto alle donne (nel 1932), nonostante queste restino tutt’oggi poco rappresentate a livello politico e ricoprono in generale nel tessuto sociale un ruolo molto più marginale. Molte di loro lavorano ma sono ancora oggetto di discriminazioni e ineguaglianze a livello salariale.

Il turismo del sesso

Il mercato della prostituzione thailandese è noto (e aggiungerei “tristemente” per quanto mi riguarda) in tutto il mondo, sempre più integrato e regolamentato anche a livello ufficiale, nonostante venga indicata come illegale.

Il fenomeno parrebbe in diminuzione, ma dovete sapere che la cultura thailandese non discrimina questa pratica, considerandola spesso un lavoro alla stregua di molti altri. Il sesso prima del matrimonio (e occasionalmente al di fuori dello stesso) con le prostitute è accettato dalla maggioranza della popolazione thailandese.

Nelle grandi città e soprattutto a Bangkok, il mercato del sesso rappresenta un business importante, spesso gestito dai cinesi (che strano vero?). Vi sono moltissimi quartieri a luci rosse (il più noto è Patpong) tempestati da decine e decine di locali notturni dove il turista può trovare facile compagnia o assistere a show piuttosto originali.

Le diverse forme di prostituzione

  • Massaggi erotici o sessuali (che spesso includono anche masturbazione, sesso orale e a volte un vero e proprio rapporto completo)
  • Esibizioni nei night club o nei go go bar: in questo caso le prostitute sono molto più simili ad intrattenitrici o a spogliarelliste, anche se spesso piuttosto “spinte”
  • ladyboy (i transessuali) che non solo si vedono all’interno dei locali notturni dove offrono i loro servizi, ma anche comunemente nella vita di tutti i giorni come commessi, camerieri, ecc. Alla reception della nostra guesthouse a Bangkok vi era infatti una transessuale! In Thailandia vengono indetti dei veri e propri concorsi di bellezza e sfilate di moda per i ladyboy, considerati tra i più belli del mondo nel loro genere. Sono talmente beli che a volte il turista sessuale ne viene attratto scambiandoli per fanciulle e correndo grossi rischi!
  • Gay e omosessuali (si parla però solo di uomini)
  • tomboyin pratica le lesbiche, caratterizzate da spiccati atteggiamenti maschili, riscontrabili anche nel taglio di capelli o nel look. Sono molto più rare però nell’ambito del turismo sessuale, generalmente si tratta di una condizione scelta dalla donna che si innamora di un’altra donna o semplicemente vuole sfuggire ad una condizione di maltrattamenti e noncuranza a cui spesso le mogli thailandesi vengono sottoposte nel matrimonio

La simbologia dell’elefante

Wat Bowonniwet chedi con particolare della statua dell'elefante

Molto diffusa in Thailandia perché è considerato un animale sacro da questo popolo.

L’elefante asiatico è un animale molto venerato e oggetto di un grande culto che si tramanda da moltissime generazioni. Simbolo di casate importanti, viene spesso riprodotto a decorare edifici di culto in sculture e rappresentazioni pittoriche.

Si tratta dell’animale sacro del Buddhismo, la religione predominante in Thailandia, simbolo di pace, potere e prosperità. Nei secoli infatti il solo fatto di possedere molti elefanti conferiva ai regni ruoli di prestigio, sicurezza e forza.

Addirittura è stata istituita una festa nazionale per celebrare questo animale, che si tiene ogni 13 marzo ed esiste a Bangkok un museo a lui dedicato.

L’elefante asiatico si caratterizza per il tipico manto bianco, colore che incarna la purezza e la fertilità. Vi è un’usanza per cui quando una donna è in attesa di un bimbo, viene invitata a passare per tre volte sotto la pancia di questo animale per garantire a lei e al futuro nascituro fortuna e prosperità.

Naturalmente l’elefante viene anche sfruttato in ambito lavorativo per il trasporto delle merci o come mezzo per spostarsi. 

Un animale a rischio

Purtroppo oggi in Thailandia sono rimasti poco più di 4000 esemplari, soprattutto a causa dell’avvento del turismo di massa che ha contribuito a sminuirne l’importanza e a fomentare uno sfruttamento intensivo (e aggiungerei immorale) di questo animale a scopi ben poco nobili.

Ricordatevi, non mi stancherò mai di ripeterlo, di viaggiare con consapevolezza e rispetto, tenendo presente che dietro ad ogni vostra scelta si cela sempre una conseguenza che può essere positiva o anche negativa. Se volete fare un’esperienza di incontro con gli elefanti in Asia, selezionate con cura l’organizzazione alla quale vi rivolgete e…vi prego…evitate giretti turistici in groppa a questo splendido pachiderma che merita rispetto e tutela.

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La muai thai: lo sport nazionale

Si tratta di un’antica tecnica di lotta thailandese nota anche come thai boxe o boxe thailandese.

È anche molto conosciuta come “l’arte degli otto arti” perché rispetto al pugilato, dove vengono sfruttate solo due parti del corpo, qui ne vengono prese in causa otto essendo che sono permessi anche calci, ginocchiate ecc.

Ha origini molto antiche, addirittura alcune teorie asseriscono che preceda l’anno zero, e legate alle pratiche di alcune monaci indiani che arrivarono in questa regione dall’India.

Inizialmente era utilizzato solo in guerra o per difesa personale, ma nel tempo si è affermata come attività sportiva.

Interessante sapere che fino al 1920 questa è stata una disciplina scolastica e veniva praticata senza l’uso di protezioni (tutt’al più i combattenti si fasciavano le mani con delle corde).

La regolamentazione della muai thai da parte del governo avvenne negli anni Trenta, quando furono introdotti l’obbligo dei ring, dei guantoni e delle categorie di peso e bandito il ricorso alle tecniche letali (insegnati e permessi invece fra le fila dell’esercito).

Va inoltre detto che la muai thai è molto legata alla religione e alla spiritualità.

Infatti i lottatori sono sempre guarniti da amuleti che ne aumentano la forza e la fortuna. Inoltre prima di ogni combattimento si svolge un vero e proprio rituale a tempo di musica, a scopo propiziatorio e di ringraziamento nei confronti del maestro degli atleti.

Cosa sono le longtail boats

L'imbarcazione tipica usata sui canali di Bangkok

Trattasi della tradizionale barca a coda lunga che in Thailandia è divenuta ormai un’icona.

Parliamo dell’imbarcazione che originariamente veniva utilizzata a Bangkok per attraversare i canali. Ora che gli stessi sono stati sostituiti per la maggior parte dalle strade, molte di queste barchette sono state trasportate sulla costa e impiegate nel trasporto verso le isole.

Strette e lunghe, queste boats sono progettate appositamente per passare sotto ai ponti che attraversano i klongs, molto bassi soprattutto durante la stagione dei monsoni. All’interno non vi sono camminamenti ma panche lignee che le attraversano da una parte all’altra. In pratica, ci si muove spostandosi sul bordo laterale (con le dovute cauzioni e mosse da equilibrista livello expert ovviamente :))

Per l’escursione sui Thonburi Klongs a Bangkok ho utilizzato proprio una di queste barchette!

Il ngob, il cappello tipico thailandese

Thailandia cultura e tradizioni:: il cappello tipico thailandese

Stiamo parlando del cappello caratteristico delle popolazioni contadine, quello indossato dai coltivatori di riso.

L’arte di realizzare questi cappelli ha una tradizione molto antica e richiede grandissime abilità.

Il luogo in cui vengono prodotti è soprattutto Bang Pahan nel distretto di Ayutthaya, dove una grande fetta dell’economia locale ruota attorno alla produzione hand made degli ngob. 

Questo cappello esiste solo in Thailandia e rappresenta il simbolo della saggezza contadina e locale.

Il combattimento fra galli

Combattimenti fra galli in Thailandia

Alcuni galli da combattimento tenuti nelle loro gabbie su di un’imbarcazione a Bangkok

I galli da combattimento thailandesi sono noti in tutta l’Asia per la loro grande bellezza ed abilità nel combattimento, una pratica molto diffusa in queste regioni.

Vengono allevati dalla popolazione per questo genere di competizioni sin da tempi antichissimi e questa pratica anima praticamente ogni festeggiamento che si svolge nel Paese.

Durante i combattimenti le persone scommettono e l’atmosfera si fa davvero molto concitata. 

Naturalmente non posso in cuor mio sostenere una pratica come questa che ritengo assolutamente crudele ed irrispettosa. Mi rendo conto tuttavia che si tratta di una sfaccettatura non indifferente di questa cultura, per cui mi sento in dovere di darne testimonianza, avendo io stessa assistito più volte (non volontariamente ma per esservi incappata) a questo tipo di competizioni durante i miei viaggi in Asia.

Thailandia fra cultura e tradizioni: informazioni di viaggio

  • Quando andare? Il periodo migliore per visitare Bangkok è fra novembre e marzo, quando le temperature non sono troppo alte (e credetemi che gironzolare con 35/40 gradi a fine aprile non è stata una passeggiata)
  • Il visto per la Thailandia è molto semplice da ottenere: al momento a qualsiasi cittadino occidentale viene rilasciato un visto gratuito di 30 giorni al momento dello sbarco. Se volete trattenervi per un periodo maggiore, rivolgetevi al Consolato Italiano o all’Ambasciata thailandese presente in Italia a Milano, Genova e Torino.
  • La moneta thailandese è il Bath (il cambio attuale è 1 bath=0,30 euro ma controllare sempre in tempo reale). Tenete conto che il governo applica una tassa di 150 bath (al momento) su qualsiasi prelievo effettuato in Thailandia.
  • Non abbiate fretta: il Buddhismo è la filosofia della meditazione e concepisce una sorta di concetto di “atemporalità”. Se vi darete una scadenza o vi obbligherete ad esperire uno di questi luoghi con il tempo contato, perderete in partenza, in quanto non riuscirete a calarvi completamente in quella meravigliosa atmosfera che essi sapranno regalarvi
  • Per un giro piuttosto completo della durata di una mezza giornata, affidatevi ad un tuk-tuk e non pagate più di 250/300 bath (fuori Bangkok anche meno)
  • Non impazzite cercando ristoranti o locali super recensiti sul web: la Thailandia è nota per il suo spettacolare street  food…fermatevi per la strada e assaggiate, assaggiate e ASSAGGIATE ANCORA!! E se non l’avete ancora fatto, leggete l’articolo Mangiare a Bangkok: il Pad Thai migliore (e non solo!)

 

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VALENTINA
BERGAMO

Ciao! Mi chiamo Valentina, sono dell'ariete, ho più o meno 30 anni e sono un'inguaribile sognatrice! Le mie più grandi passioni, anzi, i miei amori, sono l'arte, la fotografia, la letteratura, la poesia e...il mondo! Ma il mondo quello vero,quello autentico, quello fatto di persone, di diversità, di odori, di sapori, di colori, di scorci, di inaspettati incontri...il mondo che ti fa innamorare e che ti fa dimenticare dell'esistenza dell'orologio. Dovete sapere che nella vita di tutti i giorni sono un'ansiosa cronica ossessivo compulsiva nei confronti del tempo: tempo che non c'è, che non basta mai, tempo che scorre, tempo rubato o tempo sprecato. Ma...quando sono nel MONDO, questo mondo VERO, il tempo non esiste, tutto si dilata e mi avvolge e l'unico ritmo che scandisce le mie giornate è quello del mio cuore che batte, che si sente vivo, che si emoziona e che si sente...a casa. Il mio sogno più grande? Vivere non viaggiando...ma VIVENDO questo mondo. Sempre. Costantemente. Sapete? I sogni...sono sogni perché prima o poi si avverano. Altrimenti si chiamerebbero utopie :)

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— Milan Kundera

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