Istanbul vista dai tetti del Gran Bazar
Turchia

Turchia in 10 giorni: itinerario dalla Cappadocia a Istanbul

on
10 Febbraio 2020

Turchia: 10 giorni di viaggio che si traducono in un sogno che si avvera. Sentivo il richiamo di questa terra da moltissimo tempo e finalmente, dopo una lunga attesa e una grande opera di convincimento verso Enrico, riesco a rispondere alla chiamata.
Spesso si dice che le aspettative superino di gran lunga la realtà. In particolare quando si desidera qualcosa da così tanto tempo…il rischio che si corre è quello di un’idealizzazione utopica dell’oggetto bramato. Con l’inevitabile risultato di una speranza esaudita solo per metà.
La Turchia, beh…lei è stata l’eccezione che ha confermato la regola!
Dalla Cappadocia ad Istanbul, ho assaporato ogni singola tappa di questo sorprendente itinerario. E dalla realtà alla magia…il passo è stato inevitabile.

Anche voi sognate di esplorare la Turchia? 10 giorni di itinerario dalla Cappadocia a Istanbul per trasformare in magia una realtà

Il volo da Bergamo parte con un ritardo di oltre due ore. Avevo letto sui vari forum che gli slittamenti d’orario sono tipici della Pegasus Airlines, ma come sempre mi convinco che a noi non sarebbe accaduto.

Questa volta mi sbaglio completamente.

Il ritardo di per sé non sarebbe un grande problema, se non fosse che ad Istanbul abbiamo la coincidenza per un volo interno che ci porterà a Kayseri, nel cuore della tanto agognata Cappadocia.

Ma sì, non pensarci. Il volo partirà a quasi 4 ore dal primo atterraggio. Impossibile perderlo, anche con un ritardo di 2 ore, ne avremo altre 2 per ritirare i bagagli ed imbarcarli sul volo successivo. Non essere la solita paranoica.

Enrico, seduto sul sedile accanto al mio, mi guarda e sorride con la sua tipica espressione che ostenta sicurezza a dismisura. Non parla, ma con lo sguardo mi sta dicendo: “non preoccuparti e non fare l’ansiosa come al solito, vedrai che arriveremo in tempo, prenderemo il secondo volo e questa notte dormiremo nel nostro confortevole letto all’interno di un vero camino delle fate”.

Enrico ha sempre ragione quando si tratta delle mie ansie, la maggior parte delle volte infondate e solo deleterie per il mio equilibrio mentale.

A questo giro però, purtroppo…Enrico si sbaglia alla grande!!

Atterriamo ad Istanbul 45 minuti prima del decollo del nostro volo per la Cappadocia. Ci cimentiamo in una corsa talmente sfrenata da far invidia a Spidy Gonzales. Raggiungiamo grondanti di sudore il desk d’imbarco e scopriamo che…è stato chiuso 5 minuti prima.

Con le lacrime agli occhi prego la hostess di contattare il personale sull’aeromobile e di concederci uno strappo alla regola. L’aereo non è ancora decollato, abbiamo una possibilità…forse.

Con tutto il suo cortese buon impegno, non riesce però ad ottenere il permesso per lasciarci passare.

Sconsolati (e io incazzata come la peste nera) ci dirigiamo verso i banchi d’acquisto, con una mano sul portafoglio e l’altra sul cuore, preparati a separarci da un rene per acquistare due posti sul prossimo volo in partenza per Kayseri.

Sono le otto di sera. Alle quattro del mattino un autista verrà a prenderci nel nostro hotel ad Avanos. E ancora non sappiamo se riusciremo ad arrivarci, ad Avanos.

Alla fine, la sorte decide di tornare a farci visita: non solo troviamo un volo, ma riusciamo ad averlo ad un prezzo decente.

Alle 23 sbarchiamo a Kayseri, dove un transfer ci aspetta per portarci in hotel. Abbiamo 3 ore di sonno di fronte a noi, abbastanza per recuperare quel poco di energie necessarie ed esser pronti ad affrontare al meglio la prossima esilarante avventura!

PRIMA LEZIONE DA TENERE A MENTE: quando acquisti due voli separati, assicurati che vi sia un intervallo di almeno 6 ore di tempo fra l’uno e l’altro (dopo le 6 ore di ritardo, quanto meno…molte compagnie aeree risarciscono il biglietto).

GIORNO 1 | CAPPADOCIA

Il nostro itinerario di 10 giorni in Turchia parte dalla perla preziosa di questo paese che, scopriremo poi vivendolo, ha anche molto altro da offrire.

Sogniamo la Cappadocia da una vita intera e il nostro sogno si sta avverando.

E quando parlo di “sogno” non sto avvalendomi di un eufemismo!

Il nostro primo incontro con la Turchia è segnato da un momento di pura magia: un volo in mongolfiera di circa 2 ore per assistere alla nascita del sole sullo sconfinato e unico paesaggio della Cappadocia. Un’esperienza che, ancora oggi, mi fa venire la pelle d’oca.

Vi parlo approfonditamente della nostra avventura in Cappadocia nell’articolo Visitare la Cappadocia | Dalla mongolfiera al trekking esplorativo.

LEGGI ANCHE  Visitare la Cappadocia? Volo in mongolfiera e trekking nelle valli

Concluso il viaggio incredibile fra i cieli della Turchia, torniamo nel nostro hotel, che è già di per sé una meraviglia: il Sofa Hotel è collocato nel cuore di Avanos, il centro artigianale della Cappadocia famoso per i suoi laboratori di produzione di ceramiche. L’hotel è stato ricavato dalla restaurazione di 15 antiche tipiche abitazioni turche, mantenute completamente fedeli ai modelli originali, e dall’aggregazione di due quartieri collegandoli fra loro da cunicoli, grotte e gradinate.

La giornata è lunga di fronte a noi e prosegue con un trekking nella valle dei camini delle fate, con la visita all’Open Air Museum di Goreme e con il tour interessantissimo alla città sotterranea di Kaymakli.

Per pranzo ci concediamo un tipico pancakes turco cucinato da una signora che gestisce un banchetto sulla strada e che è così gentile da mostrarci anche tutto il procedimento di preparazione…una vera bontà!

Alloggio: Sofa Hotel

 

GIORNO 2 | AVANOS – KONYA – ANTALYA

Oggi ci attende un lunghissimo viaggio on the road che dalla valle di Avanos ci conduce fino a Konya, città nota per i Dervisci Rotanti, caratterizzata da una storia molto ricca che si pensa risalga addirittura al 9000 ac.

Consiglio spassionato: se avete a disposizione più giorni, dedicata alla Cappadocia almeno una giornata aggiuntiva e concedetevi di assaporare molti più aspetti di questo luogo unico al mondo.

Nel tragitto per Konya, ci fermiamo per una breve visita al Sultan Han Caravansarai: un grande caravanserraglio risalente al XIII secolo.

Fu un’importantissima tappa lungo la Via della Seta che attraversava l’Anatolia ed è caratterizzato da un grande cortile centrale circondato da magazzini, cucine e alloggi dove venivano ospitati animali e persone. Di grande interesse la piccola moschea a pianta quadrata (tipologia molto rara) collocata al centro del cortile, che serviva come luogo di preghiera per i viaggiatori.

Mevlana Jalal Addin Rumi è stato un grande poeta persiano, nonché teologo, studioso dell’Islam e mistico sufi del XIII secolo.

Il museo a lui dedicato a Konya è una tappa imprescindibile e racconta della sua vita, esponendo tutta una serie di suoi oggetto d’uso quotidiano, nonché antichi strumenti musicali e manoscritti. Di grande intensità è la visita al luogo della sua sepoltura, dove decine di pellegrini si prostrano in preghiera di fronte alla tomba di questo sufi, ancora oggi molto amato e rispettato.

Se volete assistere alla cerimonia dei dervisci rotanti, famosa in tutto il mondo, potete raggiungere il Centro Culturale Mevlana (proprio accanto all’omonimo museo): la cerimonia si svolge ogni sabato alle ore 20 e dura circa un’ora e mezza.

A Konya sono presenti anche moltissime moschee, ognuna delle quali con caratteristiche uniche e speciali.

Qui potrete anche visitare il giardino tropicale di farfalle più grande d’Europa.

La nostra pausa pranzo non poteva non essere a base del delizioso Etli Ekmek: il piatto tipico tradizionale più famoso di questa città. Si tratta di una versione molto particolare della nostra pizza (e dalla tradizione assai più longeva) farcita generalmente con carne trita, cipolle, pomodoro, spezie e formaggio: una vera libidine!

Proseguiamo verso Antalya, la tappa finale della giornata, dove alloggiamo in un hotel caratteristico e molto elegante e ci rilassiamo in serata passeggiando fra i pittoreschi vicoletti di questo villaggio sulla costa.

Alloggio: Dogan Hotel

 

GIORNO 3 | ANTALYA – KAS

Il tragitto che ci conduce a Kas è caratterizzato da un rincorrersi di vedute panoramiche sulla costa Lycia.

Fondamentalmente si tratta di una tipica e caratteristica piccola cittadina balneare, ancora non troppo nota al turismo d’oltre mare.

Ci concediamo qui una giornata all’insegna di mare e relax, nuotando nelle cristalline acque mediterranee e vagabondando fra le viuzze colorate dove micetti curiosi sbucano da ogni dove alla ricerca di uno spuntino e di qualche coccola.

La sera la nostra cena a base di pesce fresco grigliato si arricchisce di un emozionante momento di immersione nell’atmosfera quasi surreale della preghiera: al canto del muezzin, circondati dalle luci del villaggio e sormontati da un meraviglioso cielo stellato, ci sentiamo in sintonia con il mondo intero.

Prima della nanna, restiamo per un’oretta adagiati sulle ampie gradinate dell’anfiteatro ellenico, da cui la vista sulla città si tinge di un’atmosfera quasi fiabesca.

Alloggio: Kekova Hotel

 

GIORNO 4 E 5 | KAS – KABAK VALLEY

Dopo un’esperienza straordinaria di homestay presso una fattoria delle campagne circostanti, dove incontriamo una famiglia turca che ci ospita per un pranzo tradizionale che si dimostra uno dei migliori pasti di tutta la nostra vita, proseguiamo per quella che è la tappa forse più inaspettatamente sorprendente di questo itinerario in Turchia.

La Kabak Valley è una valle affacciata su di una piccola baia, raggiungibile solo tramite un breve e poco impegnativo trekking.

Potremmo definirla la patria dello stile di vita alternativo, dello yoga, della libertà.

Fiancheggiata da foreste di pini, questa valle custodisce circa una dozzina di diversi accampamenti in perfetto eco style ed è abitata da personaggi curiosi e da decine di randagelli fra gattini e cagnolini che ricevono cibo ed amore da tutti gli abitanti.

Il nostro alloggio è costituito da una rudimentale quanto graziosa casupola in legno immersa nella lussureggiante vegetazione.

Trascorriamo qui 2 intere giornate, deliziandoci dell’aurea di pace e armonia che sembra permeare ogni cellula di questa meraviglia incontaminata.

Il tempo trascorre così fra un tuffo e l’altro nel Mediterraneo, una gita in barca organizzata sul momento con un pescatore del posto (con tanto di cena a base di tonno procurata tramite una sofisticatissima tecnica di pesca: un filo di nylon appesa al…dito di Enry!) e momenti di totale relax ed introspezione sulla terrazza della struttura lignea centrale del nostro accampamento. Un ambiente meraviglioso, cosparso di comodissimi cuscinoni e arricchito da una vista speciale sulla baia sottostante.

Alloggio: Kabak Valley Camp 

GIORNO 6 | OLUDENIZ – FETHIYE – STRATONIKEIA – SELCUK

Il nostro itinerario in Turchia prosegue con una giornata impegnativa ed entusiasmante ci attende: partiamo di buon ora e un po’ a malincuore dalla Kabak Valley, promettendo a noi stessi che un giorno vi avremmo fatto ritorno, e ci dirigiamo a Oludeniz.

Da qui partirà il nostro trekking su di un breve tratto degli oltre 500 chilometri che costituiscono la Via Licia.

La Via Licia prende il nome dall’antica civiltà che un tempo abitava la zona e attraversa la penisola di Teke.

Il nostro trekking ha inizio dall’affascinante Kayakoy, un vero e proprio villaggio fantasma.

Non so dirvi se sia stata soltanto una mia personale percezione, ma vi assicuro che passeggiare fra le vie desolate di questo antico villaggio completamente deserto e potersi addentrare nelle abitazioni abbandonate comporta un’esperienza emotiva molto forte e a tratti quasi irreale.

L’aurea che avvolge questo villaggio è strana, potente, completamente tangibile e del tutto penetrante.

Nel XIX secolo Kayakoy era un villaggio fiorente e in piena attività, nel quale greci e turchi vivevano in perfetta armonia, fianco a fianco. Un terremoto distrusse la città negli anni Cinquanta, ma la vera causa che ne comportò l’abbandono fu la deportazione di massa della popolazione cristiana risalente al 1923, anno in cui venne firmata a Losanna la “Convenzione concernente lo scambio di popolazioni greche e turche”. Questa aveva l’assurdo obbiettivo di raggiungere l’omogeneità etnico-nazionale.

In pratica le minoranze islamiche in Grecia vennero trasferite in Turchia, e viceversa i greci ortodossi residenti in Turchia furono costretti ad abbandonarla alla volta della Grecia.

Dite la verità: a scuola questa storia non ve l’hanno insegnata, vero?

Dal villaggio fantasma la strada si inerpica sul lato della collina dove imbocchiamo il sentiero della Via Licia che in circa 3 ore di trekking ci porterà nell’altro lato della baia.

Gli scenari che si aprono di fronte alla nostra vista sono superlativi: completamente circondati da rocce e foreste, ammiriamo il panorama della costa che si staglia centinaia di metri al di sotto, increduli, come accade ogni volta, di fronte alla magica immensità di Madre Natura.

Abbastanza sfiniti ma soddisfatti, ci accingiamo a raggiungere la tappa successiva del viaggio: Stratonikeia.

Durante il tragitto ci fermiamo per pranzare presso il mercato del pesce di Fethiye: un piccolo angolo di colori, suoni, profumi nascosto nella città.

Qui, come in ogni altro mercato del mondo, la vita è frenetica, danzante, tutto si avvinghia attorno ad un cuore pulsante centrale, come se ogni banchetto, tettoia, mercante, mendicante e acquirente facessero parte di un unico grande organismo dotato di una propria vitalità.

Al banchetto centrale acquistiamo del pesce freschissimo, che per pochi euro ci viene abilmente cucinato da uno dei tanti ristoratori occupanti il perimetro del mercato: pane all’aglio, calamari fritti, polpo alla piastra, gamberoni grigliati e un contorno di alghe marine condite. Non potremmo desiderare niente di meglio.

Stratonikeia è una meta che ci coinvolge completamente: antico sito cariatico rinvenuto alla fine degli anni Settanta e presumibilmente risalente all’VIII secolo a.c, la città venne governata da diverse dinastie – macedoni, rodiani, romani – e durante il periodo bizantino divenne una sede titolare della Chiesa cattolica romana in Anatolia.

Il villaggio venne abitato anche durante il periodo Ottomano e sino al grande terremoto del 1952. Anche questo sito presenta i segni del grande scambio di popolazione che toccò il paese nel XX secolo e le tracce dell’abbandono qui sono ancora più evidenti e impressionanti, dovute anche al fatto che negli anni ’80 è stato poi popolato da una comunità di minatori che lavoravano in alcune miniere di carbone e lignite poco distanti.

Le abitazioni, all’interno delle quali è vietato introdursi per ovvi motivi di sicurezza (noi ovviamente non lo abbiamo fatto eheheheh), conservano interni perfettamente intatti e avvolti da un velo di fantasmagorica vitalità.

L’impressione è che queste case siano state abbandonate improvvisamente da un giorno all’altro: letti sfatti, tavole imbandite, giornali e accessori sparsi ovunque. Come in un set cinematografico relativo ad un film apocalittico. Un’esperienza sensazionale.

Di derivazione greco-romana, Stratonikeia è popolata da tutta una serie di straordinarie ricchezze architettoniche: impressionante il teatro che poteva ospitare dalle 10 alle 15 mila persone, nonché la cisterna, la necropoli, un tempio periptero di ordine ionico e numerosi monumenti religiosi dedicati a divinità greche.

Il sito è piuttosto sconosciuto e per questo quasi per nulla visitato e poco mantenuto, ma come mi è capitato all’interno dei templi di Angkor, questo velo di abbandono e trascuratezza mi trasmette una sensazione di affascinante degrado, con la natura che negli anni si è riappropriata dello spazio, con i greggi di pecore che pascolano fra colonne ed altari, con i resti di antiche anfore e monili che di tanto in tanto si rinvengono sul suolo, riportati alla luce dalle piogge che smuovono il terreno e ridonano al mondo tesori ormai dimenticati.

La sera ci concediamo una cena in un posto unico, un ristorante caratteristico e frequentato dalla sola gente del posto, dove è possibile cenare tenendo i piedi nell’acqua di piccole pozze naturali.

Raggiungiamo Selcuk per la notte, un punto di partenza strategico per le visite del giorno successivo.

Alloggio: hotel Cenka

 

GIORNO 7 | EPHESUS – SIRINCE VILLAGE – AYVALIK

La mattina ci svegliamo di buon ora e dopo una colazione in compagnia di una famiglia di adorabili gattini, raggiungiamo il sito di Ephesus, sede del Tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo.

Il sito è indescrivibile a parole: maestoso, imponente, ricco, vivo.

Esploriamo questa antichissima città greca risalente al X secolo a.c. e che fu una delle dodici città della lega Ionica. Oltre al Tempio di Artemide, ospita anche la maestosa Biblioteca di Celso: la terza più grande biblioteca di epoca romana dopo quelle di Alessandria e Pergamo, il cui contenuto venne interamente distrutto durante un incendio provocato da un terremoto o da un’invasione gotica nel 262 d.C.

La tappa seguente è il grazioso villaggio di Sirince, noto in tutta la Turchia per essere uno dei maggiori siti di produzione di vino.

Il villaggio venne fondato dalla popolazione greca in fuga da Efeso, che si insediò sulle montagne. Proprio per questo presenta tratti tipici di questa civiltà nelle sue pittoresche costruzioni e nei vicoletti costellati da negozietti e botteghe, dove la nostra resistenza viene messa a dura prova dalle innumerevoli tentazioni gastronomiche.

Terminiamo la giornata nella cittadina di Ayvalik, affacciata direttamente sul mare, una località dal carattere singolare e dal clima ospitale e sereno.

Qui alloggiamo in un posto incredibile: la Taksiyarhis Pension è ubicata all’interno di un’originale antica abitazione ottomana in legno di oltre 140 anni. Gli ospiti condividono così uno spazio magnifico, caratterizzato da una cucina e da alcune terrazze comuni che regalano una vista emozionante sulla città.

Prima della nanna, ci concediamo la nostra consueta cenetta a base di pesce in uno dei ristorantini locali e meno frequentati, circondati dai soliti randagelli che si contendono con noi i bocconi di baccalà alla piastra.

Alloggio: Taksiyarhis Pension

 

GIORNO 8 | LUNGO VIAGGIO VERSO ISTANBUL

La giornata odierna è caratterizzata da un lungo viaggio che ci condurrà presso la magica regina dell’antico impero bizantino.

Prima di affrontare le svariate centinaia di chilometri, decidiamo di concederci un ultimo giro nella città di Ayvalick: è poco dopo l’alba, la città si sta pian piano risvegliando. Le strade sono popolate da pochi audaci venditori che con aria assonnata stanno imbandendo le loto botteghe con la merce del giorno. Cagnoloni randagi gironzolano ovunque, incerti se avvicinarsi per una carezza o mantenere le distanze.

Mi piace, mi sento bene. Percepisco l’aria intatta del mattino sulla mia pelle, l’ossigeno puro delle prime ore del giorno entrare nei miei polmoni e riempirli di vita.

La banchina è silenziosa, si sentono solo le onde infrangersi sul molo. Un gattino sbuca dal terrazzo di una casa al primo piano, curioso ci osserva e sembra chiederci di attirarlo a noi.

Sento i ciottoli dei vicoli modellare le piante dei miei piedi. Il profumo del pane appena sfornato invade le mie narici. I raggi radenti del sole nascente si intrufolano nell’obbiettivo della reflex, donando agli scatti un’indoratura quasi magica. Una voce mi richiama alla realtà: Enrico mi raggiunge. È arrivato il momento dell’abbraccio mattutino, la mia fonte di energia.

Torniamo alla pensione, dove i gentili proprietari ci hanno preparato una ricca colazione fatta in casa. Ci godiamo ogni momento, silenziosi, assorbendo ogni stimolo.

E dopo un ultimo sguardo alla città, partiamo per il nostro lungo viaggio verso Istanbul, ricolmi di una ricchezza che nessuna banconota potrebbe mai donarci.

Sulla strada ci fermiamo a visitare le rovine di Troia, riconosciute dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

E qui la domanda ci sorge spontanea: chissà, poi, se le antiche gesta di Paride, Achille, Ettore e Ulisse rappresentano solo il risultato della fervida fantasia di un geniale scrittore oppure fondano le loro radici in eventi storici realmente accaduti?

A questa domanda, probabilmente, non troveremo mai una risposta. Ma forse, è molto meglio così: in un mondo in cui la magia è sostituita dall’utilitarismo, in cui la fantasia viene sormontata dalle notizie del TG e i sogni violentati dalla tendenza ad un duro realismo…lasciamo che almeno gli antichi miti e gli ancestrali eroi continuino ad abitare le menti e l’immaginazione di grandi e piccini.

GIORNO 9 e 10 | ISTANBUL

Gli ultimi due giorni del nostro itinerario in Turchia sono interamente dedicati a lei: la maestosa abitante del Bosforo, unica città al mondo ad essere divisa su due continenti, un cuore per metà asiatico e per metà europeo.

Per quanto riguarda Istanbul e tutte le ricchezze che vi sono da scoprire in questa città unica al mondo, vi rimando agli articoli La Istanbul alternativa: dai tetti del Gran Bazar al magico tramonto di Üsküdar e Istanbul: 10 cose da fare per vivere un’esperienza autentica.

LEGGI ANCHE  Istanbul: 10 cose da fare per vivere un'esperienza autentica

 

INFORMAZIONI PRATICHE

  • Quando andare: in genere i mesi migliori per il bel tempo sono Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre e Ottobre. In media, i mesi più caldi vanno da Giugno ad Agosto. Io consiglio la primavera o l’autunno, così da potervi godere al meglio tutte le meraviglie che il paese ha da offrire senza esser messi a dura prova dal caldo eccessivo. Noi abbiamo fatto questo viaggio ad agosto ed effettivamente in alcuni attimi ci siamo sentiti abbastanza sopraffatti dalle elevate temperature
  • La moneta turca è la lira turca e al momento il cambio è 1 lira = 0.16 euro (da verificare sempre al momento naturalmente)
  • Documenti necessari: per i cittadini italiani è sufficiente la carta d’identità con validità residua di almeno 6 mesi. IMPORTANTE: non sono ammesse le carte di identità con timbro di rinnovo o proroga
  • Durata del volo: dall’Italia raggiungerete Istanbul in meno di 3 ore e si possono trovare biglietti anche ad ottimi prezzi (70/100 euro andata e ritorno)
  • Elettricità: le prese di corrente sono a 220 volt e sono diverse da quelle italiane, munitevi di un adattatore
  • Parliamo di costi: la Turchia è un paese straordinario e molto economico. Potete trovare sistemazioni per la notte a 15/20 euro per camera doppia e pranzare o cenare con 5 euro (e non parlo solo di street food)
  • Sicurezza in Turchia: nemmeno volevo inserire questo paragrafo, considerando quanto mi fanno arrabbiare certi pregiudizi che, complici i media, continuano a dilagare nella nostra società, mettendo in ginocchio un paese la cui economia versa già di per sé in condizioni molto critiche. Sfatiamo tuttavia un mito: VIAGGIARE IN TURCHIA E SOPRATTUTTO NEI LUOGHI DI MAGGIOR INTERESSE TURISTICO È COMPLETAMENTE SICURO! Sarete sottoposti a maggior rischio in una grande capitale europea (Roma e Milano incluse) che non ad Istanbul. Non precludetevi un viaggio in questa terra magnifica solo PER SENTITO DIRE da qualcuno che nemmeno si è preso il disturbo di informarsi sul serio.

ERKAN: LA NOSTRA GUIDA TURCA PER UN’ESPERIENZA AUTENTICA

Vi è piaciuto l’articolo sul nostro itinerario di 10 giorni in Turchia? Se volete vivere un’esperienza autentica, scrivetemi e vi metterò in contatto con Erkan. Con lui, oggi un grande amico, abbiamo vissuto un tour magico attraversando questa terra che molto spesso viene dimenticata ma che rappresenta un luogo unico e costellato da siti e bellezze straordinarie.

Non esitate ? scrivetemi QUI

 

 

 

TAGS
RELATED POSTS

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

VALENTINA
BERGAMO

Ciao! Mi chiamo Valentina, sono dell'ariete, ho più o meno 30 anni e sono un'inguaribile sognatrice! Le mie più grandi passioni, anzi, i miei amori, sono l'arte, la fotografia, la letteratura, la poesia e...il mondo! Ma il mondo quello vero,quello autentico, quello fatto di persone, di diversità, di odori, di sapori, di colori, di scorci, di inaspettati incontri...il mondo che ti fa innamorare e che ti fa dimenticare dell'esistenza dell'orologio. Dovete sapere che nella vita di tutti i giorni sono un'ansiosa cronica ossessivo compulsiva nei confronti del tempo: tempo che non c'è, che non basta mai, tempo che scorre, tempo rubato o tempo sprecato. Ma...quando sono nel MONDO, questo mondo VERO, il tempo non esiste, tutto si dilata e mi avvolge e l'unico ritmo che scandisce le mie giornate è quello del mio cuore che batte, che si sente vivo, che si emoziona e che si sente...a casa. Il mio sogno più grande? Vivere non viaggiando...ma VIVENDO questo mondo. Sempre. Costantemente. Sapete? I sogni...sono sogni perché prima o poi si avverano. Altrimenti si chiamerebbero utopie :)

citazioni di viaggio

Seguite l’impulso del momento (senza programmare nulla, nel giro di otto ore) e salite su un aereo o fate il pieno alla macchina e partite. La meta non ha importanza. L’obiettivo è viaggiare con poco bagaglio, stendere le ali e mettere alla prova la vostra capacità di mollare tutto. Lanciarsi istintivamente in un’avventura e allontanarsi per un po’ dalla propria vita è una sensazione straordinaria di libertà.

— Lynn Gordon

Blog della community Travel Blogger Italiane

Iscriviti alla NEWSLETTER per restare aggiornato

sui vagabondaggi per il mondo di CLIC my TRIP

e sulle nostre avventure australiane!

Lo prometto: non intaserò la tua casella di posta elettronica! :)

CI STAI?

 

La tua iscrizione è completata!

There was an error while trying to send your request. Please try again.

CLIC my TRIP will use the information you provide on this form to be in touch with you and to provide updates and marketing.