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Vivere all’estero e la malinconia di casa

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14 Marzo 2020

Vivere all'estero

E chi l’ha detto, che per gli spiriti nomadi come noi, sia sempre così facile vivere per molto tempo lontano da casa e dalle persone a cui si vuol bene?

Sono passati quasi 11 mesi, ormai, dal nostro arrivo in Australia. Oltre un anno, da quando abbiamo deciso di trasferirci a vivere all’estero. Sono stati mesi pazzeschi: intensi, difficili, sorprendenti, a volte deludenti. Sicuramente rapidi. Non me ne sto ancora rendendo conto.

Oggi, amici, sto riflettendo sul fatto che presto prenderò un volo e tornerò…a casa. Tornerò alla mia vita. Tornerò a tutto ciò che mai avrei pensato mi sarebbe potuto mancare, e invece…

Quando arriva quel momento…

E invece arriva per tutti quel momento. Arriva anche per chi non ha il coraggio di ammetterlo. I primi periodi il tempo se li divora, attanagliati nel vortice della novità, dell’entusiasmo, della scoperta.

Ma poi un giorno ti svegli e inizi a sentire quella strana sensazione di incompletezza, come un formicolio allo stomaco. Cerchi di evitarla, ma ogni giorno si ripresenta, puntuale come il canto del gallo la mattina.

“Macché, impossibile! Io sogno da sempre di vivere all’estero, lontano da casa, di allontanarmi da quella routine che tanto odiavo e che mi stava facendo impazzire! Sarà semplicemente un periodo transitorio, saranno gli ormoni…la primavera si avvicina!”. Possiamo raccontarci tutte le scuse del mondo, ma questo non cambierà le cose.

Un giorno ci guarderemo allo specchio e di fronte a noi stessi dovremo ammettere quella che per uno spirito nomade e viaggiatore può sembrare un’agghiacciante verità: sentiamo la malinconia di casa nostra.  

È accaduto anche a me.

Le persone, beh, loro…già lo sapevo. Ma i miei gatti…ma chi l’avrebbe detto? Non sto più nella pelle, voglio sentire il loro corpicino peloso e morbido sotto ai miei polpastrelli.

E poi le routine, anche loro…pazzesco vero? Chi l’avrebbe mai detto che a me, cittadina del mondo, sarebbe mancata la noiosa e tanto rifuggita routine quotidiana? Eppure, eccomi qui. A sognare le cene con la mamma, la nonna e Lucrezia. Ad aspettare le mie mattinate di allenamento al box, i venerdì sera a cena con le amiche, i pomeriggi alla scrivania di casa a lavorare al blog e al museo, gli appuntamenti dall’estetista, la mia camera in disordine, le torte salate della mamma.

E la stazione di servizio: in Italia per motivi di lavoro percorrevo quasi 200 chilometri al giorno e ogni mattina dovevo recarmi dal distributore e fare il pieno.

Mi manca anche questo, qua…dove da oltre 10 mesi non ho un’auto mia e mi affido ai mezzi pubblici per qualsiasi spostamento. Mi manca tutto, ragazzi, devo ammetterlo.

Ma uno spirito nomade…sentirà sempre la mancanza del mondo

Ma volete sapere cosa penso? Penso che non appena sarò rientrata a casa, avrò riabbracciato tutti, accarezzato i miei gatti, ripreso in mano la mia vita e risposato ogni routine…arriverà quel giorno in cui di nuovo mi guarderò allo specchio e dirò a me stessa: ma cosa ci faccio qui?

E allora…allora mi mancherà tutto il resto. Il monolocale con la vista sul fiume, la libreria del sabato pomeriggio, il Woolsworth sotto casa, il soy flat white della mattina, il tramonto dal ponte della sera, i canguri, gli eucalipto, i pappagalli… 

Ma allora non sei mai contenta!! Mi direte… E forse è proprio così. Forse è vero, non mi accontento mai.

Lo dico sempre, ad Enrico, quando un po’ per scherzo e un sul serio asserisce che sono una compagna complicata con cui vivere…che prima di lamentarsi, dovrebbe provare cosa significa per me “dover convivere con me stessa”!Fa sorridere, ma lo penso davvero.

Eppure io sono così, non ho radici…se non quelle affondate nel cuore delle persone che amo…ho uno spirito nomade, curioso, ambizioso, difficile da accontentare. 

E chi lo dice…poi…che nella vita chi si accontenta gode?Forse qualcuno che fu costretto in una gabbia che lui stesso aveva costruito attorno a sé…

In conclusione: per sempre seguirò il mio cuore, il mio istinto, le esigenze del mio spirito del momento. Lo farò mettendo in moto la razionalità e nel rispetto degli altri, ma lo farò.

Persegui ciò che ti rende felice

Perché come dice il grande Gianluca Gotto nel suo libro fantastico, l’unico motore che muove il mondo, l’unico ideale per il quale valga la pena combattere…è la felicità. Anche più dell’amore. Perché non si può donare amore, se prima non si è felici. La felicità per me è non accontentarmi mai. Essere felice, per me, significa essere oggi in Australia, fra un mese a casa mia…e chissà…nel futuro…dove ancora…

Perseguite la vostra felicità, amici che vivete sparsi nel mondo. E se oggi il vostro cuore vi chiede ti tornare a casa, ad abbracciare le persone che amate, a riappropriarvi della vostra vita semplice e abitudinaria, di quella vita che avete rifuggito…allora fatelo, e non vergognatevene.

Un uomo percorre il mondo intero in cerca di ciò che gli serve e torna a casa per trovarlo.
George Moore

 

Puoi leggere tutti gli articoli relativi al vivere all’estero e in particolare alla mia vita in Australia nella sezione AUSTRALIAN CLIC

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VALENTINA
BERGAMO

Mi chiamo Valentina e sono qui perché voglio farvi conoscere i miei sogni. Per farlo vorrei partire da una frase, per raccontare una storia: "...siamo quello che sentiamo e percepiamo. Se siamo arrabbiati siamo la rabbia. Se siamo innamorati siamo l'amore. Se guardiamo un innevato picco di montagna siamo la montagna. Mentre sogniamo siamo il sogno". É una frase di Tich Naith Han, monaco buddista tutt'ora vivente. Una persona straordinaria ed ordinaria nel medesimo tempo. Ribelle nell'animo, arrestato e torturato più volte, distante da qualsiasi forma di vita ed espressione che non si chiami amore. É addirittura stato controcorrente rispetto ad alcune forme di Buddhismo tradizionale, ma il suo messaggio d'identità e rispetto è più che mai attuale. "...mi piace molto ascoltare la pioggia, è un suono bellissimo" (da "Quando bevi il tè', stai bevendo le nuvole") e piace molto anche a me. Non posso e non desidero di certo paragonarmi a lui, ma l'arte, la bellezza, la fotografia, la letteratura e la poesia sono il mio sogno. Attraverso queste espressioni del Pensiero e dello Spirito sento di riuscire a cogliere DAVVERO l'anima del mondo. Ma il mondo quello VERO, quello autentico, quello fatto di persone, di diversità, di odori, di sapori, di colori, di scorci, di inaspettati incontri. Come dice Tich Naith Han, sento distintamente di appartenere a questo sogno, e vorrei spartirne una piccola fetta con tutti voi.

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— Josef Koudelka

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